LULU

Recensione accreditata per: "Lulu"

Recensione:

Evento da ricordare questa Lulu di Alban Berg al Teatro dell’Opera, per la straordinaria messa in scena di William Kentridge e Luc De Wit e perché è la prima volta che viene rappresentata a Roma nella sua forma completa in tre atti, con il terzo atto completato da Friederich Cerha.

Una storia amorale
Il capolavoro di Berg, tratto da due “scandalose” opere di Frank Wedekind, Erdgeist Die Buchse der Pandora, narra la vicenda umana di Lulu, una vera e propria ape regina che, senza scrupoli e senza rimorsi, irretisce con il proprio algido fascino tutti gli uomini che incontra portandoli alla rovina ed alla morte. Lei stessa subisce i rovesci del destino e, dopo le agiatezze e gli sfarzi, passa per la malattia, la prigione, la fuga e la prostituzione, fino all’incontro fatale con l’ultimo cliente, Jack Lo Squartatore, che la ucciderà.

Una lettura espressionista
William Kentridge, ha realizzato una scena di grande suggestione, con continue proiezioni di suoi disegni a tratto grasso e nero che rimandano all’espressionismo feroce di George Grosz e di Otto Dix. Solo l’ultimo ritratto, proiettato dopo la morte della protagonista, è quello di un viso dolce , pacificato nel sonno eterno dove il tormento dei volti di Egon Schiele si stempera nel simbolismo angelicato di Klimt. Siamo in piena Secessione, come sottolineano anche i bellissimi mobili che arredano la scena, ma c’è sempre qualche elemento sghembo a dare un carattere onirico all’ambiente. Due attori-ballerini , lui in frack, lei in bianco e nero, pettinata come Louise Brooks nell’omonimo film di Pabst, continuamente avvinghiata ad un pianoforte con pose ora plastiche ora oscene, contrappuntano la vicenda come in uno spettacolo di kabaret.

Ossessioni e simmetrie
Seguendo l’ossessione di Berg per le simmetrie, al centro dell’opera, a metà del secondo atto con un bellissimo interludio orchestrale, viene anche proiettato un breve film muto, nel momento che segna la svolta del destino di Lulu. Ancora una simmetria, come in un palindromo, i cantanti che impersonano i tre mariti nel primo atto sono gli stessi che troveremo sotto le vesti di clienti nel terzo atto. La musica di Berg è un vero e proprio manifesto dell’epoca, ci sono i duetti, i concertati, i temi con variazioni, ma anche le serie dodecafoniche. Ogni personaggio è introdotto da un leitmotiv, una sonorità, un motto, talvolta un frammento melodico. La direzione di Alejo Pèrez ha ben reso i suoni taglienti ed aspri ed ha puntualmente calibrato le continue variazioni di volume senza mai prevaricare il canto che va dal lirico al declamato, vero e proprio esercizio di stile per i cantanti tutti all’altezza del loro ruolo, con una speciale menzione per Agneta Eichenholz nei panni sensuali di Lulu a suo agio anche come attrice.

 

 

Visto il 27/05/2017
al teatro Costanzi di Roma (RM)

Lulu
opera

Informazioni principali

Regista
William Kentridge
Protagonista
Agneta Eichenholz

Autore:

Umberto Asti

REDATTORE

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