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Arte fuori dal palco

Il MIBACT riconosce l'eccezionale importanza del Museo Internazionale della Maschera di Abano Terme

In uno scrigno alle pendici dei Colli Euganei sono raccolte maschere di tutto il mondo, accanto a quelle frutto dell'appassionato lavoro creativo di due artisti eccezionali, padre e figlio: Amleto e Donato Sartori

Museo Internazionale della Maschera
Museo Internazionale della Maschera

E' una assai preziosa realtà la collezione del Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori di Abano Terme, di cui in questi giorni il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha ufficialmente riconosciuto e sancito l'eccezionale interesse culturale. 

Museo fondato nel 2004 da Donato Sartori, ed inaugurato da Dario Fo e Franca Rame, trova spazio nelle stanze della seicentesca Villa Trevisan Savioli, “avendo come obiettivo la conservazione, diffusione attiva, recupero e approfondimento dell’uso della maschera teatrale in Italia e nel resto del mondo” come ha ricordato Paola Piizzi Sartori, sua attuale direttrice, appena appresa la gratificante notizia.

Una sala del Museo Sartori

Padre e figlio, una staffetta artistica che copre oltre mezzo secolo

Prima Amleto Sartori (1915-1962), scultore, poeta, creatore e profondo conoscitore delle maschere teatrali, poi il figlio Donato Sartori (1939-2016), hanno avuto con il teatro un rapporto continuativo e fertilissimo. Un itinerario artistico che inizia nel 1951 con la prima maschera realizzata da Amleto per L’amante militare di Goldoni ed indossata da Marcello Moretti. 

Un evento importante, perché per la prima volta il grande attore recitò Arlecchino con una maschera in cartapesta creata appositamente per lui, e non con l’usuale maschera dipinta sul volto. Opzione poi divenuta di uso corrente anche per altri ruoli scenici, e che diede il via ad una stretta collaborazione dei Sartori con il Piccolo Teatro di Giorgio Strehler e Paolo Grassi, con Gianfranco De Bosio, con Jacques Lecoq e Jean Louis Barrault, con Dario Fo, con Peter Oskarson, e più di recente con Moni Ovadia. Oltre che con realtà teatrali di mezzo mondo.

Al di là delle pur notevoli creazioni scultoree, esposte in numerose mostre ed in vari contesti del comprensorio patavino – Come la Via Crucis di S. Alberto Magno a Padova - a portare il nome dei due Sartori a fama mondiale furono infatti sopra tutto le loro celebri maschere in cuoio, frutto di una applicazione artigianale certosina, oltre che di un lungo lavoro intellettuale, letterario e storico che prendeva le mosse dalla riscoperta di un’arte quasi dimenticata, delle sue antiche radici, delle mille sue declinazioni in altri popoli e paesi. 

Amleto Sartori nel suo atelier

Il primo museo nazionale dedicato alle maschere

Tra i grandi interpreti che indossarono le loro creazioni una menzione particolare spetta a Ferruccio Soleri - forse il massimo Arlecchino d'ogni tempo - cui Amleto Sartori dedicò l’ultima scultura prima della prematura scomparsa. 

Per fortuna, aveva trasmesso da tempo passione e mestiere al figlio Donato che continuò ad inventare, produrre e sperimentare maschere in una continua effervescenza creativa sino alla morte, confrontandosi anche con il teatro d’avanguardia americano e europeo in produzioni non solo strettamente teatrali, ma anche pluridisciplinari e multimediali.

Donato Sartori


Quello ospitato ad Abano Terme è il primo museo nazionale interamente dedicato alle maschere della Commedia dell’Arte e di altri contesti teatrali, che raduna una scelta di 375 pezzi unici e rarissimi, scelti fra quelli realizzati nel corso della loro attività. Accanto a questi figura anche un corpus di maschere etnologiche e rituali da essi raccolto nel tempo, e conservato presso la Casa-Laboratorio della Famiglia Sartori. 

Ricordiamo che nel 1979 Donato Sartori aveva fondato con Paola Piizzi e Paolo Trombetta il “Centro Maschere e Strutture Gestuali” (attualmente affidato alla figlia Sarah) che promuove un’intensa e vivace attività fatta di convegni, seminari, studi internazionali, mostre e ricerche. Prevista a breve un’importante tournée in Nord America in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di New York.

Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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