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Teatro

Francesca Inaudi: “La mia vedova scaltra? Non chiamatela femminista!”

“Rosaura incarna la modernità di una donna che ottiene quello che vuole grazie a femminilità, seduzione e intuizione”, spiega l’attrice, protagonista della commedia che rappresenta lo spartiacque della cosiddetta ‘riforma goldoniana’.

Francesca Inaudi
Francesca Inaudi

Allieva di Strehler e di Ronconi, Francesca Inaudi ha un curriculum denso di grandi nomi, avendo lavorato con registi internazionali del calibro di Ron Howard (Inferno) e Ridley Scott (Tutti i soldi del mondo). Si è poi fatta conoscere al grande pubblico italiano grazie a due fiction di successo (Distretto di Polizia, Tutti pazzi per amore), anche se il suo cuore continua a battere per il palcoscenico.

Ora, varcata la soglia degli “anta”, torna protagonista in teatro con La vedova scaltra, diretta da Gianluca Guidi (al suo fianco anche come interprete): fino al 22 aprile, al Carcano di Milano, interpreta Rosaura, una donna che, nella Serenissima Venezia del 1748, è in grado di puntare all’autodeterminazione del proprio destino usando con intelligenza... gli strumenti del genere femminile.


Strehler una volta le ha scritto: “Se non hai radici, non voli”. E sul palcoscenico lei ha trovato le sue radici professionali: cosa le trasmette quotidianamente il teatro?
In realtà lui mi ha scritto che per fare questo lavoro ci vuole umiltà. Da queste sue parole io ho dedotto che per volare alto bisogna avere i piedi per terra. Il teatro ti dà quello che più difficilmente trasmettono la televisione o il cinema: questo è un mestiere di artigianato, che si fa insieme, perché se non si fa insieme, è difficile che lo si faccia. Cito ancora Strehler: “Se non c’è qualcuno che apre il sipario, l’attore non va in scena”. L’attore non è ‘unto dal Signore’, è solo parte di qualcosa che si fa insieme. Nel cinema o in televisione è più facile confondersi, mentre il teatro ti restituisce il senso autentico delle cose.


Francesca Inaudi (La vedova scaltra)


Facciamo una domanda al contrario. Si chiede spesso “cosa ha in comune col personaggio?”. Io le chiedo: cosa non le piace, invece, di Rosaura?
(Ride). Beh, non ero pronta una domanda del genere! Il problema è che siccome a un certo punto ogni personaggio che interpreto diventa parte di me, è sempre difficile fare autocritica. Forse quello che non mi piace di Rosaura è il concetto di che cosa renda un matrimonio giusto o sbagliato. Di fatto, Rosaura è un personaggio complesso, ma piacevole da recitare. Tiene in mano il proprio destino e quello degli altri e lo fa con rispetto, non abusa di questo suo potere. Posso non condividere i principi secondo i quali Rosaura compie le sue scelte: secondo me, soprattutto in amore, stabilire criteri in base ai quali un certo tipo di uomo ti deve piacere, è sempre sbagliato…ma dopotutto la commedia è ambientata nel 1748 e la differenza sta tutta lì.


LEGGI QUI: la Scheda dello spettacolo (La Vedova Scaltra)


Ma nelle relazioni umane prevale la ragione o il sentimento?
Esattamente come per Rosaura, penso si tratti di un compromesso tra entrambe le cose. Tutti siamo portati a difenderci attraverso la ragione o a creare una corazza, con meccanismi automatici che scattano nel momento in cui uno sente che il cuore tende all’eccesso. Trovo che sarebbe un errore madornale andare solo in una direzione.


Francesca Inaudi (La vedova scaltra)


Rosaura era considerata rivoluzionaria già all’epoca di Goldoni. Oggi, anche in riferimento alle difficoltà che una donna deve affrontare in ambito lavorativo, sono molte le donne che potrebbero avere tratti caratteriali in comune con “La vedova scaltra”?
Penso proprio di sì! “La vedova scaltra” viene erroneamente definita femminista, anche perché un certo tipo di femminismo, secondo me, ha fatto alcuni errori fondamentali. Ha confuso il diritto di reclamare il proprio spazio in quanto femmine con la volontà di sostituirsi agli uomini. Il celebre archetipo della “donna che porta i pantaloni” si è tradotto in una difficoltà dell’intero genere femminile nell’utilizzare i propri strumenti. Ma Rosaura è estremamente moderna e interessante perché riesce a ottenere quello che vuole, esattamente come lo vuole utilizzando gli strumenti propri del suo sesso: femminilità, seduzione, intuizione.

Ha da poco compiuto 40 anni e oggettivamente non li dimostra. Fino a non molto tempo fa gli "anta" per una donna erano considerati un traguardo. Oggi che peso hanno, secondo lei? Sono i nuovi 30? O forse una ripartenza?
(Sospira). Onestamente, io non ho mai considerato l’età un traguardo. Si tratta di un dato anagrafico, del quale mi interessa anche abbastanza poco, non solo per me stessa, ma per le persone in generale. Credo che nella società di oggi non ci sia più alcun limite rispetto a quello che si può ottenere, di fatto a qualunque età. L’aspettativa di vita è aumentata; basti pensare che negli Stati Uniti o in altri Paesi c’è gente la cui carriera esplode di colpo a 60 anni, dopo una vita passata a costruirsi con fatica un percorso professionale. Io non mi sento arrivata da nessuna parte, ma nemmeno in partenza: ogni cosa nuova mi dà stimolo per qualcosa di diverso.

Per info date e orari leggi: la Scheda dello spettacolo (La Vedova Scaltra)

Roberto Mazzone

  Redattore

Torinese, inizia a scrivere di spettacolo nel 2003 - e dal 2006 per l’allora Teatro.Org - specializzandosi progressivamente nel teatro musicale e ne...

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