GIULIETTA E ROMEO
Commenta lo spettacolo! Leggi le recensioni dei Redattori!
Giulietta e Romeo

VOTO DEGLI UTENTI

Media voti: 2


I Commenti

I Commenti degli Utenti

Kledi kadiu come ballerino vale O e un ragazzo frustrato e molto Montato la popolarita gli ha dato alla testa chi lo acclamo sono solo le ragazzine ...

O mio Dio sono stata stasera al teatro di Agrigento a vedere Giulietta e Romeo con Kledi Kadiu ma dopo mezzora sono scappatA uno spettacolo ...

Sono una ballerina professionista e devo dire che Kledi kadiu e' un pessimo ballerino vale meno di Zero e nn dico questo perche' sono invidiosa ...

io sono un insegnate di danza da piu di 20 anni e devo dire che Kledi Kadiu nn e Bravo nn ha classe e troppo ripetitivo ne i movimenti, in ...

COMMENTA LO SPETTACOLO

LO SPETTACOLO

Autore: William Shakespeare
Genere: danza/balletto
Compagnia/Produzione: Balletto di Roma
Cast: Kledi Kadiu, Noemi Arcangeli

Descrizione
Così lontani eppure così vicini agli archetipi shakespeariani, cristallizzati soprattutto dalla tradizione ballettistica della partitura di Prokofiev, i due amanti immaginati dal coreografo-metteur en scene Fabrizio Monteverde per la sua prima produzione 'a serata', creata nel 1989 per l'allora giovane Balletto di Toscana, dovevano segnare un momento importante per il teatro di danza italiano.
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LE RECENSIONI


La recensione di Petra Motta

“Giulietta e Romeo”? Meglio “Giulietta (e forse Romeo)”. La coreografia di Monteverde sulle potentissime note di Prokofiev è un inno a Giulietta, alla virginale e capricciosa bambina di bianco vestita interpretata da una eterea Noemi Arcangeli. La vediamo dominare le tavole del palcoscenico con il suo fisico infantile, le braccia e le gambe lunghissime che, con le loro movenze fluide seducono gli spettatori e li trascinano nel vortice degli eventi. È lei il personaggio attorno al quale ruota tutta la messa in scena, è lei il punto focale, la stella luminosa attorno a cui gravitano gli altri ballerini, massa più o meno indistinta di comparse senza un vero ruolo. Toccante il suo risveglio dalla morte apparente nella cripta (dei Capuleti?) attorniata da tutti i giovani uccisi dai tragici eventi - Paride, Mercutio, Tibaldo, Romeo - e ancor più il suo suicidio gettandosi sul pugnale stretto dalla rigida mano di Romeo. Nonostante il celebre nome in cartellone, del Romeo di Kledi Kadiu si vede ben poco e se non ci fossero le giovani donne del pubblico a ricordacelo continuamente, con risate e risolini, sospiri e battimani estemporanei e fuori luogo, probabilmente nessuno si accorgerebbe che, nel balletto tratto dall’immortale “Romeo and Juliet” di Shakespeare, accanto alla tragica eroina c’è anche un eroe. Rigido, glaciale, lontano dalle telecamere Kadiu non si distingue dagli altri ballerini. La coreografia moderna e scattante, creata da gesti insoliti, innaturali torsioni di braccia e gambe, movenze rituali che accompagnano l’ancestrale musica di Prokofiev ricordando uno spettacolo di mimo più che un balletto, sembra non toccare il ballerino Kadiu che continua con evoluzioni stereotipate e assai poco convincenti. Come poco convincente è la scelta del coreografo e dei costumisti di non distinguere i personaggi e le due famiglie rivali, fatta eccezione per Giulietta. Se un pubblico poco preparato, che ha come unico ricordo della tragedia shakespeariana il film con Leonardo Di Caprio, fatica a capire i rapporti di parentela, a riconoscere i Montecchi e i Capuleti, a discernere la madre di Romeo da quella di Giulietta, Mercutio da Tibaldo, da Romeo, da Benvolio, da Paride, il pubblico colto non può non storcere il naso di fronte a personaggi non caratterizzati, poco sentiti dai ballerini, vuote marionette danzanti il cui unico scopo è dare risalto alla figura di Giulietta. Superfluo poi il rilievo dato a donna Montecchi, paralitica tiranna in carrozzina, che appare chiusa nel suo mondo, distante dalla tragedia che si sta consumando in scena. E Prokofiev? La sua musica grandiosa e intensa fa risaltare ancora di più, per contrasto, l’ambientazione dimessa e quotidiana scelta per questa messa in scena del celebre balletto. La scena della festa in casa Capuleti, introdotta da uno dei brani più gloriosi ed epici della musica classica, si risolve in un banale ballo in maschera che si ravviva soltanto all’arrivo della bianca Giulietta dell’Arcangeli, unico vero punto di forza dello spettacolo. Bergamo, Teatro Creberg, 10 novembre 2007
Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Petra Motta


La recensione di Francesco Rapaccioni

Macerata, teatro Lauro Rossi, “Giulietta e Romeo” coreografia di Fabrizio Monteverde QUELLE PORTE CHE NON SI APRONO Ma davvero non c'era altro per inaugurare la stagione di prosa 2007/2008 del teatro Lauro Rossi? Nulla di più nuovo, per il teatro del capoluogo di provincia, di una coreografia, bella – no mi fraintendete, ma che ha vent'anni e che, soprattutto, è passata, non più di quattro stagioni fa, al Camerino Festival? A Macerata teatro gremito, posti esauriti da giorni, come ci si aspettava per il nome in cartellone. Che non era il Raffaele Paganini di precedenti edizioni. Ma tal Kledi Kadiu, famosissimo? Per tutti ma non per me che, evidentemente, non frequento abbastanza la televisione e certa carta stampata (io, evidentemente, uomo dell'Ottocento). Perchè, in biglietteria, mi hanno chiesto: “Sei qui anche tu per Kledi?” e io, confesso, non sapevo assolutamente chi fosse. Fino a quel momento. Poi tutto ha avuto una sua logica ed ho capito (ero stupito da tanto clamore per questo balletto), la popolarità televisiva, ragazzine e signore impazzite, urla e flash a profusione durante lo spettacolo. Questo è stato, confusione e rumori in platea. Ma per fortuna c'è stato anche altro, sul palcoscenico. C'era la sempre bella coreografia di Fabrizio Monteverde, ambientata senza forzature nel secondo dopoguerra. Che si apre con un muro decrepito, la tragedia collettiva lasciata alle spalle (la guerra) e la tragedia individuale (l'amore) verso cui si va ineluttabilmente. Porte che non si aprono, nonostante Romeo sbatte insistentemente. Porte che rimangono chiuse. Le madri dei due protagonisti hanno uno spazio gestuale ampio, più studiato e più influente alla vicenda che in altre occasioni, rivelandosi le tessitrici della trama, una su una sedia a rotelle (l'incapacità di agire in quella prigione dei sentimenti) fa gesti imperiosi con il dito, l'altra vacua e superficiale (l'incapacità di amare in quella aridità d'amore) si aggira per attirare a sé le sorti della vicenda. Monteverde ha una cifra riconoscibile, fluidi e ripetuti movimenti delle braccia, spesso a mani congiunte, braccia intorno al capo, quasi una ritualità. Corpi morbidi in una personalissima sintesi di classico e moderno. E crea immagini di forte impatto, estetico ed emotivo: la scala a pioli dell'inizio con i ballerini appesi; la sedia a rotelle sulla ripida pedana; il letto con la spalliera che si apre come un libro; Giulietta che si cala dal balcone con una sorta di efficacissimo free climbing; la governante incestuosa, quasi a richiamare quella, scandalosissima (all'epoca) di Brancati, in provincia passata anni fa sul palcoscenico del Feronia di San Severino. La coreografia è costruita su brevi frammenti che percorrono fedelmente la storia, più per immagini che con racconti. Se Giulietta è una convincente, virginale Noemi Arcangeli, nonostante gli applausi del pubblico non soddisfa il Romeo di Kledi Kadiu: favorevole è l'aspetto fisico, ma il ballerino non ha l'allure interpretativa necessaria ad un ruolo così impegnativo. Notevoli imprecisioni nella Compagnia, ma la musica di Prokof'ev, anche registrata, è sempre un'emozione. Quel pubblico, rumorosissimo e poco attento, l'avrà percepita? Visto a Macerata, teatro Lauro Rossi, il 3 novembre 2007 FRANCESCO RAPACCIONI
Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Francesco Rapaccioni

Per saperne di più su Show Alert, clicca qui.

IL CARTELLONE

Pubblicità Spettacoli Teatro
Login    Contatti    Dalla Redazione    Privacy    Preferiti    Imposta come Homepage - Siti partner: Lavoro, Arredamento

© 2003-2014 Teatro.it snc di Triglia Demetrio & C. - via Vigevano, 15 - 20144 Milano (MI) - PI: 08617960961 - R.E.A. Milano 2037420 del 11/04/2014
Iscrizione al ROC 248522 del 19/05/2014 - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano il 30/05/2008 - n. 342 - Direttore Responsabile Fabienne Agliardi This website is ACAP-enabled