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Teatro

Guido Catalano: “Sul palco trovo la mia fonte di energia”

In tour insieme a Dente con “Contemporaneamente insieme, anche d'estate”, Catalano ci racconta le sue passioni, tra palco e poesia.

Guido Catalano
Guido Catalano © Teatro.it

Ci sentiamo al telefono nel giorno e all'ora concordata. Già da quando mi dice “Pronto”, con la erre un po' avvolta nel rotacismo, riconosco la voce gentile ma energica che ha attraversato l'Italia portando in giro ironiche, profonde, mai scontate poesie, in uno stile tra il romantico e l'umoristico che ha già conquistato migliaia di lettori/spettatori lungo lo stivale.

Classe 1971, torinese di nascita e di elezione, Guido Catalano è noto soprattutto per le letture, gli spettacoli, i contest poetici, ma anche per l'apprezzatissimo blog guidocatalano.it con cui dagli anni 2000 a questa parte si è fatto conoscere. Da diversi mesi si va cimentando con Contemporaneamente insieme, una nuova avventura poetico-musicale a due voci, con il cantautore Dente, che li ha visti in tour durante lo scorso inverno e ora anche in estate.

Reduce dall'ultima serata, il 9 giugno a Sestri Levante, nell'ambito dell'Andersen Festival, racconta a Teatro.it qualcosa di sé e del suo lavoro.


Com'è nato Contemporeamente insieme?
Quest'esperienza è nata d'inverno. Con Dente ci conosciamo da qualche anno, ci apprezziamo reciprocamente e ci troviamo affini. Avevamo già sperimentato delle collaborazioni sporadiche e, notando che le cose in comune continuano a crescere e ad evolversi, abbiamo deciso di provare questa nuova avventura. Già nella presentazione diciamo che la musica di Dente è molto vicino alla poesia e la mia poesia è molto vicina alla musica. Fondamentale è stato l'apporto di altre persone che ci hanno aiutato, tra cui vorrei citare soprattutto Lodo Guenzi de Lo stato sociale, che ha curato l'aspetto registico.

Perché è un lavoro più vicino dei tuoi precedenti al mondo del teatro?
Mi piace dire che Contemporaneamente insieme non è uno spettacolo teatrale in senso stretto, ma nasce come una fusione di elementi diversi, cabaret, teatro, improvvisazione, reading, poesia. L'apporto di Lodo è stato fondamentale perché lui, venendo dal teatro, ci ha aiutato a mettere in ordine tutti quegli elementi, costruendo un buon contenitore.
Per certi versi, per Dente è stato ancora più difficile che per me, perché io comunque ne venivo già dal lavorare con le parole. Ma è stato utile, perché ho imparato delle cose, mi sono trovato in situazioni a cavallo tra la recitazione e l'improvvisazione. Inoltre, lo spettacolo ha dei momenti molto particolari di teatro.


Guido Catalano e Dente


L'amore è il tema portante, pressoché esclusivo delle tue poesie. Anche “Contemporaneamente insieme” ne parla?
Certo, è il cavallo di battaglia mio, e pure quello di Dente! Non avremmo potuto fare a meno di parlare d'amore.

Quanto è stato difficile costruire nel tempo un “marchio di fabbrica” e renderti riconoscibile al tuo pubblico, soprattutto su un prodotto davvero poco pop come la poesia?
E' stato un lavoro lungo, graduale e faticoso, che porto avanti dai primi anni 2000. Mi piace pensare che sia un percorso, un lavoro in corso. Il prodotto, se così possiamo chiamarlo, è indubbiamente poco pop, non va tanto. In questo senso, Internet ha avuto un ruolo fondamentale, specie in quegli anni iniziali in cui aveva una forza propulsiva (il mio blog è nato nel 2004). Quando giornali ed editoria non prendevano in considerazione i poeti, Internet ha avuto il merito di veicolare dei contenuti poetici, e di farlo su vasta scala. Dalla notorietà del blog poi per me è arrivato tutto il resto!

È giusto dire che in Italia siamo un popolo povero di nuove voci poetiche? E' vero che leggiamo poca poesia?
Noi poeti ci siamo lamentati a lungo di questo, ma la realtà è che, negli ultimi tre o quattro anni, questo trend è cambiato. Le case editrici grandi iniziano ad accorgersi dei poeti, e parlo di quelli vivi e giovani! Quindi, insomma, oggi come oggi, che si legga poca poesia, non lo direi più, perchè qualcosa sta succedendo, anche se rimane, in generale, un genere relativamente poco letto, forse anche perché troppa gente la scrive e troppo pochi la leggono. Io però sono contento che i poeti siano in crescita perché inizio finalmente a sentirmi meno solo.



Manifesto dello spettacolo “Contemporaneamente insieme anche d’estate”


Tra blog, libri, reading, spettacoli, la tua arte è sempre eclettica e multiforme? La lettura sul palco è sempre il tuo mezzo di comunicazione privilegiato?
Il reading, la lettura scenica, è e resta per me il mezzo fondamentale. Ho iniziato a leggere le mie poesie nel '99 quando ancora non usavo Internet e per me è rimasta una cosa fondamentale.
Certo, inutile nasconderci che scrivere libri o fare un uso attento dei social media sia importante. Ma leggere sul palco è la mia energia per andare avanti. Il contatto con il pubblico mi alimenta.

Da poeta, ma anche da lettore, che poeti ti piacciono?
Sono un lettore caotico e onnivoro. Mi viene in mente un'autrice vivente che amo molto, Vivian Lamarque. Poi c'è un nome che, come il 94% dei poeti maschi, non posso fare a meno di citare ed è Charles Bukowski, di lui mi piacciono le poesie e il poeta. Lui è stato uno dei primi a portare in giro le sue poesie, leggendole. Poi potrei ricordare Prévert, ma anche un mio concittadino, che apprezzo tantissimo come poeta, narratore, intellettuale e uomo ed è Cesare Pavese.

Hai una poesia da dedicare ai lettori di Teatro.it?
Certo che sì. Sceglierei questa, tratta da tratta da “Ogni volta che mi baci muore un nazista”.


Chiudi bene le finestre
E che ora fa lì da te?
che giorno è?
è estate?
c’è luce?
è già notte?
com’è la luna?
il sole picchia?
cosa vedi al mercato?
che frutti vedi quando vai al mercato?
che colori ci sono per strada?
che odori?
che puzze?
che profumi?

i tetti sono piatti o a punta?
ci sono alberi?
Fiumi?
c’è un mare?
il lago?
si vedono montagne?
sei circondata dal cemento?
fa freddo?
i bambini giocano per strada?

e se ti guardi allo specchio?
cosa vedi quando ti vedi dentro lo specchio?
che occhi hai?
sei bella?
sono grandi i tuoi occhi?

e come li porti i capelli?
sono sciolti?
Ricci?
sono corti?
prova a sorridere
com’è questo sorriso?
sai dirlo?

come sei vestita?
hai un vestito leggero colorato?
Verde?
Blu?
un maglione pesante?
che scarpe porti?
stai fumando?
sei nuda?
com’è la tua bocca?

da qualche parte c’è qualcuno?
di là nell’altra stanza c’è qualcuno che ti vuole bene?
che c’è?
ti senti sola?
cosa vedi dalla finestra adesso?
i rondoni?

volano bassi vero?
anche qui
vuol dire che sta arrivando il temporale
chiudi bene le finestre
siediti
fai un respiro lungo
se ce la fai
scrivimi una poesia.

Paola Malaspina

  Redattore

Sono nata a Genova e mi occupo di comunicazione istituzionale nella Pubblica Amministrazione; appassionata di ogni forma di scrittura - e di quella pe...

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