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Teatro

La delicatezza del poco e del niente: Roberto Latini legge Mariangela Gualtieri

L'attore e regista romano porta in scena i versi della poetessa e drammaturga cofondatrice della compagnia Teatro Valdoca, un'operazione sofisticata che lui stesso racconta a Teatro.it

Roberto Latini
Roberto Latini © Fabio Lovino

Portare la poesia a teatro potrebbe sembrare una naturale evoluzione per la parola in rima; è invece, nei fatti, un'operazione complessa e sofisticata, entrambi aggettivi che ben si adattano anche a Roberto Latini, attore e regista romano, vincitore di due premi Ubu, l'ultimo dei quali lo scorso anno come Miglior Attore o Performer, e alla poetessa e drammaturga Mariangela Gualtieri.

Due strade che si sono incrociate più volte e che, tra i vari frutti, hanno portato alla nascita di La delicatezza del Poco e del niente, spettacolo in queste ore (questa sera ultima replica, ore 21) al Teatro Tram di Napoli. Nella piccola e raccolta sala partenopea di via Port'Alba, una rappresentazione intensa delle poesie della Gualtieri che prendono vita con la voce e la presenza di Latini, in uno spettacolo pronto a riprendere il tour anche nel 2019, con le date, tra le altre, di Caserta (30 e 31 marzo) e Bologna (3 maggio).

Come nasce questo cammino congiunto, è lo stesso Latini a raccontarlo a Teatro.it.

Come e quando è nata l'idea di questo progetto?
Circa dieci anni fa, in una serata di inizio estate, nell'occasione di una passeggiata con Mariangela. Improvvisamente, dopo anni che non la vedevo, mi sono apparse le lucciole e ho pensato che fosse merito della magia di questa donna. Da allora, penso sempre ai suoi versi con lo stesso mistero, come nel privilegio di essere ammesso alla sua bellezza”.

In che modo ha scelto le poesie da inserire nello spettacolo? Quante sono in totale?
“Per me sono una sola, divisa in una dozzina di respiri. Le ho scelte per “attrazione”, riferendomi al pensiero che Mariangela Gualtieri, oltre a essere una poetessa, è anche una donna di teatro, che scrive per la scena, per attori di fronte a un pubblico. Versi da mandare in platea e di cui si aspetta, dal palco, il ritornare”.

 

Mariangela Gualtieri - @Melina Mulas

 

Ci sarà un filo conduttore che lega i diversi testi, una sorta di "trama nascosta”?
“C’è un precipitare ideale, sentimentale, di senso e che non mi aspetto diventi drammaturgia. È solo un movimento che mentre cade, accade e ci porta in alto. Più in alto”.

Qual è, secondo lei, il legame tra la poesia e la sua rappresentazione teatrale?
“Le parole sono formule. l’attore in scena è solo il mezzo. È in mezzo. E quanto viene da Mariangela è nella gioia”.