MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES
Commenta lo spettacolo! Leggi le recensioni dei Redattori!
Molière: La recita di Versailles


I Commenti

I Commenti degli Utenti

Questo spettacolo non ha ancora commenti.
Sai che puoi inserirne uno?
Per farlo clicca su Commenta lo Spettacolo!

Inoltre, puoi dargli un voto cliccando il pulsante Vota questo Spettacolo
qui in alto e puoi ricevere un promemoria via e-mail quando inizieranno le repliche, con il servizio Show Alert.

LO SPETTACOLO

Autore: Stefano Massini-Paolo Rossi-Giampiero Solari
Regia: Giampiero Solari
Genere: commedia
Compagnia/Produzione: Teatro Stabile di Bolzano
Cast: Paolo Rossi, Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi, Mariaberta Blasko, Riccardo Zini, Irene Villa, Karoline Comarella, Paolo Grossi

Descrizione
L'improvvisazione di Versailles (L'Impromptu de Versailles) è una commedia scritta da Molière nel 1663, in cui mette in scena sé stesso e la sua compagnia dichiarando apertamente le sue idee sull'arte drammatica. Con l'intento di fondare la nuova commedia di carattere e di costume, Molière riassume l'esperienza del teatro comico italiano e in particolare della commedia dell'arte.

La riscrittura dell'opera, firmata da Stefano Massini, Paolo Rossi e Giampiero Solari, si prefigge di approfondire l'arte comica, di fondere la tradizione e l'attualità con rigore e poesia. Ne nasce una divertente rappresentazione della vita quotidiana dei teatranti.
Date repliche a cura di
Roberto Mazzone
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LA LOCATION

STORCHI
largo Garibaldi 5 - Modena (MO)
Tel: 059 2136011
Fax: 059 234979
Email: info@emiliaromagnateatro.com Sito Web: www.emiliaromagnateatro.com


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

In scena dal: 02/03/2017 al: 05/03/2017

MARZO 2017
LuMaMeGiVeSaDo
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
Galleria immagini (clicca sull'immagine per ingrandire)
Premi qui per ingrandire Premi qui per ingrandire Premi qui per ingrandire

LE RECENSIONI


La recensione di Riccardo Limongi

Non c'è dubbio, a Paolo Rossi piace molto Molière. Ed ancor più che nella ricerca che fa sulla vita del grande commediografo francese, paragonata alla sua stessa vita, fra episodi e similitudini che apertamente riferisce, il motivo di tanta passione sembra trovarsi piuttosto in un'aspirazione intima, quella dell'attore/persona Paolo Rossi a sentire e vivere Molière in ogni suo aspetto, a partire da quello privato che lo affascina per il possibile approdo di una esistenza in cui professione, ambiente, persona e famiglia coincidono in un unicum nel quale non si distingue più un pezzo dall'altro, non a caso descritto con la metafora del calice di cristallo pieno di vino e caduto in terra, per spiegare quanto quel mondo fatto di assi di legno e di “dietro le quinte”, renda ogni cosa indistinguibile, ogni elemento inseparabile dall'altro.

Ed in quella Compagnia che egli stesso definisce <una famiglia che oggi chiamerebbero “allargata”>, una sorta di ambiente consolatorio con cui affrontare vizi e virtù, il capocomico Molière/Rossi si tuffa con una sicurezza ed un piacere visibili, tanto che la prima impressione è quella di uno strano, o quantomeno inatteso equilibrio: si parte dalle possibilità offerte da un insieme tanto estroso come è la somma di L'Impromptu de Versailles (la commedia in un atto creata a Versailles che già in sé è metateatro), le commedie Il tartufoIl misantropo e Il malato immaginario (sebbene posteriori a La recita di Versailles), gli spunti di attualità e politica contemponreanea, l'immersione della recitazione in una dichiarata ispirazione all'improvvisazione, ed una personalità di per sé già tracimante come quella di Rossi; si pensa a come potrà rispondere alla sfida di una facile deriva debordante, e ci si trova invece di fronte ad una conduzione paradossalmente equilibrata, e ad un caos perfino troppo ordinato.

Il Molière riscritto dalle mani di Rossi, Massini e Solari e prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, prende vita e viene costantemente seguito dalle musiche eseguite dal vivo dai Virtuosi del Carso, a maggior gloria della versatile ambientazione nelle Arti, svolgendosi poi con ampi e ben sfruttati margini di discrezionalità nel racconto del soggiorno di Molière a Versailles e dei suoi rapporti con il Re Sole, intercettando di continuo i temi (cari ad entrambi, appunto) della natura e del mistero del teatro e della recitazione. Una costruzione in cui “si improvviserà molto, qua e là si reciterà pure”, una scala con molti diesis ma con qualche bequadro inatteso, dove campeggiano personaggi come Papa Orgone II detto il Che, misti alle canzoni originali di Gianmaria Testa, ed una brava Compagnia disvelata, formata da attori che il capocomico Rossi/Molière lascia fluidamente approdare alle sintesi delle loro identificazioni.

Visto il 11/01/2017 a Napoli (NA) Teatro: Bellini

Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Riccardo Limongi


La recensione di Lavinia Morisco

Paolo Rossi recita il personaggio-Molière

La recita di Versailles è una rivisitazione divertente, pungente e dalla forte carica attualizzante di Molière e del suo teatro, un pretesto per tirare in ballo elementi interessanti e per aprire riflessioni spietate su argomenti di facile e piacevole identificazione. In scena Paolo Rossi è alle prese con il suo “alter ego” Jean Baptiste Paolo Rossi, l’attore-personaggio, o forse l’attore-persona: Paolo Rossi e Molière sono più simili di quanto possa sembrare. Infatti l’attore dichiara: “Voglio recitare nella vita e essere vivo sul palco”
Satira politica, attacchi sferrati alle istituzioni ecclesiastiche, avvincenti intrighi amorosi del capocomico francese che deve dividersi tra la relazione con l’attrice Madeleine Béjart (interpretata da Lucia Vasini, ex moglie di Paolo Rossi) e quella con Armande Béjart, prima sua figlia e poi sua seconda sposa. Una mappatura di riferimenti è segnata da un tempo del racconto che slitta continuamente dal passato al presente e dal presente al passato, intervallato da intermezzi musicali con le canzoni di Gianmaria Testa e le musiche eseguite dal vivo dai Virtuosi del Carso. La troupe di Molière ha a disposizione soltanto due ore per mettere in scena una commedia commissionata dal re Luigi XIV. La sfida è quella di improvvisare senza avere a disposizione il testo, partendo da personaggi ben delineati.
Da questo momento in poi si entra nel vivo dello spettacolo: La recita di Versailles diventa teatro nel teatro, viaggio nella vita e opere del commediografo francese, riflessione sul teatro. La lente d’ingrandimento è posta sui ruoli all’interno di una compagnia teatrale: l’attore, il suggeritore, il capocomico. Non mancano note polemiche e divertenti sulla drammaturgia novecentesca, sui vuoti di memoria dell’attore e sulle sue performance fallimentari. Anche il potere seduttivo del fare teatro si configura come ingrediente essenziale: a teatro è possibile pensare, criticare, divertirsi, ma soprattutto sognare. Lo spettacolo sviluppa la satira di Molière stesso. La persona di Jean Baptiste Poquelin è l’identità frammentata dei protagonisti delle sue opere: Molière è l’Avaro, il Cornuto, il Don Giovanni.
La nuova messa in scena voluta dal re prenderà spunto da commedie già scritte da Molière come Il Tartufo e Il malato immaginario. La sfida per il capocomico e gli attori sarà quella di riadattarle per l’occasione. Nel Tartufo “riadattato” da Jean Baptiste Paolo Rossi lo spettatore sarà catapultato in un Vaticano alternativo, dove un papa rivoluzionario vestito da Che Guevara avrà il ruolo di un atipico supervisor di suore e preti in grado di chiudere un occhio davanti a qualsiasi scandalo, il tutto accompagnato da una pungente canzone politica dal sapore pop-rock. Nel Malato immaginario “riadattato”, un rave party per malati psichiatrici all’interno di un manicomio si trasformerà in un “incubo per attori”, dove luci impazzite schizzeranno su una scena buia.
Lo spettacolo si chiude in un percorso circolare, riprendendo il discorso su attore, personaggio e persona affrontato all’inizio. Molière morì in seguito a un attacco di tubercolosi mentre recitava durante una messa in scena del Malato immaginario nel 1673. Jean Baptiste Paolo Rossi simulerà la morte in scena e la commedia si trasformerà in tragedia e sarà il dramma del personaggio. Molière-personaggio è morto sul palco, ma è vivo nelle sue opere. Paolo Rossi dichiara rivolgendosi al pubblico: “Una cosa è certa: non sarò mai Molière che recita Paolo Rossi”.

La recita di Versailles è un surreale e seducente spettacolo, un iter suggestivo  nella storia del Seicento teatrale, nel discorso sull’essere e sembrare, nella verità della finzione a teatro e nella vita reale. Di sicuro uno spettacolo per chi non subisce il fascino della verità dell’illusione, ma quello della verità più autentica, e ne fa uno stile di vita, capovolgendo l’idea di ruoli imposti dalla società.

Visto il 28/01/2016 a Bologna (BO) Teatro: Arena del Sole

Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Lavinia Morisco

Per saperne di più su Show Alert, clicca qui.

CERCA LO SPETTACOLO

Pubblicità Spettacoli Teatro
Login    Contatti    Dalla Redazione    Privacy    Preferiti    Imposta come Homepage - Siti partner: Lavoro, Arredamento

© 2003-2017 Teatro.it SaS di Paganini Massimiliano & C. - piazza San Michele n. 19 - 20020 Magnago (MI) - PI: 08617960961 - R.E.A. Milano 2037420 del 11/04/2014
Iscrizione al ROC 248522 del 19/05/2014 - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano il 30/05/2008 - n. 342 - Direttore Responsabile Riccardo Limongi This website is ACAP-enabled