Teatro

Gaetano Aronica: propongo idee, progetti ed opere mie, e insegnerò il Teatro ai giovani

La carriera, i progetti trasversali, il mestiere di genitore da anteporre al lavoro: Gaetano Aronica si racconta a Teatro.it

Gaetano Aronica
Gaetano Aronica

Incontriamo Gaetano Aronica in un assolato pomeriggio d'agosto, in un bar del centro di Agrigento, la sua tana. E' appena ultimata l'ultima rappresentazione di Luna Pazza alle Orestiadi di Gibellina, e nonostante il breve periodo di riposo l'attore agrigentino ci dedica una lunga e piacevole conversazione sulla sua professione, sui suoi impegni e sul suo lavoro, senza tralasciare i risvolti umani e finanche personali. Le curiosità riguardano passato, presente e futuro della sua attività artistica, da qualche anno molto articolata.

Nel 2011 la tua interpretazione del commissario Marcellini nella fiction 'Edda Ciano e il comunista' (col 25% di share) sembrava il lancio definitivo verso alte vette del cinema e della televisione, oltre che del teatro. Qualche volta ti chiede perché non è stato così?
Vero è! Edda Ciano e il comunista è un lavoro a cui tengo molto, mi è valso il premio Efebo d'argento lo stesso anno in cui fu premiato anche Roberto Andò. Al commissario Marcellini, ispirato a una reale figura di uomo di stato, sono legato quasi quanto all'interpretazione di Paolo Borsellino, altra rappresentazione elogiata da critica e pubblico. Eppure... è come dici tu. Me lo chiedo anch'io, ma riesco a rispondere con serenità: la carriera di un attore non ha una linearità motivata. Ha alti e bassi spesso ingiustificati. Può sembrare sconsolante o scoraggiante, ma siccome sono convinto che in Italia e nel mondo ci sono tantissime cose ingiuste, e magari molto più serie che l'ambiente cinematografico e più importanti della carriera di un attore, riesco a trovare conforto. Alla casa del cinema si osannava il mio Borsellino: dopo tre giorni si diventa uno dei tanti che lo hanno impersonato. E' la vita.
 

Non recrimina, non punta il dito, non critica l'ambiente, sa di vivere in un mondo particolare privo di memoria solidale; e poi non nasconde nemmeno la sua vita privata, le vicende personali più importanti. Un'ombra gli attraversa il volto, ricordi più intimi si affacciano alla memoria e Aronica ha l'ardire di confessarli...


Dopo un periodo d'oro fra gli anni 2007 e 2013, anni in cui gli impegni in teatro, nel cinema e nella televisione erano persistenti al punto da dover rinunciare alle offerte, la mia carriera ha avuto una involuzione che poco aveva a che vedere con la crisi del settore sorta in quel periodo. La nascita di due gemelli e una subentrata crisi familiare mi hanno indotto a dedicarmi al mestiere di genitore, un mestiere impegnativo se si è senza aiuti e se si deve svolgere in contemporanea con quello di attore, ma proprio nel senso letterale: spesso i bambini li portavo con me sul set. E' inutile dire che ho declinato le offerte di lavoro che comportavano notevoli spostamenti o lunghe assenze: era naturale, è naturale che la scelta tenda sempre in favore del ruolo di padre. Così sono diminuiti gli impegni di attore ma ho potuto allargare gli orizzonti lavorativi.
 

L'attore sembra già presagire la domanda successiva, forse perché ancora gli pesa la stanchezza per i molteplici impegni di queste ultime stagioni. Siamo interrotti da un uomo che si ferma al tavolino del caffè, saluta Gaetano che ricambia, un'altra persona si ferma a chiedere di poter fare una foto. Aronica saluta tutti cordialmente: è amato dalla sua gente e lui ricambia l'affetto che gli dimostrano.
 

Gaetano Aronica


Ultimamente ti abbiamo visto nelle vesti di attore, autore, regista e per ultimo, da presidente della fondazione teatro Pirandello, anche di produttore teatrale, con grande successo in ogni ruolo: quali le maggiori soddisfazioni e/o le delusioni?
Avevo lavorato tanto e con grandi nomi, nel cinema con Tornatore, in fiction televisive di rilievo sociale, in teatro avevo replicato per anni "Il giorno della civetta": era nata spontaneamente l'immagine dell'attore politicizzato ma non potevo restarmene ad aspettare passivamente le scritture che, sinceramente, a volte non mi soddisfacevano. Così mi sono inventato anche autore e regista e infine produttore perché mi hanno voluto ad Agrigento a dirigere la fondazione. Certo non ci si inventa autore e registi teatrali dall'oggi al domani ma io ho avuto la fortuna di aver studiato a Milano in un momento di passaggio del teatro stabile, nel momento in cui il Piccolo si divideva in due, e ho avuto quindi pure gli insegnanti del Paolo Grassi e la possibilità di girare i teatri europei a seguito di quei maestri. Ho imparato con loro a recitare anche in ruolo muto, una grande palestra. Così come fondamentali sono stati gli studi al DAMS. Ho studiato, ho studiato come un pazzo, e in un momento difficile della carriera non potevo aspettare passivamente, ma non mi bastava più nemmeno recuperare: dovevo rilanciare. 
E rilanciando, fondamentalmente, mi sono scoperto autore. Non potevo più essere l'attore in attesa di scrittura, ero e sono io a proporre le mie idee, i miei progetti, le mie opere. E ho scoperto anche un'altra cosa, la mia aspirazione futura: insegnare il teatro ai giovani.

E' il momento di chiedere del futuro. E' sempre un'impresa ottenere notizie sui progetti in itinere, ma c'è qualcosa che può filtrare sull'immediato futuro di Gaetano Aronica?
Posso dire che dovrebbe continuare la collaborazione con l'amministrazione comunale nella gestione della fondazione teatro Pirandello ma molto probabilmente non ci sarà la ventilata nuova produzione, né ulteriori date per "Vestire gli ignudi". Ci saranno altre repliche invece per "Luna pazza", che come spettacolo è cresciuto molto. Dal punto di vista personale, vista la folla calorosa accorsa allo spettacolo nel cuore della Valle dei Templi, è mia intenzione lavorare al miglioramento della stesura del progetto "We can be heroes (oltre la valle)" per rendere questa rapsodia di mie esperienze personali e professionali uno spettacolo completo, magari allargandolo ad altri complici di scena. Potrebbe anche trovare spazio nel cartellone del Pirandello e nella prossima stagione nazionale. E poi ci sono alcuni impegni importanti per i canali TV, si tratta di docufiction storici e di una importante serie televisiva... ma non è ancora il momento di specificare nulla.
Da domani però ho l'impegno più importante della stagione: vado a prendere i miei figli per quindici giorni di vacanza assieme.


Già, proprio come diceva la scrittrice americana Erma Bombeck: "C'è così tanto da insegnare ai figli e il tempo scorre così veloce"... E di fronte a un uomo così (bene) impegnato, con l'aspirazione di insegnare il teatro ai giovani, non resta che augurargli buone vacanze, e il meglio della vita.
 

Francesco Principato

  AUTORE di AGRIGENTO

Scopre tardi il rapporto con la scrittura ed è tuttora molto misurato nella produzione lettera ria. Scrive il primo romanzo, ‘Livello zero’, nel...

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