LA CAGE AUX FOLLES - IL VIZIETTO
Commenta lo spettacolo! Leggi le recensioni dei Redattori!
La cage aux folles   Il vizietto

VOTO DEGLI UTENTI

Media voti: 1


I Commenti

I Commenti degli Utenti

Grande delusione da questo spettacolo. Gli attori non sono adatti al ruolo che rivestono, a parte quello che interpreta la parte del figlio, ...

COMMENTA LO SPETTACOLO

LO SPETTACOLO

Autore: Jean Poiret
Regia: Massimo Romeo Piparo
Genere: musicale
Compagnia/Produzione: Peep Arrow
Cast: Ediz. 2013/2014: Enzo Iacchetti e Marco Columbro, Russell Russell, Mimmo Chianese, Martino Iacchetti Ediz. 2012/2013: Enzo Iacchetti e Marco Columbro, Russell Russell, Martino Iacchetti e con la partecipazione di Gianni Fantoni Ediz. 2011/2012: Massimo Ghini, Cesare Bocci, Russel Russell, Cristian Ruiz, Edoardo Sala, con la partecipazione di Crescenza Guarnieri

Date repliche a cura di
lorenzo maricchio
Scheda spettacolo a cura di
lorenzo maricchio

LA LOCATION

TEAM
v. Prezzolini - Bari (BA)
Tel: 080 5547730
Email: teatroteam@teatroteam.it


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Repliche passate (dal 02/03/2012 al: 04/03/2012)

LE RECENSIONI


La recensione di Francesca Bastoni

il vizietto: fascino della diversità

Dal cinema al palco. Massimo Romeo Piparo si cimenta nella “cage aux folles” portando in scena, al Manzoni di Milano, l’adattamento  di  Herman  e Fierstein  (Trasposizione basata sul testo di  Jean Poiret). 
Rilettura e regia italiana con qualche modifica per andare incontro ai gusti del pubblico meneghino; non mancano tuttavia accenni e rievocazioni al gusto en travesti. Repertorio di motivi  è in stile anni ottanta tra cui brilla, fra tutte, l’immortale  “I am what I am” vero e proprio inno alla diversità.

Prosa e canto Tra risate e musica Marco Columbro ed Enzo Iacchetti conquistano la scena. Buoni anche se un po’ troppo marcati i caratteristi (Fantoni, ad esempio, tende a spingere un po’ troppo sul pedale della macchietta,ma il risultato nell’insieme non stona troppo).Ottimo il corpo di ballo. La giusta combinazione tra musical e commedia maliziosa fanno, di questa produzione, un prodotto realizzato onestamente e con un soddisfacente livello di professionalità.

Scene e costumi Il dispositivo scenico riprende e valorizza il carattere della commedia degli equivoci; pur se con qualche  richiamo alle scene originali del film. Prevale il tradizionale contrasto tra: abiti  grigi e conformisti  ed i colorati e sgargianti costumi degli artisti della cage aux folles. Divertimento e un pizzico d’ironia; per questo felice adattamento. Buono il grado di apprezzamento in sala:  risate e qualche applauso a scena aperta.

 

Visto il 04/12/2012 a Milano (MI) Teatro: Manzoni

Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Francesca Bastoni


La recensione di Monica Fabaro

Un menage sui generis per due attori dalla verve contagiosa. Il vizietto, storica commedia interpretata da Ugo Tognazzi e Michel Serrault, viene rivisitata tutto sommato efficacemente nella versione portata sul palco  dell'Augusteo da Massimo Ghini e Cesare Bocci. Quest'ultimo indubbiamente "riempie" la scena fino alla fine, dettando la linea, gli altri protagonisti sembrano un po' "schiacciati" da tale preponderanza almeno in alcuni passaggi. La travolgente piece condita dalla simpatia dei due  attori, che per l'occasione sfoderano una coinvolgente verve, è un evergreen. " L'impresa di riproporla " non e' delle più semplici. sia per la tematica "pruriginosa", sia per il paragone con  il celebre precedente. Ebbene, ciò non costituisce un ostacolo. Anzi sembra un motivo in più per puntare sulla stravaganza accompagnata dalla leggerezza. Sì, perché spicca come nel contempo l'omosessualità venga affrontata in punta di piedi, ma con allegria, sottolineando stati d'animo e traversie da affrontare. In tal senso il testo originario, fatti i dovuti distinguo ovviamente, viene ripreso fedelmente.  E' questo coraggio che fa perdonare magari qualche forzatura, che a tratti rende meno spontanea la recitazione. I tempi sono buoni così come sono apprezzabili le musiche, sottofondo gradevole di una vicenda surreale, un mondo onirico, colorato. Alla fine il messaggio passa.  La Cage è indubbiamente una metafora di stravaganza sì, ma anche della lotta per essere se stessi a dispetto delle ipocrisie. Una menzione va anche alla scenografia di ampio respiro dinamica perfettamente in linea con il clima della mise en space.

Visto il 09/03/2012 a Napoli (NA) Teatro: Augusteo

Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Monica Fabaro


La recensione di Roberto Mazzone

Quella gabbia di matte, tra realtà e illusione

Dal palco del Teatro Colosseo di Torino, Cesare Bocci, nelle vesti di Renato – il ruolo che al cinema fu di Ugo Tognazzi – dà il benvenuto al pubblico nel mondo tutto lustrini e paillettes de La cage aux folles, il locale più chic e glamour di Saint Tropez. Qui si esibiscono le effervescenti e smaliziate cagelles e si attende l’arrivo della capricciosa star – ormai non più di primo pelo – Zazà.
Nella vita Renato e Albin sono una coppia omosessuale che convive da vent’anni, "stuzzicata" dalle velleità da "primadonna" dal fedele “maggiordomo” Jacob (Russell Russell) Un giorno il figlio di Renato, Laurent (frutto di un singolo peccato di gioventù etero dell’uomo, quel vizietto ormai entrato nella memoria collettiva) fa ritorno a casa, annunciando l’imminente matrimonio con Ann (Chiara Scipione), graziosa figlia di un politico conservatore (Edoardo Sala), le cui intenzioni sarebbero quelle di chiudere tutti i locali come “La cage”. Il giovane Laurent (Cristian Ruiz) in un primo momento si vergogna dei modi e dell’aspetto appariscente di chi l’ha cresciuto, facendogli da “madre”.Ma l’intransigenza dell’onorevole, suo futuro suocero, mitigata dalla evidente comprensione della moglie  (senza neanche poi troppi equivoci) farà tornare il giovane innamorato tornare sui suoi passi…perfino il morigerato politico sarà travolto dall’atmosfera che si respira in questa “gabbia di matte” e ci sarà il lieto fine per tutti!
Il regista Massimo Romeo Piparo ha chiamato come protagonisti due volti noti come Massimo Ghini e Cesare Bocci, che, insieme, realizzano numeri stupendi. Lavorano davvero in coppia e in fantastica sincronia, sia nel canto sia nella danza. Nessuna volgarità gratuita, anzi i loro sono caratteri capaci di far riflettere e commuovere a proposito di temi come la famiglia, il rispetto, l’amore, la diversità…e anche il tempo che passa…”tra vera realtà e pura illusione”. Cosa si può dire, poi, dell’interpretazione di Cristian Ruiz che non sia già stato detto in precedenti occasioni? Questo spettacolo lo conferma come uno dei performer italiani più preparati, soprattutto dal punto di vista vocale. Lo senti cantare e non puoi fare a meno di pensare  ad atmosfere che strizzano l’occhio un po’ ad Alta società e un po’ a Mary Poppins
Grande simpatia ha dimostrato il pubblico nei confronti di ogni ingresso in scena di Russell Russell e della tanto efficace quanto (in seguito) smascherata riservatezza di Crescenza Guarnieri come moglie dell’onorevole. Uno spettacolo “sobrio” e “raccolto” (se si considerano soprattutto le scene di Gianluca Amodio in rapporto allo spazioso palco della sala di via Madama Cristina), contrariamente a quello che ci si poteva aspettare osservando in scena dieci stupefacenti cagelles che ballano in assoluta armonia (e sui tacchi) sulle coreografie di Bill Goodson. A renderle protagoniste, oltre alla propria bravura, sono anche gli scintillanti costumi di Nicoletta Ercole, che per vestire Zazà/Massimo Ghini ha ottenuto alcuni gli abiti originali indossati da Michel Serrault nel film Il vizietto.

Visto il 16/02/2012 a Torino (TO) Teatro: Colosseo

Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Roberto Mazzone

Per saperne di più su Show Alert, clicca qui.

IL CARTELLONE

Pubblicità Spettacoli Teatro
Login    Contatti    Dalla Redazione    Privacy    Preferiti    Imposta come Homepage - Siti partner: Lavoro, Arredamento

© 2003-2014 Teatro.it snc di Triglia Demetrio & C. - via Vigevano, 15 - 20144 Milano (MI) - PI: 08617960961 - R.E.A. Milano 2037420 del 11/04/2014
Iscrizione al ROC 248522 del 19/05/2014 - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano il 30/05/2008 - n. 342 - Direttore Responsabile Fabienne Agliardi This website is ACAP-enabled