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Teatro

La Pozzolis Family dal web a teatro: “Abbiamo convertito gli spettatori da passivi ad attivi!”

Con oltre un milione di follower tra Instagram e Facebook, i Pozzolis sono il vero fenomeno del web. Ora sono pronti a fare esplodere i teatri di Milano, Bologna e Roma con uno spettacolo dissacrante…vietato ai minori di 14 anni. Intervista ai Pozzolis. 

Gianmarco Pozzoli e Alice Mangione
Gianmarco Pozzoli e Alice Mangione © Dario Altamura

Funzionano. Punto. Rispetto ai mille che ci hanno provato prima di loro, i Pozzolis hanno trovato la chiave giusta: sono bravi e soprattutto sono loro stessi, nella loro imperfetta unicità. Giamma, Alice, Gioppy e Olly: Gianmarco Pozzoli, Alice Mangione e i loro due figli in età da nido Giosuè e Olivia sono la famiglia più famosa e amata d’Italia. Navigati attori comici i grandi, inconsapevoli (per ora) attori in erba i piccoli, i Pozzolis raccontano la loro vita sul web con genuinità e ironia.

Con A-Live – perché sopravvivere ai figli è una cosa da ridere (per ora a Milano, Bologna e Roma, QUI le date) – il loro primo spettacolo come “Family” – portano sul palco il loro cavallo di battaglia: la coppia che cerca di restare coppia nonostante i figli. Ma ci tengono a sottolineare: “Abbiamo scritto cose nuove, mai viste sul web”.

Con una furbata non da poco: i Pozzolis hanno strategicamente piazzato gli spettacoli in pomeridiana, cosicché mentre i genitori sono in sala a godersi lo show, i pupattoli non collocabili a nonni o tate possono giocare in uno spazio ad hoc con educatrici professioniste che li intratterranno fino a sipario calato.
 

Postilla. Quest’intervista potrebbe a tutti gli effetti entrare nelle loro Stories Instagram come emblema di ciò che raccontano ogni giorno: quando hai figli e quando hai un impegno, l’imprevisto si moltiplica all’infinito. Allora, per far quadrare tutto, ti ingegni più di McGyver.
Ecco com’è andata: la mia babysitter malata, la loro con un contrattempo; le auricolari di Giamma che non funzionano e Alice che gli riporta le mie domande tipo nipote col nonno sordo; la mia spesa a domicilio che arriva proprio alla prima domanda, il POS dell’omino che non funziona, mia figlia che decide di fare la cacca dopo due giorni di stitichezza (per la precisione sulla domanda numero quattro) e il gatto che vomita l’erba gatta appena portata dall’omino (sulla domanda sei). Eppure ce l’abbiamo fatta. Eccola qui.

 

Tanti social, due libri in due anni: il pubblico c’è, ma a distanza, tra click e pagine sfogliate. Ora si ritorna al vostro primo amore, il teatro: e il pubblico stavolta è lì di fronte, in carne ed ossa. Che effetto fa?
Alice: Vabbé, lo confesso: tutto questo è un piano malefico per poter tornare a teatro. Siamo felici, è bellissimo aver convertito il pubblico sul reale…. portando gli spettatori da passivi ad attivi, mi sta dicendo Giamma (Alice ride, ndr).
Giamma: Perché stavolta il pubblico paga, soprattutto!
Alice: Quando convinci la gente a investire tempo e denaro per partecipare a un evento, è la soddisfazione più grande. Pensa che c’è gente che parte da Torino per venire a Milano a vederci. Insomma, io mi sono mossa solo per i Coldplay! Questo è lo spettacolo più bello e importante che abbiamo fatto, io vivo uno stato di calma apparente ma so che un minuto prima che si apra il sipario me la farò sotto.
Giamma: È un atteggiamento simile al primo appuntamento, per intenderci. Vorrei sbranarmi il palco.

Dite sempre di non essere perfetti, ma chi vi segue dice “vorremmo essere come loro”. Perché secondo voi?
Alice: Perché siamo sempre felici. Non ci preoccupiamo molto della forma, non abbiamo aspettative da rispettare.
Giamma: … e non abbiamo i suoceri vicino casa – che è un po’ fortuna ma a volte anche sfortuna. Niente invasioni, niente pressioni, niente giudizi continui come spesso accade.
 

I Pozzolis (ph. Dario Altamura)


Sembrate sempre molto affiatati. Ma quando litigate come riportate la pace per tornare a essere i Pozzolis pubblici?
Alice: La verità è che abbiamo litigato per la prima volta dopo sei anni qualche giorno fa in sala prove. È un periodo di fuoco, mentalmente molto stancante… i figli, le prove a teatro, il libro. Dopo tre settimane abbiamo più occhiaie di Virginia Raggi dopo tre anni. 

I Pozzolis sembrano essere uno dei pochissimi fenomeni web – forse l’unico – a non avere hater, ma un esercito di fan innamorati. È effettivamente così?
Alice: Bah, sicuramente gli hater ci sono, non possiamo essere simpatici a tutti. Noi però cerchiamo di leggere e rispondere a più persone possibili. Tempo fa c’era una tizia che aveva un odio viscerale nei nostri confronti: ci scriveva in privato argomentando il perché ci odiava. Ma aveva un problema suo personale, legato alla sua famiglia. Alla fine noi facciamo della comicità un servizio, siamo scorretti quando serve senza troppe menate, perché in fondo siamo editori di noi stessi.

Come preparate i vostri contenuti?
Alice: Le stories su Instagram sono sempre super improvvisate: accendiamo la camera e via, ma ovviamente cancelliamo un sacco di roba, perché a volte ci rendiamo conto di essere troppo cinici. I video invece sono un lavoro preparato, e per ognuno vanno via tre giorni pieni: scriviamo separatamente, depositiamo, rileggiamo, correggiamo, ci rimettiamo mano insieme. Poi ci sono le riprese: per i video semplici ci mettiamo un paio di ore e lo montiamo il giorno stesso. I sottotitoli sono la parte più dura, che ci prende anche una giornata, ma sono molto apprezzati, anche perché le mamme si guardano i nostri video quando i figli dormono. Ora vogliamo ampliare l’offerta: man mano che i nostri impegni aumentano, proviamo ad allargare la family prendendo collaboratori che possano aiutarci.
 

Gianmarco Pozzoli e Alice Mangione (ph. Dario Altamura)


Prima di essere la Pozzolis Family c’erano Gianmarco e Alice come singoli. Com’era quella vita?
Alice: Pensa che è il tema con cui apriamo lo spettacolo! Ci saranno le diapositive delle ex di Giamma, che prima di mettersi con me si è fatto, come si dice “un po’ la punta”. (Giamma in sottofondo ridacchia compiaciuto, ndr)
Artisticamente Giamma da solo prosegue nel cast di “Un passo dal cielo”, una serie TV a cui è molto affezionato, ma noi siamo così galvanizzati e appagati dall’idea di essere dei personaggi essendo noi stessi, che vogliamo concentrare tutte le energie qui.

Se i vostri figli volessero fare gli attori, che consigli gli dareste?
Alice: Se volessero fare i comici gli direi di guardarsi tutti i dvd del passato e farsi una cultura della comicità sin dagli esordi, una cosa che oggi manca nei comici più giovani. Chiaro che saremo sempre disponibili a un supporto, sperando di non essere troppo ingombrati…
Giamma: Io vorrei fare come Johnny Dorelli, vorrei lasciargli un’azienda avviata! Ma poi loro ce l’hanno nel sangue la comicità! Ieri sera eravamo in studio a mezzanotte per incidere le ultime canzoni per lo spettacolo e anche Giosuè ha dato il suo contributo.

E in ultimo, la domanda da un milione di dollari, quella che ci si fa sempre tra genitori: “Ma i vostri dormonooooo?”
Alice: No, mai. Lo raccontiamo su Instagram: ogni due settimane ci prendiamo la serata libera, quella che chiamiamo la nostra “Fucking night”. Beh, settimana scorsa siamo usciti di casa, abbiamo dato istruzioni alla babysitter, abbiamo preso una stanza d’albergo e abbiamo dormito fino a mezzanotte. Senza nemmeno fare sesso!
 

P.S. per tutti i fan: Purtroppo Bibbetto B. Lalla alla prima milanese non ci sarà. Ora che è famoso si è montato la testa e pretende cachet altissimi.


Per INFO, DATE e ORARI: SCHEDA DELLO SPETTACOLO (A-Live – perché sopravvivere ai figli è una cosa da ridere)

 

Fabienne Agliardi

  DIRETTORE EDITORIALE

Direttore Editoriale Teatro.it ...

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