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Musica

- INTERVISTA AI TooMuchBlond -

- INTERVISTA  AI  TooMuchBlond -
I TooMuchBlond sono una giovanissima band fiorentina formatasi durante gli ultimi mesi del 2004. Dopo un po’ di tempo ed alcuni cambiamenti (sia a livello di progetto che di formazione), il gruppo compone i primi pezzi originali. Tutto ciò è accompagnato dalla ricerca continua di luoghi in cui esibirsi, cogliendo le poche occasioni che si presentavano loro: dalle feste studentesche ai piccoli locali, i TooMuchBlond iniziano così a ritagliarsi un piccolo spazio vitale nell’affollata scena fiorentina. Successivamente nel maggio 2006 esce il loro primo demo, dal titolo "Waiting Room", contenente tre tracce (disponibili sul sito www.toomuchblond.com /mp3). Il loro lavoro nasce dall’Amore per l’elettronica, la nutella, i viaggi, i vinili, l’emo, lo swing, dal non voler assomigliare troppo a nessun altro, dal ricordo di qualche ex-fidanzata stronza e dalla passione per qualunque movimento artistico il cui nome cominci con “post”, senza però trascurare un immancabile lato pop. Nel giugno 2006 partecipano a diversi concerti, tra i quali ricordiamo il contest "Note in libertà", promosso dalla provincia di Firenze, in cui ricevono il primo premio, che frutta loro una partecipazione gratuita alla sessione del Music Village durante il mese di settembre. Ho ritenuto giusto dare, con questa intervista, un piccolo apporto a questi giovani (ma non per questo non meritevoli) musicisti, sperando di contribuire ad accrescere la loro visibilità, considerando gli ostacoli che compongono la strada che porta al successo,una strada spesso lastricata di lacrime e sangue, difficoltà e sacrifici... Perché, nonostante i luoghi comuni, il giornalista (se così si può dire) non sempre rappresenta il nemico. DUNQUE RAGAZZI, INIZIAMO DAL NOME DELLA BAND: COSA SIGNIFICA “TooMuchBlond”? EDO (voce): In realtà il nome non ha un vero senso ma viene piuttosto dalla scena di un film a cui noi tutti siamo molto affezionati: “Fight Club” (di David Fincher, 1999 n.d.r.) OVVERO? EDO: Hai presente la scena in cui Tyler Durden sta organizzando l’esercito per il “Progetto Mayhem” e davanti alla sua porta si presentano le aspiranti reclute? Uno di questi volontari viene accusato di essere “Troppo biondo, Cazzo!”. Da qui appunto il nostro nome, anche se “TooMuchBlond” di per sé non significa niente ma è piuttosto una libera resa di questa frase. INTERESSANTE… PASSIAMO AL TITOLO DEL DEMO, “WAITING ROOM “. PERSONALMENTE LA SALA D’ASPETTO MI EVOCA UNO STATO DI SOPSENSIONE: perché AVETE SCELTO UN’ IMMAGINE COSì MALINCONICA? GIULIO (chitarra): Intanto ci teniamo a chiarire che non siamo così seri da scegliere immagini o roba del genere… “Waiting Room” primo è figa come parola (risata generale) e poi, in generale, le sale d’aspetto mi hanno sempre affascinato. Inoltre aspettare, bene o male, è quello che facciamo sempre: le ragazze, la scuola… EDO:Personalmente ritengo che il titolo alluda al fatto che siamo tutt’ora in attesa di qualcosa, di riuscire a fare ciò che vogliamo, di riuscire a realizzare le nostre ambizioni… DA QUEL CHE MI AVETE SCRITTO C’E’ UN AMORE PER L’ELETTRONICA CHE VI ACCOMUNA, ANCHE SE SUL VOSTRO GUESTBOOK UN CERTO “MARIO ROSSI” (complimenti per l’originalità dello pseudonimo, n.d.r.) HA DEFINITO LA VOSTRA ELETTRONICA “molto grezza e priva di stile”. IN SOSTANZA, QUAL’È IL VOSTRO RAPPORTO CON QUESTA? ROCCO (chitarra): Comunque si tratta di un genere che non tutti i membri del gruppo ascoltano, per esempio Francesco e Theo ne ascoltano poca. Quello che è maggiormente interessato all’elettronica è sicuramente Giulio. Per quanto mi riguarda, anch’io ho passato un periodo in cui ero flippato con i computer ma è una fase che ho superato quasi subito. Giulio invece… Comunque, in generale, il fatto che l’aspetto elettronico sia ancora in parte da sviluppare è abbastanza vero. In futuro cercheremo di migliorare questo aspetto in modo da renderlo “meno grezzo”… GIULIO: Sicuramente, anche perché in pratica non è stato ancora sviluppato, visto che nel demo di elettronico c’è veramente poco. Non siamo così elettronici…E’ un genere che ascoltiamo ma che all’interno del gruppo resterà comunque una componente abbastanza limitata, un elemento per arricchire ma che non diventerà mai un fattore primario. EDO: Diciamo che non ci interessa neanche più di tanto. A volte io, Giulio e Rocco, che ascoltiamo un po’ più di elettronica, quando poi scriviamo ne restiamo leggermente influenzati e talvolta troviamo anche delle soluzioni un po’ diverse. Ci impegneremo a sviluppare questo aspetto, anche se in realtà nessuno può prevedere come si evolveranno queste cose…Comunque, in generale, riconosciamo di non essere completamente padroni di questa componente. HO LETTO CHE IL VOSTRO PROGETTO INIZIALE ANDAVA VERSO LA CONTAMINAZIONE TRA ELETTRONICA E DUB. POI PERO’ C E’ STATO UN CAMBIAMENTO DI ROTTA E IL DUB E’ STATO SOSTITUITO DALL’EMO. COS’E’ CHE HA PROVOCATO QUESTO CAMBIO DI PARADIGMA? GIULIO: Diciamo che lo sketch è stato che un giorno ci siamo incontrati e ci siamo chiesti: “Cosa facciamo?” La risposta impulsiva è stata :”Facciamo dub!” Ma in realtà non l’abbiamo mai trattato, anche se l’idea di partenza era questa… EDO: Si potrebbe dire che la dub è stata più un’idea che un’azione. E comunque, anche se è rimasto solo un concetto, ci è servito lo stesso a capire che non volevamo produrre una cosa che sarebbe risultata banalissima… ROCCO: In realtà all’inizio eravamo una classicissima cover-band… Quindi il cambiamento di rotta non è dovuto a niente in particolare, è venuto da solo, in modo naturale, diciamo che è stato più un qualcosa d’inconscio. GLI APPASSIONATI DI MUSICA DAL VIVO SI DIVIDONO, ORMAI DA MOLTI ANNI, TRA “PURISTI” E “NOSTALGICI”, OSSIA CI SI CHIEDE SE SIA MEGLIO UNA COVER-BAND CHE INTRATTENGA IL PUBBLICO CON PEZZI FAMOSI OPPURE UN GRUPPO FATTO DI MUSICISTI CHE COMPONGONO MUSICA PROPRIA. VOI CHIARAMENTE APPARTENETE A QUESTA SECONDA CATEGORIA MA, IN GENERALE, COSA APPREZZATE DI PIU'? (il parere espresso è stato unanime e tranquillamente riassumibile nella lapidaria affermazione di Giulio: ”IO ODIO LE COVER-BAND”) Più specificatamente: GIULIO: Generalmente i gruppi con tale dicitura rifanno i pezzi uguali all’originale e questa è la cosa più stupida del mondo, dato che il pezzo non è tuo e quindi non riuscirai mai a riprodurlo in maniera totalmente identica. Già suonare un brano riarrangiato ha un suo senso, ma cercare di rifare addirittura un disco… E’ un’impresa impossibile e pertanto inutile. EDO: Un pensiero che sicuramente condividiamo è quello che non è importante tanto il seguito che hai o il pubblico che riesci a riunire intorno a te, quanto piuttosto riuscire ad esprimere qualcosa che comunque appartiene a te e a te soltanto. ROCCO: Alla fine poi tutti abbiamo cominciato a suonare proprio perché volevamo fare la nostra musica…Chiaramente le cover sono e restano un ottimo esercizio, infatti in sala prove spesso alteriamo i nostri pezzi e brevi scorci di altre canzoni, così, tanto per divertirci. LE TRAME SONORE, COME DIRE, ALLUNGATE RICHIAMANO AD UNA MATRICE PER COSì DIRE “POST” MA ANCHE A FONTI D’ISPIRAZIONE Più IMMEDIATE... DA DOVE NASCE LA VOSTRA FORMAZIONE MUSICALE? EDO: Le influenze sono chiaramente eterogenee, derivano da percorsi individuali, variabili a seconda del periodo che stai vivendo e della musica che ti accompagna in quella determinata fase… In due anni che suoniamo insieme vari e diversificati sono stati i momenti che abbiamo attraversato: per esempio circa un anno e mezzo fa ascoltavamo gruppi post-rock come i Mogwai o simili e quindi ci piaceva fare quella determinata musica. Poi, entrando in contatto con persone come Theo che ascoltava più punk oppure come Francesco che ascoltava emo, tutte queste componenti hanno finito per unirsi e mischiarsi insieme, dando vita a un qualcosa che, in realtà, neanche noi sappiamo bene cos’è… La matrice “post” deriva quindi da uno dei nostri tanti interessi. ROCCO: Tra l’altro uno dei pochi che abbiamo in comune… Uno dei punti di forza dei TooMuchBlond è sicuramente quello di essere un gruppo che, a differenza di molti altri che traggono ispirazione esclusivamente da band famose, ha invece subito l’influenza di gruppi con cui abbiamo suonato o che abbiamo visto in concerto, come ad esempio i “NONEATNESSINTHEHEAD” oppure i “FINE BEFORE YOU CAME”, tutte band non famose ma che per noi rappresentano dei veri e propri idoli e che hanno conseguentemente influito in maniera positiva sul nostro lavoro. BENE RAGAZZI, VOLGIAMO AL TERMINE CON LA CLASSICA DOMANDA CONCUSIVA: PROGETTI FUTURI? EDO: Sicuramente continuare a suonare insieme… ROCCO: Grazie Edo! (leggere la battuta con tono ironico) EDO: Scherzi a parte, cercare di suonare il più possibile live e preferibilmente fuori dall’ambiente fiorentino. Abbiamo avuto poche occasioni di esibirci al di fuori della Toscana, ma queste sono state sicuramente le esperienze più significative, come ad esempio la partecipazione al Music Village in Calabria, soprattutto per il fatto di ritrovarsi di fronte ad un pubblico che non ti conosce e davanti al quale ti presenti non per quello che sei bensì per quello che suoni. E ritengo che per un musicista questo sia un aspetto fondamentale. Tra l’altro il 27 GENNAIO suoniamo a Ravenna in un’ex-pescheria del 1200… Beh ragazzi, che dirvi… In bocca al lupo e grazie per il tempo che mi avete concesso. ...stay blond... Formazione completa: -Edoardo Florio Di Grazia: voce -Giulio Ammendola: chitarra -Rocco Nencioni: chitarra -Francesco Giommi: basso -Theo Taddei: batteria Per saperne di più sui TooMuchBlond visitate il sito web www.toomuchblond.com oppure scrivete all’indirizzo info@toomuchblond.com