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Teatro

Intervista a Lucio Salzano

Intervista a Lucio Salzano
Poetic juke box, rappresentato nella Masseria Cortile Grande del Parco delle Colline Metropolitane, a Napoli. Uno spazio inusuale, una musica che crea emozioni, diaproiezioni su un corpo, una voce recitante. Ne parliamo con l’autore. Lucio Salzano, regista, direttore di Cilento Festival, ma soprattutto ideatore di spettacoli innovativi e originali, che fondono arti e generi diversi, per creare eventi unici. Dopo Top spin e Lo sguardo del mare, torna a Napoli con questo evento in stile country.
 
Questa è la seconda edizione del Poetic juke box. Intende farne un'operazione che continua nel tempo?
“Si. Infondo si tratta di un unico spettacolo che dura da 70 ore attraverso tappe diverse. Essendo composto dall'insieme dei frammenti interattivi di cui gli stessi spettatori decidono la sequenza, Poetic Juke-Box ha avuto un inizio, ma, almeno per ora, non è ancora terminato.”
 
La prima volta ha sistemato l'installazione nel Museo Archeologico Nazionale e nella Reggia di Caserta, location di ben diverso livello rispetto a quella country della Masseria.
“È vero i luoghi sono molto diversi, per dargli un senso globale, per poter offrire ad un pubblico quanto più vasto è possibile, l'opportunità e il gusto di parteciparvi. Quelli erano i luoghi sacri della cultura e della memoria storica. Questi sono legati soprattutto alla natura, ai suoi paesaggi, all'opera dell'uomo nell'habitat naturale. Allora ottenemmo un successo inaspettato e mi è sembrato interessante riprenderlo oggi con una diversa connotazione anche per sottolineare, attraverso lo scarto tra la dimensione urbana e quella rurale che caratterizza questi luoghi, il carattere di straniamento che l'arte e la poesia sempre rappresentano.”
 
Crede che la poesia sia ancora apprezzata nella nostra società caotica e troppo spesso prosaica?
“Ne sono convinto. Tutti abbiamo un'anima e dobbiamo nutrirla. La poesia ci porta lontano con la fantasia e con il cuore. Ci stimola e riflettere, ad emozionarci, ad ascoltarci. A questo bisogno non ci sarà mai fine.”  


Intervista di Angela Matassa

 

La Redazione di Teatro.it

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