IL GIORNO DELLA CIVETTA

Il giorno della civetta

Recensione:

Tutti gli attori, in scena, sfogliano diversi quotidiani. Così si presenta il palcoscenico, prima che “Il giorno della civetta” abbia inizio. La regista Daniela Ardini pare così voler immergere lo spettatore in un clima di ordinaria e svogliata quotidianità che si interrompe poi, bruscamente, con la prima scena: un omicidio.

Le parole che fanno da sottofondo all’avvio della rappresentazione, descrivendo la morte di Salvatore Colasberna, sono quelle del testo originale di Leonardo Sciascia, a testimoniare fin dal principio una profonda vicinanza della rappresentazione teatrale al romanzo, dal punto di vista linguistico e lessicale: vicinanza che risulta in tal senso anche maggiore rispetto, ad esempio, al celebre adattamento cinematografico di Damiano Damiani.

Il tono però, pare sottilmente diverso: netto, meno venato di chiaroscuri. Ad esempio, la figura del protagonista, il capitano Bellodi, ben deciso a prendere di petto non soltanto l’omicidio ma l’imperante sentimento di omertà mafiosa che alberga nel paese, appare assolutamente granitica, adamantina, più ancora che nel racconto di Sciascia e nella visione di Damiani.

Particolarmente significativo, a questo proposito, un passaggio: don Mariano Arena, capo mafioso, suddivide, secondo il suo personalissimo criterio, l’umanità in cinque categorie: dagli “uomini” ai “quaquaraquà”.  La celeberrima classificazione si conclude con un atto di stima personale nei confronti del capitano: «Ma lei, anche se m’inchioda, è un uomo». Secondo l’autore e il regista, il capitano, pur deciso a compiere fino in fondo il proprio dovere, si lascia rispondere: «Anche lei». Nell’adattamento teatrale, Bellodi non lascia spazio neppure a questa piccola debolezza.

Ogni sforzo narrativo pare orientato a tener desta l’attenzione dello spettatore sulla vicenda centrale: l’indagine, la lotta di pochi uomini contro un sistema corrotto, viscido. Ogni momento viene colto per trasmettere il messaggio centrale, sia pure lasciando spazio talvolta a qualche (azzeccata e molto ben recitata) battuta di alleggerimento.

Complice anche il dinamismo della scenografia, che porta l’ambiente rappresentato a mutare senza sforzo dalla fermata di un autobus all’ufficio del capitano, da una sala interrogatori a un fosso, il ritmo è alto e l’attenzione degli spettatori ben viva.

La scelta di premiare l’aspetto investigativo e di denuncia rispetto a una maggiore tridimensionalità nell’indagine psicologica dei protagonisti e dei personaggi minori appare comunque coraggiosa e complessa, specie data la natura del testo, ma anche originale e ben sostenuta.

 

Visto il 09/04/2014
al teatro Duse di Genova (GE)

Il giorno della civetta
Prosa
Informazioni principali
Regista
Daniela Ardini
Protagonista
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Damiano Verda

  Redattore

www.damianoverda.it Genovese, classe 1985, ingegnere informatico, appassionato tanto di scrittura quanto di teatro. There’s four and twenty mi...

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