Rosalyn, il giallo che si tinge di rosa

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Un giallo, una commedia noir, un thriller psicologico, un ritratto della solitudine nella società contemporanea. Comunque lo si voglia leggere, la forza di Rosalyn è il testo. Edoardo Erba sembra averlo scritto per il cinema. Perché è veloce, avvincente, pieno di colpi di scena. A un certo punto sembra scadere nell’assurdo, e invece un attimo dopo rientra nei giusti binari, regalando al pubblico quella dolce sensazione di aver capito tutto quando già pensava di non aver capito più niente. Impossibile dire di più per non spoilerare una trama fluida, avvincente, soprattutto credibile.

Il gioco del contrasto
Ma Rosalyn ti disorienta anche nei personaggi. Rosalyn (Marina Massironi) è l’ignorante che si rivela furba, Esther (Alessandra Faiella) la donna dalle certezze granitiche che si sgretolano come il basalto. Allo stesso modo si invertono i ruoli tra Massironi e Faiella. La prima da spalla della seconda diventa con lo scorrere del tempo la protagonista e viceversa. E’un gioco delle parti che riesce soltanto grazie al grande affiatamento tra le due, anche fuori dal teatro. E i risultati si vedono. Magistrale la prova di Faiella, talmente brava da lasciare intuire sin dalle prime battute, soltanto attraverso piccoli gesti, l’amore saffico del suo personaggio nei confronti di Rosalyn, che si rivelerà soltanto a spettacolo inoltrato. Ma la prova è ampiamente superata anche per Massironi, capace di trascinare il pubblico nel punto più basso della drammaticità del testo e, proprio in quell’istante, farlo ridere. Perché Rosalyn è comico, ma all’improvviso diventa tragico.

Senza certezze
Sono pochi i punti di riferimento del testo a cui potersi appigliare. E’un giallo e, come tale, diventa un complicato rebus. La scenografia (essenziale) è l’elemento fisico che dimostra la perenne sensazione di incertezza che prova il pubblico, chiamato a una prova di intelligenza. E’un semplice piano inclinato – instabile come le vite di Esther e Rosalyn - su cui i due personaggi si muovono, senza mai scendere. Soltanto una volta Massironi tocca con i piedi il legno del palco, e non è un caso. Difficile trovare punti deboli per una commedia a cui il Verdi ha tributato soltanto gli applausi che si merita. Tanti.

 

Visto il 04/04/2017
commedia

Informazioni principali

Autore
Edoardo Erba
Regia
Serena Sinigaglia
“Non scriverò mai di teatro”. Almeno la sera, dopo una giornata intera a seguire processi in tribunale o interminabili incontri politici, voleva soltanto sedersi su quelle impolverate poltrone rosse e rilassarsi. Come ha sempre fatto, da quando a dieci anni la mamma lo portò a teatro a vedere un...