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Teatro

Scultura in movimento: il grande Nureyev

Scultura in movimento: il grande Nureyev
Alcuni artisti riescono a lasciare un segno così indelebile del proprio talento e di quel certo non so che, da apparire indimenticabili. Come tali, immortali. Luigi Pignotti, che fu dapprima fisioterapista di Rudolf Nureyev, geniale ballerino e coreografo russo di statura internazionale, ne divenne poi l'impresario. Per quasi 24 anni fu come un'ombra, per il celebre artista. Agiva per rendersi utile a quel fantastico, infaticabile creatore di plasticità umana dalla straordinaria bellezza e dall'incantevole delicatezza. A distanza di 10 anni dalla sua morte Luigi Pignotti, che ha fondato l’Associazione Rudolf Nureyev per tutelarne il nome e il patrimonio artistico, ha voluto creare uno spettacolo che celebrasse il suo beniamino. Nasce così il 'Galà Rudolf Nureyev' intitolato "Grazie Rudy", spettacolo che gira per mezzo mondo da oltre 3 anni. Nei prossimi giorni sarà a Firenze, Zurigo, Bologna, Brescia, Gorizia, Bergamo, Colonia. Dentro e fuori Italia, sempre a ricordare il grande artista e amico, con numerosi giovani e bravissimi ballerini. Quanto sente la mancanza di Nureyev? Nella danza la mancanza di Nureyev equivale alla mancanza della Callas nella lirica. Ci sono stati nel '900 anche altri personaggi davvero grandi, al punto da risultare semplicemente insostituibili. E' gente che ha cambiato il mondo, ognuno nel suo settore. Per questo ha organizzato il Galà a lui dedicato? Non potevo certo competere con Enti come il Teatro alla Scala, ma volevo ricordarlo a modo mio. In mancanza di grandi mezzi, ho usato la fantasia. Nureyev fece qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima, nella danza classica. Anziché limitarsi a ballare in coppia con partner femmili, lui ha creato e ballato magnificamente con altri maschi, di fatto aiutando parecchi giovani danzatori a fare carriera. Chiunque apparisse in uno spettacolo di Nureyev ne era avvantaggiato. Qui ho riunito tutti i suoi pas de deux. Come ha scelto la composizione di brani e interpreti? Ho preso i giovani che lui ha aiutato di più, come Maximilian Guerra. Rudolf Nureyev mi aveva detto di aiutarlo proprio prima di morire. E io l'ho fatto, fin dove ho potuto. Guerra aveva fatto parte di quel gruppo chiamato 'Nureyev and Friends'. Lo stimava davvero. Ora c'è un altro giovane che ho scelto di sostenere: è di Massa, vicino a Viareggio e ha preso la medaglia d'oro a Varna. Qui ogni 2 anni vengono selezionati giovani sconosciuti da una giuria internazionale molto severa. Qui fu scelto anche Michail Baryshnikov, fra gli altri. Di chi sta parlando? Parlo di Alen Bottaini, è italo britannico e ha studiato danza al Royal Ballet di Londra, si è diplomato all'Accademia Vaganova di San Pietroburgo, per continuare col Balletto Nazionale del Canada. Ora io l'ho trovato e voglio portarlo ovunque, soprattutto farlo conoscere in Italia, suo Paese d'origine. In questi anni la compagnia è cambiata perché talvolta quelli che lavorano nel 'Galà Rudolf Nureyev' sono anche ballerini della Scala, per esempio, che ora è in Cina per rappresentazioni che durano mesi. Perciò ho preso ragazzi di qua e di là, per far vedere tutto quello che Nureyev ha saputo creare di meraviglioso. Quindi lo spettacolo consiste in coreografie di Nureyev rivisitate da questi giovani di talento? Sì, ci sono tutti i passi a due estratti da vari spettacoli, come 'Il Corsaro', 'Don Chisciotte', 'Il Lago dei Cigni', 'La Bella Addormentata', 'Lo Schiaccianoci', 'Romeo e Giulietta'. Le coreografie sono essenziali e ognuno di loro ha potuto perfezionare una propria idea interpretativa. Non abbiamo un capo, qualcuno che comanda e impone un certo stile. Lo spettacolo, però, si apre con un filmato dedicato a Nureyev ed è un ricordo che commuove e tocca tutti, credo. Io parlo un po' di lui e ogni volta mi emoziono. Lui era uno scopritore di talenti e vorrei che il suo ricordo permettesse ancora ad altri di fare una carriera interessante. Ne ha mai incontrato uno che potesse sostituirlo? Ci sono ottimi elementi, ma a ciascuno sembra mancare almeno qualcosa. Quella punta che fa emergere, che fa diventare una stella. Rudolf, fra tanti bravi ballerini, era l'unica vera luce, illuminava tutti gli altri e a lui tantissimi si sono ispirati. I veri artisti sono così, sono persone quasi fuori dal mondo. Nella danza, in particolare, Nureyev diceva che il corpo si sposa con la musica e che bisogna usare il proprio corpo come si fosse un Donatello: per farne scultura in movimento. Continuate la tournée ancora a lungo? Ci fermiamo per le feste, durante le quali c'è chi deve seguire altre compagnie. Ma noi ricominciamo a marzo 2007 e tra l'altro faremo grandi piazze, come Milano, dove saremo al Teatro Smeraldo. Ci tengo molto perché il 17 marzo è il compleanno di Rudolf e l'anno prossimo avrebbe compiuto 69 anni. E' giusto ricordarlo ancora.

Daniela Cohen

  EX-REDATTORE di MILANO

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