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Teatro

Cederna: 'Mi divido in sei pezzi unici'

Da martedì 8 marzo il Teatro Franco Parenti di Milano ospita Giuseppe Cederna, attore, scrittore e viaggiatore, che porta in scena Sei pezzi unici, il suo nuovo spettacolo che racconta gli incontri, le cadute e le illuminazioni della vita.

Giuseppe Cederna
Giuseppe Cederna

Sei incontri  e sei viaggi si susseguono nel ciclo di appuntamenti che Giuseppe Cederna ha organizzato per ripercorrere vita, pensieri e opere. I suoi Sei pezzi unici trasformano ogni sera in uno spettacolo diverso sullo stupore, le passioni, l’incantamento e le sorprese della nostra vita. Decine di personaggi si alternano nei pensieri dell’attore che li evoca in monologhi autobiografici.


Come è nato questo ciclo di spettacoli?
Tanti aspetti del mio lavoro d’attore sono legati al piacere del racconto. Oltre alla tournée teatrale dello spettacolo L'ultima estate dell'Europa, ho deciso di intraprendere questo percorso dove c'è solo un uomo e la sua voce sul palco. Sono solo, davanti al mio pubblico e mi racconto. Forse in una delle serate al Parenti ci sarà un chitarrista ad aiutarmi ma non so ancora quando, il suono della chitarra mi farà compagnia.

Che cosa rievocano queste sei serate?
Il viaggio, il racconto e tutte le mie passioni. Un tema che le lega tutte è quello è l'acqua che mi accompagna da sempre. Dal mio bagno nel Gange al viaggio di Ulisse. A proposito, non vedo l'ora di interpretare lo spettacolo dell'8 marzo dedicato all'Odissea in cui parlo di Calipso e Nausicaa, due donne così importanti per la figura di Ulisse. E protagonista della serata sarà la dichiarazione d’amore più bella del mondo per una donna.

Invece l’Iliade?
È molto forte anche il rapporto che ho con l’Iliade. Mio padre (il giornalista Antonio Cederna, nrd) me la raccontava da bambino per farmi addormentare e da quando è morto la sua voce e quel racconto mi accompagnano ancora.

Sembra un percorso molto intimo.
Mi piace l'idea di narrare tutte le sere una storia diversa per geografia e spazio-temporale. In pratica un viaggio anche per me anche se fosse uguale il testo tutte le sere io cambierei ma così è impossibile annoiarsi. Dipenderà da come mi sento

Ci sono anche temi più leggeri?
Il mio flusso di racconto emozionale che mescola alto e basso. Racconto storie che sono successe a me con una riflessione più ampia che possono comprendere tutti e percepire con il cuore quello che è successo. Le stelle di Hollywood per esempio parla della mia esperienza americana, di come mi è capitato di lavorare con Nicole Kidman e come mi sono presentato a lei, quello che le ho detto perché quell'incontro non restasse inutile.

Insomma in questi sei pezzi unici svelerà tutto di sé.
Sono serate divertenti e profonda insieme, ognuna merita di essere vissuta. In fondo io non nasco come attore lo sono diventato quando mi sono accorto che ai libri universitari preferivo interpretare la storia. Mio padre lo ha scritto in un suo articolo di quanto fosse orgoglioso di avermi è come figlio un clown interprete e io in qualche modo rendo onore a questa vita d’artista.

 

Marianna Venturini

  Redattore

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