Teatro

L'horror secondo Lillo e Greg

L'horror secondo Lillo e Greg
Nel primo pomeriggio soleggiato dopo tanta neve, raggiungo Lillo telefonicamente per scambiare quattro chiacchiere sullo spettacolo “La Baita degli Spettri – Commedia in 2 atti e 5 cadute di tono”, scritto, interpretato e diretto da Lillo e Greg, che andrà in scena il 19 marzo 2010 al Teatro Creberg di Bergamo. "La Baita degli Spettri" è arrivato ormai al terzo anno di repliche e tournée. Come è cambiato lo spettacolo in questi anni? È cambiato veramente poco, devo dire, perché è uno di quegli spettacoli fortunati, che nascono già con una certa valenza, sia narrativa sia comica. È sostanzialmente lo stesso spettacolo degli esordi, fatta eccezione per gli attori che sono cambiati rispetto agli originali. Quest’anno Danilo De Santis, Emanuele Salce e Chiara Sani hanno sostituito Simone Colombari, Lorenzo Gioielli, Valentina Paoletti. Generalmente succede che le commedie vengano rimaneggiate, migliorate durante le tournée, da una stagione all’altra, ma questa è nata già con i tempi giusti, le trovate giuste. Ripeto: è nata fortunata. Quali film, fumetti, romanzi dell'orrore hanno ispirato "La Baita degli Spettri"? “La Baita” nasce dalla volontà di parodiare il genere horror, che si presta molto alla comicità. C’è un richiamo a “The Others” a livello narrativo, ma a livello umoristico è più un omaggio alla comicità surreale di Mel Brooks, quella comicità un po’ demenziale che a noi piace molto. Lei e Greg siete nati fumettisti e siete approdati sulle tavole dei palcoscenici di tutta Italia - passando per i riflettori televisivi e cinematografici - vi sareste mai immaginati un tale cambio di rotta creativa? A teatro, in televisione, al cinema o alla radio, noi facciamo quello che avremmo voluto fare nei fumetti. A noi interessavano soprattutto i fumetti comici, non solo per quanto riguarda la parte grafica, ma la loro scrittura. Secondo me è fondamentalmente un discorso di mezzo comunicativo. Se si hanno delle idee umoristiche e personalità comiche da voler esternare, possono andare bene sia il fumetto, sia il cinema, sia la televisione o il teatro. Bisogna solo imparare a usare i diversi mezzi espressivi. Noi, per vari casi della vita, abbiamo sperimentato di più gli altri mezzi e abbiamo abbandonato il fumetto, che è ormai in crisi da anni. È stato un evolversi naturale della nostra vena creativa. Quanto i fumetti creati per la casa editrice ACME sono stati importanti per questo spettacolo? Più che altro sono stati importanti i fumetti che amavo leggere da bambino, come la rivista “Creepy”, tradotta in italiano “Zio Tibia”. Mi piaceva immaginare una commedia con una storia disegnata con lo stile di quei fumetti. Ne “La Baita” non c’è nessun riferimento voluto, ma mentre la mettevamo in scena, più di una volta mi sono immaginato alcune delle storie che si leggevano in quei fumetti. L'horror è sempre stato uno dei generi preferiti dai giovani - ma anche dai meno giovani - e da qualche anno anche l'horror ridicolizzato come in "Scary Movies". "La Baita degli Spettri" entra in questo filone o vuole dare il via a qualcosa di completamente nuovo? Se proprio vogliamo trovare un riferimento cinematografico, più che “Scary Movies” io direi “Frankenstein Junior”, come concezione e come tipo di struttura. Tuttavia noi cambiamo sempre. Quest’anno abbiamo messo in scena al Teatro Brancaccio, a Roma, una commedia che sta avendo davvero molto successo. Si intitola “Intrappolati nella commedia” e sembra una puntata di “Ai confini della realtà”. Io e Greg rimaniamo intrappolati in una commedia di fine Ottocento, in una storia abbastanza surreale, ma completamente diversa dalle precedenti. È meno parodistica de “La Baita”, che ha molti più richiami al genere horror. A noi piace lavorare sui luoghi comuni di alcuni generi letterari e cinematografici, in questo caso l’horror e le tipiche situazioni che si creano nei film horror: il fantasma, la paura, il personaggio strano che vive nei boschi, le urla di donna, gli scricchiolii. La nostra volontà di base è creare un’opera molto comica e originale. Ne “La Baita”, ad esempio, abbiamo inserito una grande novità che è piaciuta molto al pubblico: alla fine della commedia riproponiamo i contenuti speciali come se fosse un dvd. In questi contenuti facciamo vedere le scene tagliate, le interviste agli attori. Quando abbiamo avuto l’idea ci siamo subito chiesti come fare a proporla a teatro, ma poi ci abbiamo lavorato molto e abbiamo trovato il modo di metterla in scena. Questa trovata ha avuto un grande successo perché è nuova, ha una carica di originalità. Credo che nessuno prima di noi l’abbia mai sperimentata a teatro e per questo è la parte dello spettacolo che tutti ricordano meglio e che citano quando fanno i complimenti. Tre aggettivi per descrivere Greg secondo Lillo e tre aggettivi per descrivere Lillo secondo Lillo. Greg per me è un amico e un grande creativo. Non mi vengono in mente altri aggettivi per descriverlo. Lillo secondo me è un immaturo e basta. Non riesco a prendere il lavoro seriamente, ma solo come se fosse un gioco. Sarebbe un problema in qualsiasi altro lavoro, ma non nel mio, perché questa immaturità mi dà un’energia enorme nell’affrontare le sfide, la stessa energia che ha un bambino quando vuole a giocare a tutti i costi. Una domanda fuori tema: quanto è importante per Lillo l'esperienza di "Fascisti su Marte" con Guzzanti, interpretando il mitico Pini? “Fascisti su Marte” è stato importantissimo sia dal punto di vista lavorativo, sia in quanto gioco. Io sono un grande amico di Corrado Guzzanti, ci frequentiamo molto nella vita privata, ci vediamo spesso, ma non parliamo mai di lavoro. Invece in questo caso abbiamo lavorato a stretto contatto e collaborare con lui è davvero molto stimolante, perché Corrado è una persona di un’intelligenza mostruosa, è molto colto e ha delle intuizioni geniali. Lavorare con lui mi ha fatto crescere molto professionalmente. Tuttavia è stato anche un grande divertimento, perché siamo stati due amici che si sono messi a giocare con il giocattolo-film. Attendiamo Lillo e Greg a Bergamo con questo spettacolo, ma anche con le ultime novità

Petra Motta

  EX-REDATTORE di MILANO

Carriera Scolastica 1991 - 1996: Ha frequentato a Bergamo il Liceo Classico Statale Paolo Sarpi, conseguendo la maturità classica con il voto di 60/...

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