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Teatro

Luisa Corna: "E adesso canto io!"

Luisa Corna: "E adesso canto io!"
A sedici anni modella ed indossatrice di prestigiose griffe, poi vennero gli spot pubblicitari, i primi lavori in televisione, un grande portamento per la recitazione (al cinema ha lavorato con Giorgio Panariello e teatro con Albertazzi, è stata doppiatrice del colosso animato “Shark Tale”), le prime serate in Rai, la consacrazione quest'anno a “Domenica in…” nella stagione che celebra il trentennale del celebre contenitore televisivo domenicale.

Eppure Luisa Corna non ha mai abbandonato l"amore e i sogni legati alla musica la sua passione più grande. Bellezza mozzafiato (immortalata nel 2003 da un calendario per Panorama), personaggio di successo ma, con la musica presenza fissa della carriera (secondo posto a Castrocaro, quarto posto a Sanremo nel 2002 in coppia con Fausto Leali, quattro presenze nella kermesse dedicata alla musica partenopea “Napoli prima e dopo”). A fine marzo il momento più bello e sognato, la pubblicazione del suo primo album, “Acqua Futura”.

Una Luisa Corna cantante a tutto tondo per questo lavoro composto da undici brani prodotto da LM Records, la neonata Etichetta Indipendente di Lele Mora, e distribuito da Universal Music.

“Acqua Futura” ci fa scoprire il suo vero lato artistico nel quale dimostra ampiamente di sapere usare la voce come uno strumento musicale di altissima liuteria capace di giocare con la propria timbrica, di salire e di scendere sulle scale delle 12 note.

Le canzoni rappresentano spezzati di vita in cui Luisa Corna non si è soltanto limitata all’interpretazione ma, insieme a Gatto Panceri (e la direzione musicale di Fio Zanotti), ha scritto quasi tutti i testi  dimostrando una sorprendente capacità compositiva, fino alla chicca de “L’ultima Luna” scritta da Renato Zero. Pop, blues e black music, i generi presenti nell’album,  generi con i quali la bella Luisa convive senza timori ed incertezze. Straordinaria la rivisitazione e l’interpretazione della cover di Joan Osbourne “Santa vita”; fiore all’occhiello di questo progetto, senza dimenticare le melodiose “Colpa Mia” e “Soli”.

- Luisa un tuo stupendo primo piano come copertina dell’album d’esordio, un sogno che si realizza
Un progetto importantissimo - esordisce la Corna nell’intervista concessa a Set – e soprattutto un desiderio che si avvera. Abbiamo lavorato per due anni a questo progetto, dove io sono stata impegnata in prima persona, seguendo tutte la fasi che hanno portato alla nascita di “Acqua Futura”. E’ un lavoro che sento come una mia creatura e rappresenta l’istintività e il desiderio di potermi esprimere attraverso la musica con il mio modo di essere. La scelta del titolo è  legata al concetto dell’acqua come elemento vitale, capace di trasformarsi e di poter seguire liberamente il proprio percorso creativo proiettandosi verso il futuro”.

- Un disco con firme importanti: il sodalizio con Gatto Panceri e poi il regalo di Renato Zero
Sono sempre stata colpita dai testi di Gatto Panceri e l’ho voluto vicino in questo lavoro. I suoi sono temi di grande intensità. Renato poi mi ha fatto questo sorpresa stupenda scrivendo una canzone per me. Non potete immaginare l’emozione, io da sempre “sorcina”… Renato non ha bisogno di pubblicità ma, da grande artista ha voluto dimostrare ancora una volta la sua sensibilità con una bellissima canzone che parla di un amore finito

- Modella, cantante, conduttrice, doppiatrice, attrice: cosa farai da grande?
Spero la cantante il più a lungo possibile e poi naturalmente la conduttrice, ruolo nel quale mi trovo perfettamente a mio agio”.

- Segui da tempo la musica napoletana. Quanto ha contato la melodia partenopea nella costruzione di “Acqua Futura”?
La canzone napoletana è una parte importante della musica a livello mondiale. Amo questa melodia e soprattutto il contesto dal quale nasce”.

- Con Massimo Giletti sei protagonista de “L’Arena” a “Domenica in…”. Un spazio dove spesso ci sono accesi dibattiti proprio legati alla televisione. Che idea ti sei fatta della TV moderna?
C’è una grande confusione – afferma Luisa Corna – dovuta alla necessità di fare ascolti a tutti i costi. Gli ascolti però spesso non coincidono con la qualità. Poi ci sono altri fattori come le esigenze dettate da chi investe in pubblicità e il perseguire spesse volte esagerato di filoni azzeccati come possono essere i reality. Alla fine, vedrete, ci stancheremo anche di quelli…Io mi auguro che presto potremmo assistere a programmi di qualità fatti da grandi professionisti del piccolo schermo e non da principianti. Avere dei talenti e dei punti di riferimento in televisione è un bene per tutti.”

- Chi ti è piaciuto dell’ultimo Festival di Sanremo?
Un’edizione strana per quanto concerne i tempi della trasmissione, tempi che spesso hanno annoiato. Comunque belle canzoni come quelle di Mario Venuti, Carlo Fava & Noà e tra i giovani Ivan Segreto e L’Aura che potrebbe diventare la nuova Elisa”

- Luisa, alla fine del disco hai voluto ringraziare, tra gli altri, Alex Britti; con lui oltre alla musica hai condiviso anche altre passioni…
Alex ha seguito tutto il progetto, mi ha dato diversi consigli, mi è stato vicino. La nostra è una grande amicizia. Le storie che finiscono lasciano a volte bei ricordi. E’ il caso mio e di Alex…

La Redazione di Teatro.it

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