Teatro

Pucci: 'Quando salgo sul palco la mia priorità è il pubblico'

Attore comico e milanese doc, tifoso interista sfegatato, Andrea Pucci è uno dei volti più amati della TV. E, in teatro, sbanca a suon di tutto esaurito. Ma non parliamogli dell'Inter...

Andrea Pucci
Andrea Pucci

Risate a crepapelle: tra quelle che fa fare Andrea Pucci al pubblico e quelle che ha fatto lui durante questa intervista, ci viene quasi da pensare di fare un duo comico. Quello dello spettacolo "IN..TOLLERANZA ZERO", è un tour lungo e di successo, che toccherà varie città (CALENDARIO COMPLETO), dove si ride di noi, del rapporto uomo donna e dove l'empatia che riesce a creare col pubblico è la chiave del successo.

Nato a Milano nel 1965 in zona Zara. La cosa che le manca di più della Milano di quando aveva 10 anni?
Innanzitutto la giovinezza… (scherzo), la semplicità e la serenità della vita in generale, in cui si cresceva. I quartieri allora, pur essendo in una grande città diventavano un sorta di paese dove tutti si conoscevano.Gli amici che con gli anni molti si sono persi, ma alcuni sono rimasti sino ad oggi. Poi mi manca il rapporto con miei genitori, persone semplici ma presenti, un punto di riferimento. E ora che sono padre di una meravigliosa figlia, Rachele di 11 anni, cerco allo stesso modo di esserlo per lei.

Una domanda personale. Lei è stato animatore nei villaggi. Nell'estate del 1993 io sono stato mollato dalla mia ragazza dopo una vacanza in un villaggio Valtur. Mi ha detto che aveva avuto relazione con un animatore. Lei in che villaggio lavorava quell'anno?
Ho lavorato in molti villaggi Valtur... (ma nel 1993, adesso che ci penso…) sicuramente lavoravo nello stesso villaggio... si chiama Daniela? (Ride, ndr)

Un tema centrale per gli spettacoli è spesso il rapporto con la moglie: in teatro funziona alla grande. Qual è il segreto di questo tema evergreen sempre vincente?
Il rapporto uomo/donna (che sia amica, moglie, amante) fa sempre parte della nostra vita, della realtà di tutti i giorni, quella che ognuno può aver vissuto in prima persona. Penso sia per questo che funziona. D’altronde, pur essendo due mondi completamente diversi, quasi sempre sono complementari.

La cosa più divertente che le è accaduta durante la sua attività di cabarettista.
Molte cose. Forse all’inizio, quando i pochi che mi fermavano per strada, dopo le mie prime apparizioni televisive, mi scambiavano per qualche mio collega ed io facevo finta all’inizio di essere quello che pensavano…per poi svelare chi fossi veramente tra le risate di entrambi.

E la volta dove si è divertito meno.
Tendo a rimuovere l’accaduto, andando avanti con ottimismo.

Ricevere un accertamento di Equitalia o essere in prima fila a un suo spettacolo. Cosa ritiene che possa creare più stress?
Spero un accertamento di Equitalia, anche perché chi viene ai miei spettacoli di solito spera di passare 2 ore di divertimento,di staccare la spina. Quindi anche da Equitalia!

Il lavoro mobilita. Quanti chilometri faceva all'anno quando faceva ancora la gavetta?
Non molti, perché quando facevo la gavetta, quindi i locali/pub/piccole piazze dove potevano conoscermi, erano tutti abbastanza vicini a casa... praticamente in Lombardia.
Ne faccio molti di più adesso... per fortuna!!!

Più difficile non ridere quando deve restare serio oppure far ridere quando non ne avrebbe nessuna voglia?
Vedo che Marzullo fa discepoli.. (Ride, ndr). A parte gli scherzi, nella vita penso che la cosa meno difficile é essere sempre sé stesso, quando salgo sul palco la mia priorità è il pubblico, dimentico tutto e mi diverto con loro.

I suoi spettacoli sono praticamente sempre tutti esauriti. E qui scatta l'applauso. Con cosa conquista il pubblico?
E’ vero e ringrazio per l'applauso. Questo mio nuovo spettacolo “IN..TOLLERANZA ZERO” mi sta dando grandi soddisfazioni, quasi inattese. Non c’è un segreto per conquistare il pubblico, è l’empatia che si crea parlando di varie esperienze di tutti i giorni, in modo divertente, dove ognuno può ritrovarsi. E’ una magia che non riesco a spiegare a parole, è come il colpo di fulmine in amore.

Un invito invece a quelli che non sono ancora venuti a vederla - per farli alzare dal divano e venire a teatro. E se hanno le palle, pure in prima fila.
Alla luce di come vanno gli spettacoli in generale, sinceramente sono già in molti ad alzarsi dal loro divano...e soprattutto in prima fila, visto che sono i posti che si vendono prima di tutti gli altri. Per chi non l’ha ancora fatto posso solo dire che alla fine dello spettacolo possono comunque ritornare sul proprio divano, ma magari con un sorriso in più ed essere contenti di essere venuti.

Un'ultima riflessione.
Disoccupazione in aumento, crisi economica, terrorismo, inquinamento. E' un brutto periodo. Meno male però che a Milano la domenica ci si può rilassare con una bella partita. Invece voi dell'Inter la domenica cosa fate?

Per quanto riguarda la prima parte, sono d’accordo che viviamo tempi complicati. Per il resto non rispondo alle provocazioni… (Ride ndr)

Leggi la SCHEDA SPETTACOLO.

 

Federico Serretta

  Redattore

"La vita la si vive o la si scrive" recitava Luigi Pirandello, circa un secolo fa. Il teatro è forse l'unico luogo in cui sia concesso fare...

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