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Arte fuori dal palco

Musica in libreria: Karajan era il più grande di tutti? Leone Magiera risponde di sì

Leone Magiera, accompagnatore e trainer di voci illustri, offre un ritratto inedito del grande Karajan, visto dietro le quinte. Ma non mancano altri artisti: Kleiber, Freni, Pavarotti, Caballè, Cappuccilli, Gasdia...

Musica in libreria: Karajan era il più grande di tutti? Leone Magiera risponde di sì
© foto Siegfried Lauterwasser-DGG

Pochi hanno vissuto così intensamente la vita di palcoscenico, anche quella dietro le quinte, come Leone Magiera. Un giovanotto modenese di 85 anni, ancora pieno di vita, con una grande carriera alle spalle quale direttore d'orchestra, ambito preparatore di voci, sensibilissimo accompagnatore al piano. Pavarotti, cui era legato da antichissima amicizia – c'era lui a dirigerlo nella sua prima Bohéme - lo voleva sul palco ogni qualvolta fosse possibile.

Ed ecco quindi raccolti, in un libro che si legge tutto d'un fiato, alcuni ricordi della sua carriera, che ha visto rapporti di lavoro con direttori d'orchestra, cantanti, responsabili artistici e sovrintendenti. Fulminanti ritratti di gente dello spettacolo come l'eccentrico ed ipercritico Carlos Kleiber, lo spavaldo Cappuccilli, l'attivissimo Carlo Maria Badini, il timido Francesco Siciliani.

Leone Magiera

Un mito della musica si apre per noi

Ma al centro di Karajan - ritratto inedito di un mito della musica (La nave di Teseo, pag. 265, euro 18,00), sta ovviamente la lunga frequentazione con il grande Herbert von Karajan, che volle Magiera all'Opera di Vienna per curare il repertorio italiano, e poi quale docente ai corsi di canto nei corsi da lui tenuti a Salisburgo. 

Un rapporto iniziato in maniera inusuale nel gennaio del 1963, con il giovane maestro – allora ancora sposato con Mirella Freni - che segnalava al direttore austriaco con due bandierine (una rossa, l'altra verde), se le voci dei cantanti de La bohème giungessero chiare al loggione della Scala. E continuato poi per vari anni, sino a quando Magiera non venne chiamato proprio in quel teatro quale segretario artistico.

Karajan alla guida di un Lancia Stratos

Risvolti inusuali di un grandissimo artista

Un ritratto artistico – bellissime le descrizioni della sua geniale abilità di concertatore d'opera, pervasa di acuta sensibilità musicale e penetranti intuizioni drammaturgiche – ma soprattutto un ritratto umano, ricco di risvolti inediti. Perché il musicista iperattivo e pianificatore amante delle vetture sportive, l'artista patinato che pilotava il jet personale e il suo yacht, era in realtà un individuo tutto sommato schivo, gelosamente protetto da factotum e segretarie. Un uomo riservato, disposto però ad aprirsi con chi, come Magiera, godeva della sua stima e fiducia. 

Apprendiamo così che fuori dell'ufficialità Karajan sapeva scherzare con l'orchestra, indirizzare garbate battute ai cantanti, e spendersi all'occorrenza in preziosi suggerimenti. Vedi quando mandò alla Scala l'allora sconosciuta Gasdia, a sostituire una Caballè dileguatasi dopo un'Anna Bolena catastrofica. E scopriamo che talvolta si divertiva a travestirsi in modo fantasioso – ascoltò la Freni a Londra con un kilt scozzese e la chioma ossigenata - per valutare in incognito un interprete. Un talento innato, rivelò a Magiera il suo segretario Von Mattoni, sin quando da ragazzino recitava in una filodrammatica con abiti femminili. E messo a frutto allorché si nascose a Trieste, nel primo dopoguerra, elemosinando da finto cieco. Lo incontrò così Nino Sanzogno, che lo sfamò e l'aiutò a riprendere la carriera.

Karajan sapeva scegliere tanto gli interpreti ideali quanto un costoso vino francese nelle cene dopo l'opera. Ed adorava i pettegolezzi sul mondo dello spettacolo, magari piccanti come quello che voleva Carlo Kleiber figlio naturale di Alban Berg. Singolare l'aneddoto di quando accettò nei suoi corsi salisburghesi un tenorino disastroso, prendendolo a lungo placidamente per i fondelli, e concedendogli infine una particina in scena. Tutto perché il ricchissimo suo papà gli aveva promesso in dono una villa in Costa Azzurra. Cosa che, in effetti, avvenne.

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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