Cinquant'anni di carriera: Leo Nucci canta Verdi all'inaugurazione di Vicenza in Lirica

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«Ho messo la mia voce al servizio di Giuseppe Verdi e, grazie a lui, ho davvero compiuto una parabola artistica che mi lascia esterrefatto... Non mi sono mancate offerte per debuttare in nuovi personaggi, come ad esempio Don Giovanni. Ma, con tutta sincerità, preferisco approfondire per l'ennesima volta Rigoletto, penetrare sempre più nel mondo verdiano, piuttosto che lanciarmi in avventure che mi porterebbero lontano dall'autore che più amo»

Verdi, un amore quasi esclusivo

E' una dichiarazione tratta dal volume fotografico Leo Nucci, un baritono per caso, che contiene un'intervista rilasciata dal cantante emiliano qualche anno fa ad Achille Mascheroni. Un'affermazione di amore e di ferma dedizione verso il nostro massimo operista. Ed invero i grandi personaggi baritonali di Verdi, in cinque decenni di carriera – il primissimo debutto risale al Concorso Belli di Spoleto edizione 1967 – Leo Nucci li ha affrontati praticamente tutti. Rigoletto e Macbeth per primi, nei quali non credo abbia avuto rivali. Ruoli interpretati tante e tante volte, sempre con successo, il primo addirittura in più di 500 recite; e poi via via da Nabucco sino a Boccanegra, Jago, Ford e Falstaff.

Profondo e completo interprete della parola scenica verdiana, dalla voce ancora espressiva ed ammirevole a dispetto di un'età non più verde, Nucci ha festeggiato questo invidiabile traguardo con uno spettacolo partito da Piacenza, e che poi ha toccato molti teatri italiani. Ora anche l'Olimpico di Vicenza, dove ha presentato, per l'apertura del Festival Vicenza in Lirica, un recital verdiano, accompagnato dallo snello Italian Opera Chamber Ensemble diretto da Paolo Marcarini al piano.

Una carrellata di personaggi immortali per una voce che sfida il tempo

Il programma della serata, preceduta dalla consegna del Premio alla carriera “Vicenza in Lirica”, pareva sulla carta un po' scarno: sette arie verdiane da Rigoletto, Macbeth, I due foscari, Il Trovatore, La Traviata, Don Carlo, e il Brindisi dalle Arie da camera; nonché alcuni intermezzi strumentali su temi d'opera arrangiati in perfetto stile salonmusik da Paolo Marcarini. Ma conoscendo bene la generosa affabilità del baritono di Castiglione dei Pepoli, e vedendo un teatro strapieno ed euforico – tanti i suoi fan, venuti anche da lontano – c'era da aspettarsi una sfilza di bis; che naturalmente non sono mancati, spostando la mira fuori del repertorio verdiano: Largo al factotum – dedicato con sincero cordoglio all'amico e collega Enzo Dara appena scomparso – Cortigiani, vil razza dannata, Nemico della patria, un pot-pourri di temi donizettiani eseguito dall'Ensemble. E per finire un'amichevole strizzatina d'occhio con la sentimentale Non ti scordar di me, cantata insieme al 'suo' pubblico, che l'ha festeggiato con caldissimi applausi e ripetute standing ovation

concerto

Informazioni principali

Protagonista
Leo Nucci
Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha curato il palinsesto di varie emittenti radiofoniche. E' stato critico musicale e saggista della rivista Corriere del Teatro dal 1979 al 2013. Collabora con...