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Teatro

Intervista esclusiva a Daniele Luttazzi

Intervista esclusiva a Daniele Luttazzi
Quella che segue non la voglio chiamare intervista, ma una bella e sana chiacchierata, sono contento perchè quello che cercavo era l’uomo Luttazzi con la sua verità.

Ero teso all’inizio, perché temevo di trovare un professionista attento al suo successo e ai suoi guai e molto schivo. Invece è stato l’elogio della normalità, alla fine ho provato una rabbia sottile, un uomo così intelligente in un paese normale avrebbe miglior destino, forse sarebbe un intellettuale rispettato e riverito che passata la giusta fase giovanile della provocazione, adesso scriverebbe libri e darebbe già saggi consigli, forse le battute le scambierebbe a casa con gli amici o lo troveresti in un locale a studiare la varia umanità e pronto a scambiare due sane chiacchiere, come quelle che seguono.
 
1) Daniele Luttazzi laureato in medicina, ma causa le lungaggini in attesa di un concorso, partecipa ad un concorso per nuovi comici “La Zanzara d’oro” ed inizia la sua carriera. E’ il primo caso di fuga di cervelli?
(ride)….si sicuramente avrei aspettato, non avendo avuto appoggi, un bel po’ di tempo prima di vincere un concorso e fare un lunga e forse insoddisfacente carriera, c’è da dire invece a questo proposito, che la partenza di tanti validissimi studiosi e laureati all’estero, è un fenomeno in devastante crescita nel nostro paese e che sicuramente indebolisce l’immagine e la competitività virtuosa dell’Italia all’estero e poi un paese che non spinge la cultura e la ricerca è destinato prima a fermarsi (e siamo in questo momento storico) e poi a tornare indietro.
 
2) La sua è una comicità acida, fastidiosa come un reflusso gastroesofageo (ride), io ne soffro e posso garantire che non è per niente piacevole, è per farci capire che abbiamo esagerato con pasti scadenti?
(ride)….l’immagine è forte e il ragionamento sottile, ma rende l’idea, la satira ha sicuramente una funzione di provocazione intellettuale e psicologica, di disagio che non ti lascia completamente tranquillo…. dopo il momentaneo divertimento, la fulminea risata, c’è e rimane la riflessione sul messaggio, sul fatto che hai grottescamente messo in evidenza; colpire l’emotività per mettere in funzione il cervello. Insomma un comicità di servizio, che se fosse fine a stessa rischierebbe di diventare e spesso lo è, volgare, o un inutile virtuosismo tecnico… per carità non voglio dire che la comicità sia volgare o inutile, ma io faccio satira.
 
3) Ha chiuso il suo blog dicendo che c’era il pericolo di una deriva populista e di accettare la logica del potere, cioè il numero. Ma in un paese come questo, dove alla gente viene impedito di capire la realtà, viene inibita la capacità di analisi dei fatti e dei collegamenti storici, non si tratta di paura di una grossa responsabilità? E fare spettacoli dal vivo per migliaia di persone, non è la stessa cosa? Stai pensando di fare il comico porta a porta ?
Internet è interno a te, quindi dialoghi col tuo sistema nervoso, questo crea ipnosi, è terribile tu sei lì e non puoi indagare mentalmente su quello che ti viene proposto, per cui rischi di creare una pericolosa dipendenza del pubblico on line, di diventare un guru che enuncia delle verità assolute, spostando inconsciamente e più o meno volontariamente l’attenzione del visitatore dagli argomenti che tratti alla tua persona, questo fenomeno che ho visto in altri blog e che ho cominciato ad avvertire anche nel mio, mi ha spaventato e fatto decidere per la chiusura, che poi è parziale.
 
 
4) Spesso nei ritratti fotografici alterni due smorfie….
Diciamo che ho più o meno cento facce diverse…
Però quelle che girano più spesso sono perplessità e stupore….
Semplicemente perchè i fotografi free-lance vendono cento fotografie e purtroppo i giornali che non vogliono pagare tante fotografie, riusano sempre le stesse, quelle che dici tu; ed è pazzesco perché ci sono delle foto mie bellissime e non le mettono mai, è ridicolo, è proprio ridicolo.
 
 
5) A proposito, c’è ancora qualcosa che ti stupisce?
Come no, lo stupore è continuo, sai l’artista è uno che tiene sempre vivo il bambino che ha in sé, è fondamentale, infatti quando uno poi fa spettacoli, funziona, perché è come uno che torna da viaggi in paesi lontani e meravigliosi e li racconta al pubblico direttamente in una fusione con l’arte, nessuno va a verificare le cose che racconti o che sa già e stanno al gioco senza indagare se racconti la realtà o i percorsi della tua mente, certo, chiaro….
 
6) Esiste una realtà sociale e politica nella quale non sarebbe necessaria la satira?
No, no, impossibile, impossibile perché la satira fa parte della natura umana, fa parte dell’essere umano indagare sul presente e interrogarsi e commentare anche in maniera salace ….il dubbio è necessario…esatto è esistito e sempre dovrà esistere… l’essere umano è contraddittorio e la comicità e la satira esplorano le contraddizioni della natura umana…sarebbe come cambiare la natura umana, è impossibile
 
7) Io faccio teatro di prosa da tanti anni e questo è un portale dedicato principalmente al teatro, pensi che il teatro e la drammaturgia abbiano e avranno ancora una funzione educativa fondamentale per la società?
Sii. Devo dire che purtroppo noi stiamo vivendo in una realtà, quella italiana, che ha subito un’inversione notevole da questo punto di vista, ma come sempre tutto si spiega e nel momento in cui, da vent’anni il media più diffuso, che è la televisione, come valore propone il soldo e la gente pensa che la cultura sia una cosa insignificante che fa guadagnare e non si capisce che sia un modo per vivere bene spiritualmente, allora bisogna proprio rifondare la civiltà.
In Inghilterra, ci sono drammaturghi contemporanei, che scrivono sulla realtà attuale, loro come sai hanno una tradizione teatrale più importante della nostra, ma anche noi abbiamo la nostra, la commedia dell’arte l’abbiamo inventata noi e poi molti ce l’hanno copiata, però tu vedi che da noi si preferiscono autori classici o all’opposto la sperimentazione, gli unici che parlano del presente sono i monologhisti comici….ah ora ricordo un particolare, Harold Pinter ha esordito come autore di satira per la televisione e così molti altri. In Italia poi sqai che per problemi logistici ed economici è difficile, se non impossibile formare compagnia stabili di giro, se non sostenute da teatri stabili.
Ma nonostante le difficoltà, il teatro è come il filo d’erba che cresce nel cemento, le condizioni per vivere sembrano impossibili, ma poi come per incanto ogni volta il miracolo della vita si perpetua.
 
8) Hai mai pensato un giorno di fare teatro di prosa? E se si cosa ti piacerebbe portare in scena? Attore o regista?
No, il mio gusto è nell’interpretare il monologo comico, è una forma che adoro e poi ogni monologo in realtà è un dialogo con il pubblico, io ho peraltro introdotto in Italia, delle varianti tecniche di monologo comico che hanno ammodernato lo stile e mi fa piacere vedere che molti comici adesso hanno utilizzato le mie innovazioni ed è bello che sia così
 
9) Hai interpretato a dovere il ruolo di attore satirico, etimologicamente parlando, satira viene da satura nome di una focaccia a più strati con tanti ingredienti in voga nell’antica Roma, e tu hai fatto il vignettista, lo scrittore ,l’attore, il conduttore televisivo, finita l’emergenza verrà l’ora di fare il comico, cioè quello che veniva nella tradizione teatrale fino all’inizio del secolo, dopo una tragedia a rallegrare il pubblico o ti ritirerai in Svizzera con Mina?
(ride)….in realtà nei miei spettacoli si ride molto, è vero che negli ultimi tre testi, il tema della politica italiana ha un po’ preso il sopravvento, ma io come sempre nei miei lavori tratto anche altri tre argomenti: religione satira, sesso.
Nello spettacolo che sto portando adesso in giro per l’Italia “Come uccidere causando inutili sofferenze”, racconto di un viaggio assolutamente surreale in Iraq, normalmente uso molto i paradossi, le iperboli, il grottesco, ma in questo spettacolo non ho badato al risparmio ed è piacevole e confortante che il pubblico rida, cioè capisce la battuta surreale, perché ha ancora la capacità di giocar3e con la fantasia, insomma non siamo ancora all’atrofia cerebrale e questo è molto bello.
 
10) Freud diceva: “i miei pazienti ridono quando sono sul punto di scoprire qualcosa del loro inconscio”; tu sorridi poco, sei il più grande psicanalista del mondo o sei ancora alla fase anale?
(ride)…forse alla fase orale, visto che non sto mai zitto (rido io). Freud aveva ragione e si riferiva alla funzione aletica (da aletheia “il vero” ), è ovvio che la risata contiene sempre una verità umana ed è quello che ti fa ridere. Il problema è quando tu sei convinti che sei sul palco a raccontare delle tue verità, a fare come dicevamo prima il guru; tu sei lì per far ridere alla fin dei conti.
Adesso che parliamo di risata, mi viene in mente che pur avendo avuto un educazione cattolica, ridevo per battute che deridevano la religione, quindi a volte la risata prende una sua strada autonoma, che va anche contro le tue idee e questo ti da una grande libertà perché sei terzo rispetto a te stesso.
L’inconscio come sai, e come diceva lo stesso Freud è il vero padrone del nostro pensiero e del nostro modo di comportarci, spesso ce ne dimentichiamo e la comicità mira all’inconscio, a liberarlo con un effetto catartico.
 
11) Chi fa satira è in maniera più cruda, l’erede dei moralità plays del 1300, dove si metteva in scena l’eterno conflitto tra la virtù e i vizi umani. Sei così santo o in privato ti metti in tacchi a spillo e ti ecciti pensando di baciare in bocca don baget bozzo?
(ride)…non ho comportamenti bizzarri….è ovvio che l’atteggiamento giusto non è quello di chi si mette sul pulpito, il mio punto di riferimento è Lenny Bruce (La carriera di Lenny Bruce, entertainer divenuto famoso negli anni '50 per il suo modo di aggredire pubblico e società. Fu il primo uomo di spettacolo a usare in pubblico le parolacce "a quattro lettere" (in italiano anche a cinque) e a parlare dei piaceri delle droghe. Perseguitato dalle autorità, muore di droga a quarant'anni nel 1966, protestatario fino all'ultimo giorno), lui trattava per esempio gli uomini di chiesa, come uomini di potere che si occupavano d’affari, ma metteva in scena e nella sua esistenza anche la sua miseria umana, ricordando così continuamente di non avere indosso la toga del giudice, di non essere migliore dei bersagli che colpiva.
È questo il segreto, anch’io non penso assolutamente di essere il migliore, sono i miei bersagli che credono di essere migliori di me, il ribaltamento della realtà.
 
12) Una volta la comicità e la satira era fatta da persone del popolo e per il popolo; oggi e penso a te a Bertolino, alla Guzzanti e così via i comici sono di altra estrazione e cultura, si è creata un’aristocrazia del ridere? E la comicità arriva ancora al popolo? Ed esiste ancora il popolo?
È una tendenza mondiale, al di là della ovvia ma non scontata maggiore scolarizzazione del popolo, che esiste eccome, i maggiori comici inglesi ad esempio vengono per la maggior parte da Oxford e Cambridge.
La comicità è vera comunicazione e per questo arriva a tutti, certo a qualcuno meno informato può sfuggire qualche riferimento all’attualità, ma c’è un riscontro infallibile per capire se una battuta è arrivata o no: la risata.
Anche in America sai gli autori del Saturday Night Live o di South Park, ecc. vengono dall’Università di Yale, è curioso no, ma si spiega: gente che ha studiato letteratura, filosofia, storia, ha una maggiore capacità di analizzare la realtà e quindi di metterne in evidenza con ironia i mali.
 
13) Per chiudere nel tuo spettacolo “come uccidere causando inutili sofferenze” impersoni un capocomico che con una sua folle compagnia va in Iraq a tirare su il morale delle nostre truppe. Perché hai messo insieme la Arcuri , la yespica, Bova e Giannini, la realtà ha superato la fantasia e hai pensato a un teatrality show virtuale per fare arrivare il tuo messaggio?
(ride, ciò comincia a divertirmi, sembro io il comico, sarò entrato da una porta dimensionale in un mondo alla rovescia?
oddio magari incontro Berlusconi)
….il legame satirico del testo che lega i vari personaggi reali ma virtuali insieme è: come Bob Hope andava in Vietnam con le soubrette del tempo, Tza Tza Gabor ed altre, così nel Vietnam di Bush e Berlusconi, l’Iraq, io ho messo su una compagnia dove c’è l’attor giovane (Bova), le Pin-up (Arcuri, Yespica Seredova), il fine dicitore (Giannini), questo è il pretesto per poi introdurre in un gioco del teatro nel teatro nel teatro, un iperbole comica cioè: io faccio il comico, le bellone parlano di filosofia e Bova e Giannini portano le mie valigie (ridiamo)
 
Ci salutiamo, ci facciamo gli auguri per le nostre attività, ultima battuta, ultima risata.
 
Note a margine sulle spettacolo (fare una recensione sarebbe stato inutile trattandosi di uno spettacolo di satira e poi per mia sfortuna non sono potuto andare personalmente):
 
Sarroch, 04/03/2006
Palazzetto dello sport
Ore 20:00, le porte sono ancora chiuse e c'e' gia' qualcuno che aspetta.
Intanto il pubblico continua ad arrivare e noto che e', insolitamente, per lo piu' molto giovane;
io che sono abituata a sentirmi giovane anche alle rappresentazioni del "teatro di protesta" comincio a sentirmi una vecchia zia!
Entro e occupo, con aria professionale, un posto della fila riservata alla stampa; ci sono solo alcuni ragazzi molto giovani  e una coppia di anziani (compresa me 8 persone) fino all'inizio dello spettacolo.
La scenografia e' minimalista: solo un mappamondo in un piedistallo.
Alle 21:30 circa comincia lo spettacolo.
Esordisce con qualche battuta su Berlusconi (forse x non deludere il pubblico o forse perche' non puo' proprio resistere!).
Poi, parlando di uno scambio di idee con Luciana, donna strafiga con cui fa sesso, trova il modo di schierarsi a favore dei PACS e della fecondazione assistita (grande!) e rivolge qualche considerazione a Razzy (sua santita').
Dopodiche' parte per il suo viaggio in Iraq per risollevare il morale delle truppe con i suoi improbabili compagni di viaggio, ai quali non risparmia la sua ironia.
Il viaggio tocca tutte le tappe dell'Iraq tristemente note: Baghdad, Bassora, Falluja e altre ed e' un mix sorprendente tra battute molto divertenti sul cibo, sul clima, sui compagni di viaggio e sulle persone incontrate e la seria denuncia della guerra, definita colonialista e dei mezzi utilizzati x portarla avanti (ad es. denuncia il fosforo bianco impiegato a Falluja).
Coinvolge anche il pubblico interpretando se' stesso in Iraq di fronte ai soldati che applaudono, mostrano sorpresa, ecc.
Successivamente parla dei rapporti di coppia che non possono durare e conduce un sondaggio col pubblico che si esprime con gli applausi, divertito e imbarazzato dalle domande.
Chiude infine lo spettacolo con le sue famose notizie alle 23:10 circa. E' incredibile che abbia parlato senza fermarsi un'istante per quasi 2 ore!
La reazione del pubblico e' stata positiva, molti applausi per le battute (molte davvero geniali) qualcuno anche su questioni meno divertenti e un lungo applauso finale.
Ho percepito anche un certo imbarazzo su battute piu' "forti". Esco più ricca di informazioni e più povera di un pacchetto di caramelle che ho dovuto masticare per togliermi quello strano sapore amaro dalla bocca!
(dalla mia preziosa collaboratrice Francesca Cuccu)
Si ringrazia per la possibilità datami l’Associazione Vox Day di Cagliari e l’addetto stampa Riccardo Sgualdini.

La Redazione di Teatro.it

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