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Sei personaggi in cerca d’autore. Di sicuro una grande sfida mettere in scena un simile testo. E già il solo fatto di provarci è senza dubbio ...

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LO SPETTACOLO

Autore: Luigi Pirandello
Regia: Carlo Cecchi
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: Fondazione Le Città del teatro, Teatro Stabile delle Marche, Teatro Mercadante Stabile di Napoli
Cast: Carlo Cecchi, Luisa De Santis, Paolo Graziosi, Angelica Ippolito, Antonia Truppo, Alessandro Baldinotti, Isabella carloni, Francesco Ferrieri, Cecilia Finetti, Paola Giorgi, Paolo Mannina, Rino Marino, Federico Olivetti, Agnese Paolucci, Stefano Tosoni

Descrizione
Mentre una compagnia drammatica prova Il gioco delle parti di Pirandello, sulla scena appaiono misteriosamente sei personaggi: Il Padre, la Madre, la Figliastra, Il Figlio, due bambini. Essi nascono, spiega il Padre, dalla fantasia di un autore che però non seppe o non volle farli vivere in un’opera d’arte, ma smaniano di esprimere il loro dramma e vogliono che gli attori lo recitino. E il loro dramma è questo: la Madre, dopo aver dato alla luce il Figlio, si è innamorata del segretario del Padre, creatura dimessa e semplice come lei. Il Padre si è fatto da parte, e dalla nuova unione sono nati tre figli. Dopo molti anni il Padre, inconsapevole, incontra la Figliastra in una casa d’appuntamenti: un rapporto incestuoso è evitato solo perché sopravviene la Madre, sconvolta dal duplice orrore di trovare la figliola in quel luogo, e con il suo legittimo marito. Il Padre, vergognoso, accoglie in casa tutta la famiglia: ma si crea una situazione insostenibile. Il Figlio si chiude in un mutismo ostile; la bambina cade nella vasca e il ragazzo, che l’ha spiata morire senza intervenire, si uccide con una rivoltellata. Il Capocomico è, suo malgrado, affascinato dalla materia teatrale che gli viene proposta: ma qui si crea il secondo dramma dei personaggi. Essi non si riconoscono nella recitazione degli attori; solo loro possono rappresentare, o meglio vivere, la tragedia, che è poi la loro realtà: una realtà che si ripete nell’eternità dell’arte.
Date repliche a cura di
La Redazione
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione

LA LOCATION

MARRUCINO
via Cesare de Lollis - Chieti (CH)
Tel: 0871 334693
Email: promozione@teatromarrucino.eu Sito Web: www.teatromarrucino.eu


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Repliche passate (dal 13/01/2006 al: 15/01/2006)

LE RECENSIONI


La recensione di Fabienne Agliardi

La trama. In un teatro, alcuni attori stanno provando una commedia, supervisionati dal regista (Carlo Cecchi). Ma ecco che irrompono in scena “The Others”, i protagonisti del titolo, tutti vestiti di scuro: Padre, Madre, Figlio, Figliastra, Giovinetto e Bambina. Cosa vogliono? L’autore, ovviamente. E iniziano a ossessionare il regista affinché il loro dramma familiare sia rappresentato in teatro, visto che già i romanzieri avevano dato picche. La trama nella trama. Il Padre ha avuto il Figlio dalla Madre. La Madre, successivamente, si riforma una famiglia con un altro uomo, peraltro incoraggiata dallo stesso Padre. Da questo nuovo uomo la Madre ha tre figli (Giovinetto, Figliastra e Bambina) finchè resta vedova. Le storie delle due famiglie si intrecciano ancor più quando il Padre incontra la Figliastra in una casa d’appuntamenti. I due non consumano per il rotto della cuffia (grazie alla Madre) e il Padre, impietosito, riaccoglie la moglie, fondando una nuova famiglia. Purtroppo la situazione si rivela disastrosa, soprattutto per la Madre, capro espiatorio della sofferenza (e dell’insofferenza) della famiglia. Fino al dramma: la Bambina muore annegata, il Giovinetto si spara alla tempia, Madre e Figlia cadono in depressione e in isteria, il Figlio trasuda intolleranza verso il mondo. Il regista è scettico sulla storia e sugli esiti di una tale messa in scena, ma il Padre ribadisce che è pura realtà, non finzione. In fondo, le trame atroci di Pirandello sono sempre celate (ma non troppo) in quel conflitto tra realtà e finzione. Ognuno recita un ruolo, tutti hanno una maschera. Lo diceva già Shakespeare: il mondo è un palcoscenico dove ogni uomo deve recitare una parte. Anche quando si pensa di essere diversi, di distinguersi dalla massa, si ricade comunque sempre nello stereotipo. Ognuno nasce con un ruolo prefissato, per cui si nasce anche personaggi. Ma ci si può anche diventare, da “normali” quali siamo. Tutto si intreccia, dunque. Realtà e finzione, realtà e realtà, finzione e finzione. Tutto questo si mescola, si fonde e sfocia nel “play within the play”, il teatro nel teatro, cavallo di battaglia del sopracitato Bardo. Allestire un testo del genere è una sfida. Per il rischio noia da classico ritrito, soprattutto. Invece Cecchi ne fa una commedia frizzante, che elude la regia tradizionale. Ovvio, il destino nero della famiglia si compie comunque. Ma è la rilettura che è diversa, anche in termini temporali: commenta e critica la generazione di sessantottini (!), si prende gioco della Figlia per l’accento napoletano (da lui poi! anch’egli partenopeo!), invita rassegnato a rispondere al solito idiota che la sera della prima ha lasciato il cellulare acceso. Insomma, per chiudere, pur nello scetticismo il regista accetta la proposta del Padre, più che altro perché incuriosito dal risultato finale. A dire il vero, nemmeno lui sa cosa ne verrà fuori. A volte tenta il colpo gobbo e chiama i “veri” attori a interpretare i ruoli della disastrata famiglia, ma Dio ce ne salvi ! obiettano i sei personaggi. Gli attorucoli di professione non sono all’altezza della realtà, non potranno mai rappresentarla totalmente e con il giusto pathos. La realtà, la realtà. La grande ossessione di Pirandello e di tutti i suoi personaggi, da sei a centomila. Chissà come reagirebbe il Luigi nazionale (peraltro Nobel) agli odierni reality show e agli istant movies basati sulla tanto citata “realtà”. Anche quelli di cui siamo solo testimoni live in tv, come il processo di Cogne. Probabilmente ne andrebbe matto.
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