Geolocalizzazione

Se lo desideri puoi concedere il consenso alla localizzazione per visualizzare notizie e spettacoli della tua provincia.

Oppure puoi selezionare manualmente la tua provincia:

Arte fuori dal palco

Manco l'Ovaiola - La stanza delle donne

Il teatro di Gabriella Schina è uno dei felici esempi di nuova drammaturgia. Due testi teatrali brevi e intensi che fanno della parola uno strumento potentissimo di emozione. Un monologo nostalgico e brillante e un dialogo fortemente drammatico e sanguinante di orrore.

Manco l'Ovaiola - La stanza delle donne

Mariuccia, la zia di Raffaele Viviani, è la protagonista dell’interessante monologo dal titolo Manco l’ovaiola che ci regala Gabriella Schina. E’ un monologo solo in apparenza, perché l’impressione è quella di un testo pieno di voci, di persone che arrivano, di amici che partono, di rumore di stoviglie e di piatti in tavola per chi si ferma a cena, dei cristalli di chi brinda e dei silenzi di chi osserva il mondo che si muove intorno. E’ il campanello della porta che suona e accoglie tutti i protagonisti della vita di Mariuccia, la padrona di casa, è la custode degli affetti, la sacerdotessa che mantiene il focolare acceso e che fa sì che tutti, sempre, possano tornare “a casa” . Mariuccia, il calore, la famiglia,  la casa, la cena.
 

Lei vuole bene, lei accoglie, lei accudisce, anche se forse non comprende fino in fondo il senso di una famiglia scombinata, accesa, vivace, sempre in arrivo e sempre in partenza; lei non comprende la gente del teatro, “i triatranti”, quelli che sono amici dopo pochi minuti, che vengono in casa e parlano di teatro, e mangiano teatro e partono col teatro e non si rivedono più. Ma si sa dove sono… a teatro.  Raffaele e Maria, gli attori che viaggiano, partono e dopo lo spettacolo ritornano e portano sempre qualcuno a casa. Mariuccia e Don Gaetano che non viaggiano perché a Napoli c’è già tutto quello che si può vedere al mondo. E il campanello suona ogni minuto: lo spazzino, il postino, il vicino, il bambino… c’è tutta Napoli intorno a Mariuccia, anche se in scena compare solo lei. Una bella scrittura, vivace, veloce, intensa e piena di significato e di nostalgia per Mariuccia, la zia accogliente e spiritosa che tutti abbiamo da qualche parte nel mondo.
 

Un pugno nello stomaco è La stanza delle donne. Un testo dove la forza della scrittura fuoriesce carnalmente dalle righe che raccontano la violenza, il dolore, la sofferenza delle donne in guerra.  Lo stile e la bravura della Schina sono evidenti dalle graffiature che ogni riga apporta sulla pelle del lettore e ancor più dell’eventuale pubblico teatrale che ascolta quelle parole. Il dialogo tra donne prigioniere durante la guerra in Bosnia riporta l’orrore dei Lager nazisti con un realismo e una verità sconvolgente, tanto più che è contemporanea al lettore. Un testo di grande impatto sulla guerra e sulla maledizione della razza umana che non impara nulla dalla storia e ripete i suoi orrori.
 

Gabriella Schina
MANCO L’OVAIOLA
LA STANZA DELLE DONNE

Chipiuneartedizioni Roma 2015
Pagg.104 Euro 10,00

 

Elena Siri

  Redattore

Regista, insegnante di discipline teatrali e formatore culturale. Opera da 25 anni come professionista in compagnie teatrali in tutta Italia e scuole ...

>> continua