commedia

Un certo signor G

Informazioni principali

Autore
Giorgio Gaber - Sandro Luporini
Regia
Giorgio Gallione
con Neri Marcorè scene e costumi Guido Fiorato luci Aldo Mantovani al pianoforte Gloria Clemente e Vicky Schaetzinger elaborazione musicale Paolo Silvestri

Calendario dello spettacolo

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Recensioni

La recensione è di Elisabetta Colla
Voto
Chi ha amato il teatro-canzone di Giorgio Gaber ritroverà in Neri Marcorè un suo degnissimo erede, forse per l’umiltà ed il coscienzioso, intelligente lavoro con cui il versatile attore marchigiano ha saputo avvicinarsi al suo maestro (uno dei suoi più amati) ed assorbirne tutta l’intelligenza artistica con uno stile personale, che comunica istintiva simpatia ed elevata capacità affabulatoria.
La recensione è di Roberto Rinaldi
Voto
Un certo Signor Marcorè si cimenta con un famoso signor Gaber, scegliendo di interpretare “Un certo signor G.” in teatro, un repertorio di monologhi e canzoni del grande cantautore milanese proposte a teatro in un modo tutto suo di fare teatro, dove solo lui riusciva a mescolare musica e parola, indagare e fustigare il malcostume degli italiani, anticipando sempre qualche fenomeno sociale, prima che l'opinione pubblica se ne accorgesse, Attraverso le sue canzoni egli riusciva a graffiare e indagare nelle nostre coscienze.
La recensione è di Tommaso Dotta
Voto
DI SCENA ALL'ARCHIVOLTO IL LASCITO DEL "SIGNOR G" Il “signor G” nasce sul finire degli anni ’60 in un momento di svolta per la carriera di Giorgio Gaber, uno dei cantautori italiani ricordati con più affetto. L’ironia ha da sempre caratterizzato la sua opera, ma proprio in questo periodo si fa largo in lui un’anima più aggressiva, capace di graffiare tematiche sociali con cinica lucidità. Con l’invenzione del Teatro Canzone, Gaber dà vita ad una nuova formula, capace di unire due delle sue più grandi passioni: musica e teatro.
La recensione è di Francesco Rapaccioni
Voto
Fabriano (AN), teatro Gentile, “Un certo signor G” di Giorgio Gaber IL SIGNOR GABER SECONDO NERI MARCORE' Lo spettacolo è l'occasione per rivisitare l'opera di Giorgio Gaber ed esplorare il mondo di un uomo comune che si interroga sul senso della propria vita, “sempre sfiorata dal pericolo dell'imbecillità e del qualunquismo”.
La recensione è di Laura Da Prato
Voto
Da spettatore profano, quale è un non intenditore della musica di Gaber, ho assistito ad una pièce di grande impatto, nonostante l'allestimento volutamente minimalista, che ha trattato, sia in prosa che col canto, i più svariati temi dell'agire umano: l'amore, l'amicizia, l'egoismo, il lavoro, le paure terrene, l'identità. Neri Marcorè si è fatto portavoce e corpo portante dei testi di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, talvolta riattualizzati: una metafora per tutte, l'uomo che perde i pezzi, prima un'occhio, e quindi è costretto a portare una benda attraverso cui si abitua ad una visione "dist
La recensione è di Elio Marracci
Voto
Martedì 4 dicembre alle ore 21,15 al Cinema Teatro Politeama di Viareggio, ha avuto luogo uno degli spettacoli più attesi della stagione teatrale 2007/2008, “Un certo Signor G”. Quest’opera, un insieme di canzoni e monologhi tratti dagli scritti di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, è stata interpretata da Neri Marcorè, uno degli attori più eclettici del panorama italiano celebre, oltre che per aver recitato una seguitissima fiction nei panni di Papa Luciani, per le sue presenze televisive ai programmi “Parla con me” di Serena Dandini e “Per un pugno di libri” e per le numerose apparizioni cinem