Teatro

Eugenio Allegri è Il Dio bambino di Gaber

Eugenio Allegri è Il Dio bambino di Gaber
All'interno della seconda edizione di Milano per Giorgio Gaber, il Teatro dei Filodrammatici presenta fino al 14 dicembre un'mperdibile versione de Il Dio bambino, testo proposto dal celebre e rimpianto cantautore milanese dopo il successo del suo primo, grande spettacolo di sola prosa, Il Grigio, scritto come sempre con la collaborazione di Sandro Luporini. Il nuovo spettacolo confermò la validità della drammaturgia proposta dall'artista scomparso e racconta di un uomo che si vanta di essere spontaneo, come un eterno fanciullo. La sua storia d'amore con una donna, che forse si aspetta di confrontarsi con un uomo più maturo, sarà felice? Che uomo era, negli anni '90, quello dipinto da Gaber? Ce lo racconta il Teatro dell'Archivolto di Genova, con l'attenta regia di Giorgio Gallione e l'ottima interpretazione di uno dei nostri migliori monologhisti, Eugenio Allegri. Il testo è spesso spietato, cinico e commovente e il duo Gallione-Allegri si è permesso di rinnovare la messa in scena utilizzando alcune canzoni di Gaber che appaiono come sottofondo musicale estremamente evocativo. Il sempre gentile Eugenio Allegri ci racconta tutto. Come stanno andando le prime rappresentazioni? Con le feste e i ponti il pubblico non mostra tantissime presenze, forse è altrove. Noi invece abbiamo ritrovato l'atmosfera del momento anche grazie alla soddisfazione espressa dalla Fondazione Gaber, presente massicciamente alla prima. Adesso speriamo che venga la gente. Davvero, questo è una pièce magnifica! Quali sono state le difficoltà nell'allestimento? La difficoltà più grossa era di non rifare Gaber, una tentazione che si può avere per via del testo, scritto con Luporini ma che Gaber faceva dal vivo con quella sua incredibile capacità di magnetismo... Era forte la tentazione di volersi identificare e poi imitare Gaber. Invece, con il regista Gallione abbiamo scelto di aderire non a Gaber ma al testo, come fosse stato un classico. E il mio è stato un lavoro di interprete, molto soggettivo. Cioè? Abbiamo voluto fare questo protagonista, i temi della coppia e della crisi d'identità con la donna, considerando che oggi riguardano la società in modo trasversale, non riguardano più solo gli intellettuali. E questo ha facilitato il compito. C’e un continuo aspetto di descrizione e poi di azione: prima si racconta, poi si fa. Quello che ho amato è l’ironia di Gaber, il suo modo di porgere le battute, l’accompagnamento gestuale, ma c’era già alla fonte: il testo è molto ironico e abbiamo cercato di ritrovare Gaber attraverso l’ironia, una cosa a cui tengo molto. I temi dei rapporti fra uomo e donna sono importanti, profondi e se non ci fosse ironia rischierebbe di diventare troppo doloroso, pesante. Gli ostacoli da superare sono stati questi e riuscirci ha significato superare l’80% dello spettacolo. E il resto? L’altro 20% è la scelta della regia di mettere la voce di Gaber nelle sue canzoni. Tutti ricordano che lui non cantava più, col teatro di prosa e qui non fece canzoni. Il Dio Bambino rimase per 3 settimane al Piccolo Teatro ma lo abbandonò perché il teatro-canzone era molto più richiesto. Noi, come scelta registica, abbiamo inseriti brani di canzoni fra un momento e l’altro delle scene. Ho visto che il pubblico gradisce e comprende questa scelta, un po’ rischiosa ma invece giusta. Alcune parti di testo sono state tolte e si è aggiunta la voce cantante di Giorgio Gaber. Che altro c'è? E poi c’è una bellissima scenografia con sedie e tavolini buttati all’aria, coriandoli e stelle filanti e Cristiana, l'alter ego che non appare mai e il senso di una serata mal riuscita, coi piatti buttati, come in una festa finita male. Essendo un monologo, ci si gioca tutto per far entrare in questa storia le battute migliori. Quanto tempo avete provato? Purtroppo non abbiamo avuto molto tempo per fare prove, solo letture a tavolino per definire la versione, a cui hanno partecipato esponenti della Fondazione Gaber, come Paolo Dal Bon. Le prove sono state limitate. Le facciamo dal vivo, in realtà: sono le repliche nei teatri. Diventano vere prove e permettono di limare. Ma questo succede normalmente coi monologhi, io sono al sesto e non avrei mai creduto di farne tanti ma, con la situazione economica d'oggi, più di uno in scena si fa fatica. E' stato più difficile? Ma in effetti sono testi che riesci a definire solo con il pubblico dal vivo, per lavorare bene sulle sfumature del lavoro attoriale. Le prove vere: tre settimane in tutto. Lecocq diceva che gli italiani imparano in due settimane quello che gli altri ci mettono due mesi, peccato che dimenticano altrettanto in fretta. Io cerco di imparare come un italiano e ricordare come uno svedese (ridacchia) ma è meglio essere nato in Italia e avere nonni napoletani e toscani, come me. E quante prove hai ancora? Voglio dire, sei in tour? Abbiamo una tournée che gira tutta Italia fino a Natale, poi da marzo 2009 saremo a Firenze, a Pesaro, sempre in bei teatri. Avremo una cinquantina di date, lo spettacolo ha riscosso una bella attenzione. Nel frattempo, da Natale a primavera, sarò a Torino con Lo zio Vanja di Cechov e la regia di Gabriele Vacis, a celebrare la riapertura e inaugurazione del Teatro Carignano, chiuso per restauri da tempo. La commedia di Cechov compie 100 anni e festeggiamo in compagnia, si tratta di uno spettacolo corale e così passo dal monologo alla compagnia dello Stabile di Torino, la cui programmazione riprenderà nella stagione 2009/2010 e ci sono alcuni dati che rendono davvero curiosa l'operazione. Ecco come risulta oggi il Calendario
dal 13 al 23 febbraio 2008 / GENOVA / Teatro Modena (Sala Mercato) / ore 21
 dal 27 febbraio al 2 marzo 2008 / TORINO / Teatro Gobetti / ore 20,45
 Giovedì 6 marzo 2008 / CAGLI (Pu) / Teatro Comunale / ore 21
 Sabato 8 e Domenica 9 marzo 2008 / MONZA (Mi) / Teatro Comunale / ore 21
 Martedì 11 marzo 2008 / GRUGLIASCO (To) / Teatro Perempruner / ore 21
 Giovedì 13 marzo 2008 / MAGIONE (Pg) / Teatro Comunale / ore 21
 Venerdì 14 marzo 2008 / BOMPORTO (Mo) / Teatro Comunale / ore 21
 Sabato 15 marzo 2008 / FIORANO (Mo) / Teatro Comunale / ore 21
 Domenica 16 marzo 2008 / GONZAGA (Mn) / Teatro Comunale / ore 21
 Giovedì 27 marzo 2008 / PIOSSASCO (To) / Teatro del Mulino / ore 21
 Venerdì 28 marzo 2008 / AVIGLIANA (To) / Teatro Fassino / ore 20,45
 Venerdì 4 aprile 2008 / FELTRE (BL) / Teatro Comunale / ore 21
 Sabato 19 aprile 2008 / ROCCASTRADA (Gr) / Teatro Comunale / ore 21

Daniela Cohen

  EX-REDATTORE di MILANO

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