Arte fuori dal palco

Dalla Terra alla Luna con Jacques Offenbach. Un'avventura comica e bizzarra

Arriva la prima registrazione integrale, con le edizioni Palazzetto Bru Zane, de l'opéra-féerie “Le voyage dans la Lune” di Jacques Offenbach, lavoro meno noto del grande compositore franco-tedesco.

Dalla Terra alla Luna con Jacques Offenbach. Un'avventura comica e bizzarra

Genere molto particolare l'opéra-féerie, e squisitamente francese. Uno spettacolo teatrale dal sensazionale apparato scenografico, combinante musica, canto, balletto e prosa, nato con l'intento di offrire agli spettatori pizzichi di magia ed elementi fantastici a profusione. 

La sua genesi verso fine '700, vedendo succedersi lavori quali Zémire et Azor di Getry (1772), Cendrillon e Aladdin di Isouard (1810 e 1822), Le cheval de bronze di Auber (1835), La Fèe aux roses di Halévy (1849), Les amours du diable di Grisar (1853). Per poi languire un po', sino a quando non finì fra gli interessi di Jacques Offenbach.

Le voyage dans la lune (Teatro dell'Opera di Montpellier, dicembre 2020)

Il compositore franco-tedesco verso fine carriera di opéra-féerie ne scrisse infatti due, entrambe per il parigino Théâtre de la Gaîté. Da principio Le Roi Carotte (il 15 gennaio 1872 la prima, seguita da 194 repliche), portata con successo pure a Vienna, Londra, New York. 

Tre anni dopo Le voyage dans la Lune, che debuttò il 26 novembre 1875 con una scia di 184 repliche, accumulando anch'essa un incasso finale colossale. Un'altra sessantina di ulteriori rappresentazioni se le guadagnò pure al Théâtre du Châtelet, dove rimase in scena sino al maggio 1877, per poi raggiungere Londra e Vienna.

Le voyage dans la lune (Teatro dell'Opera di Montpellier, dicembre 2020)

All'inizio ci fu un certo Jules Verne

Il soggetto de Le voyage dans la Lune, lavoro in 4 atti e ben 23 quadri differenti richiedenti uno complicato sfoggio scenografico – oggi però agevolmente risolvibile con le video proiezioni – prende lo spunto dal fortunato romanzo di Jules Verne Dalla terra alla luna. Va da sé, però, che il librettisti Albert Van Loo, Eugéne Leterrier e Arnold Mortier parodiarono un soggetto avventuroso volgendolo al comico, creando così una carrellata di situazioni e figure atte a suscitare stupore, divertimento, ilarità nel pubblico parigino immettendovi un contorno di personaggi stravaganti e dai comportamenti bizzarri, tutti più o meno buffi, dal carattere irresistibile. Ed allineando scenari improbabili – dalla fonderia in cui viene forgiato il cannone che spedisce i nostri eroi nello spazio alle affollate piazze della Luna, dal Palazzo di cristallo di re Cosmos al ghiacciaio sopra ed al ventre sotto d'un vulcano. 

Si comincia con il re terrestre V'lan, suo figlio Caprice (notate i nomi!), il precettore Microscope; e poi il re selenita Cosmos e sua figlia Fantàsia, il consigliere Cactus, il sensale Quipasseparla, la bella Popotte, e poi astronomi, cortigiani, damigelle, popolani, soldati, donne-luna, mercanti, fiocchi di neve danzanti...Un sapido, vorticoso giro di personaggi e di battute condito dalla musica ammiccante, ricca di invenzioni melodiche e ritmiche – già dalla schietta Ouverture – oltre che pervasa di verve e dinamicità, che il genio di Offenbach sapeva mettere in campo.

Le voyage dans la lune (Teatro dell'Opera di Montpellier, dicembre 2020)

Un'opera proposta meno di quanto meriti

Recuperata da Jérôme Savary nel 1980 a Berlino e Colonia, e nel 1985 a Ginevra, Le voyage dans la Lune è stata poi ripresa nel 2014 a Friburgo, Losanna ed al Festival de Saint-Céré, e nel 2016 all'Opéra de Reims. Meno di quanto meriti, per cui l'ampia tournée francese d'una sua edizione con la regia di Olivier Fredj, promossa nel 2021/22 dalla Fondazione Bru Zane - dopo una prima a Montpellier nel dicembre 2020 - e coprodotta con una quindicina di realtà teatrali diverse, assume indubbio interesse. Ancor più scoprendo che, dopo la pubblicazione della partitura revisionata, il Palazzetto Bru Zane nel settembre 2021 ne ha curato la registrazione offrendola in due CD della sua collana Opéra français, con il solito formato a libro di oltre 200 pagine, ricco di interventi critici e del testo integrale (non in italiano, purtroppo).

Le voyage dans la lune (Teatro dell'Opera di Montpellier, dicembre 2020)

Una pubblicazione in prima mondiale, dunque, preziosa e molto godibile a cominciare dalla brillante direzione musicale di Pierre Dumoussaud, a capo del Choeur et Orchestre national Montepellier Occitanie. 

Eccellenti e partecipi solisti vocali, impegnati alcuni in più ruoli, sono Matthieu Lécroart, Thibaut Desplantes, Violette Polchi, Sheva Tehoval, Pierre Derher, Raphaël Brémard, Marie Lenormand, Ludivine Gombert e Christophe Poncet de Solages. 

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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