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Cinema

Da Hollywood al cuore della spiritualità cristiana

Da Hollywood al cuore della spiritualità cristiana

Da Hollywood al cuore della spiritualità cristiana per un soffio d’oriente

Con incarico ufficiale del Tempio Shaolin della regione Henan in Cina, Shi Yan Fan è divenuto ambasciatore culturale a pieno titolo ed è fortemente determinato a promuovere la cultura della Cina e la medicina orientale, che trovano difatti le proprie radici anche nelle antiche arti marziali.
Shi Yan Fan vive nell’hinterland di Hollywood ed è abate del Tempio Shaolin di Los Angeles e Ambasciatore del tempio cinese Shaolin, per il quale il 30 dicembre le porte del Vaticano (simbolo del Cristianesimo nel mondo), proprio nello stato più piccolo del mondo e nel cuore della città eterna, sono state aperte per accogliere il vento d’oriente.
È Franco Testini – ribattezzato con il nome buddhista Shi Yan Fan, dal significato Cielo Potente, il primo e unico occidentale ordinato Jieba in Cina nel monastero buddhista di Shaolin (tempio che recentemente è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco) – che in una recente visita a Roma per un incontro con il Cardinale Georges Marie Martin Cottier, abbiamo avuto modo d’incontrare e di dedicargli un’intervista esclusiva.
La cosa che colpisce in particolar modo nell’ascoltare il Maestro Shi Yan Fan è che pone l’attenzione soprattutto all’io interiore, nel senso di un personale percorso interiore da mettere in atto.
-Intanto complimenti per l’impegno che mette a disposizione dei giovani occidentali che vogliono avvicinarsi al Buddhismo e alla cultura orientale. Cosa si sente di consigliare oggi ai giovani italiani che vorrebbero iniziare lo studio delle arti marziali?
«È importante dare il messaggio del vivere bene, del sé.. della vita meravigliosa in ciò che vuoi con la tua vita (sportiva, sociale, culturale…). I giovani, e non solo, necessitano di una vita più sana e formativa».
La visita di Shi Yan Fan in Italia è tutta improntata sul dialogo culturale, infatti fonti vicine al suo team fanno sapere che a fine gennaio il Maestro sarà di nuovo a Roma invitato al Senato per conto della Commissione Centrale Arbitrale del Ministro della Giustizia, che si occuperà di giudicare e arbitrare tutte le cause civili che hanno subìto un fortissimo ritardo. Questo fa già capire la presenza di neutralità e figura super partes del Maestro Shi Yan Fan, oltre che personalità estera alla presenza delle massime autorità italiane. Ovviamente, il dialogo parte proprio all’interno delle mura dei porporati con il Cardinale svizzero Cottier, braccio destro dell’allora Cardinale Joseph Ratzinger.
- Con grande piacere abbiamo saputo di questo importante incontro con il Cardinale Georges Marie Martin Cottier, pensa che ci potrà realmente essere in futuro una condivisione di concezioni tra il Cristianesimo e il Buddhismo?
« Sicuramente, e in parte è già avviata… il Cristianesimo occidentale ha bisogno della cultura cinese che è una grande cultura mondiale. È importante portare la loro filosofia qui, come l’Occidente dà la propria al mondo».
Il Monastero di Shaolin è sempre più al centro dell’attenzione anche da parte del Governo Cinese – si pensi a Shi Yongxin, l’attuale abate del Tempio in Cina che è anche Presidente di Provincia di Henàn, nonché membro del Parlamento di Pechino. Se da una parte il Cristianesimo ha espresso importanti parole riguardo alla tragedia del Tibet per la costrizione del Governo Cinese, perfino il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha espresso piena solidarietà al Dalai Lama, Premio Nobel per la pace costretto all’esilio… Per quale ragione i vertici del Tempio di Shaolin, pur definendosi Monaci Guerrieri, non hanno il coraggio di prendere una posizione? Se la sentirebbe lei di esprimere almeno un minimo di solidarietà ai migliaia di monaci tibetani?
« La cultura è controllata dal Governo cinese. Essendo io stesso un occidentale sono più pronto a divulgare, a raccontare la storia tra Cina e Occidente… la storia del Tempio di Shaolin, dal 495 d.C. fino a oggi. In Cina sono impossibilitati a esprimere ciò che hanno dentro, perché hanno paura di parlare, di sbagliare. La mia missione da Maestro è divulgare tale stile di vita, tale filosofia, non solo in ambito locale, ma mondiale. Per le mie origini, ho anche più facilità a far ciò. L’occidente ha bisogno della natura e della cultura orientale ».

Recentemente l’abate ha avuto infatti anche un incontro a Los Angeles con alcuni importanti produttori di Hollywood per un progetto filmico, mentre alla conferenza stampa tenutasi a Roma era presente anche il regista Jordan River esperto di 3D, che per conto della DELTA STAR PICTURES sta valutando altresì un altro progetto in modalità tridimensionale per cinema e tv, dedicato proprio alla cultura di Shaolin e che vorrebbe coinvolgere anche il Maestro Shi Yan Fan.
Grazie anche alla neonata Yanfan Foundation, con sede negli USA, a Los Angeles (il cui scopo fondamentale è di aiutare ed educare a un nuovo sistema di vita, di promuovere il benessere, sia fisico che della mente e dello spirito), altra novità annunciata durante la conferenza stampa è il progetto Shaolin Village, uno da realizzare a Los Angeles nei dintorni degli Universal Studios e l’atro a Roma, dove si sta valutando la location.
Si tratta di veri centri Shaolin con 3.000 posti per dormire, per ospitare coloro i quali chiedono aiuto, una struttura capace anche di dare lavoro ad almeno 300 persone, fra tecnici, persone per gestirlo e personale vario. Certamente anche un ponte tra Roma, cuore dell’Europa, gli Stati Uni d’America e l’Oriente.
Quella del Maestro Shi Yan Fan non è solo una missione, ma anche un vero e proprio lavoro, 24 ore su 24: il monaco già da tempo si occupa nella metropoli statunitense di persone meno fortunate, specialmente dei giovani, quelli che rischiano di perdersi e imboccare la strada sbagliata.. Importante nella sua mission – “che non genera dipendenza”– ha voluto evidenziare, sono quindi l’educazione nel senso di cura della persona e della crescita interiore, dicono i suoi studenti “c’è chi lo guarda dormire per imparare come dormire..”.
Indubbiamente, pur essendo ancora alla fase di start-up, trattasi anche queste di attività che la sensibilità sia istituzionale che della società civile, culturale e imprenditoriale non dovrebbero trascurare, poiché come lo stesso Shi Yan Fan ha sottolineato «L’inizio è la parte fondamentale: se il presente non è lucido e chiaro, neppure il futuro può esserlo».

Michela Albanese

  Redattore

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