Recensioni e articoli sul Festival Teatro a Corte 2014

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Teatro a Corte 2014 - Una serata al castello di Agliè
Teatro a Corte 2014   Una serata al castello di Agliè
Push
(© Lorenzo Passoni)

Eretto su un’antica fortificazione del dodicesimo secolo, il castello di Agliè, nella provincia a nord-est di Torino, appartenne alla casa Savoia sin dalla metà del Settecento. Le sue sale eleganti ospitano alcune rappresentazioni dell’edizione 2014 di Teatro a Corte, con un intelligente e rispettoso utilizzo degli spazi che una soprintendenza evidentemente illuminata concede per alcune iniziative artistiche dal vivo. Come un trittico sono allineati tre brevi spettacoli per un pubblico itinerante fra le sale.

In un ampio salone del palazzo la compagnia britannica Chamelon esegue Push, una sorta di danza affidata al gesto corporeo dei due autori e interpreti, Anthony Missen e Kevin Edward Turner. Il lavoro esplora la relazione fisica attraverso le interazioni dei corpi in un laborioso continuo di urti, figure plastiche, torsioni, balzi, attrazioni, cadute, rimbalzi. L’esito scenico è di mirabile potenza espressiva, la suggestione simbolica non limitandosi ai punti di sospensione, alle pose di elegante compostezza che in qualche caso evocano corpi michelangioleschi e figure caravaggesche; ma è la fluidità senza ritmo della persistente, reciproca influenza a dar vita a una sorta di dialogo silenzioso, eloquente e misterioso, sensuale e commovente, che mantiene un’intensità costante del segno capace di catturare per l’intera durata l’attenzione del pubblico.

Un’altra sala del castello ospita la compagnia belga Roberta DC che propone il lavoro Picnik, un ludo coreografico con gli attori Barbara Mavro Thalassitis e Denis Robert impegnati in un comico déjeuner sur l’herbe, con richiami estetici che vanno dalla danza contemporanea ai fumetti. Se il pretendente nascosto nel cespuglio si ascrive immediatamente alla categoria degli antieroi da cartoon, da Wilcoyote a Gatto Silvestro, non meno fumettesche sono le posture da vamp della protagonista, il suo abbigliamento pop, la sua risolutezza espressionista. Un gioco tutto sommato gradevole, che probabilmente trarrebbe beneficio da una certa asciugatura, giacché la sequenza dei brevi episodi comici non sostiene un’adeguata tensione per tutti i trenta minuti della rappresentazione.

Nel delizioso teatrino privato del palazzo l’estrosa coreografa Ambra Senatore s’inventa In Piccolo, un brevissimo scherzo teatrale, utilizzando proficuamente i vincoli spaziali dell’ambiente. Il prezioso sipario di seta del teatro, che raffigura la vicenda di Orfeo e Euridice, diventa una sorta di canovaccio gestuale per altrettanti frammenti di tableau vivant interpretati dalla Senatore con intenzione parodica e quasi espressionista; ma giunti alla figura centrale di Orfeo il gioco si rovescia, coinvolgendo con un lieve sorriso ironico il pubblico stesso. Una parentesi breve e leggera come una graziosa facezia d’autore.

Inserita il 02 - 08 - 14
Edgardo Bellini
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