Se il morto starnutisce

Recensione:
Se il morto starnutisce

Il foglio di sala avverte lo spettatore distratto che Alla faccia vostra!, due atti di Pierre Chesnot per la regia di Patrick Rossi Gastaldi, è un meccanismo ad orologeria fatto di tempi perfetti. Avverte inoltre che, a ben vedere, lo spettacolo si ispira alla migliore tradizione teatrale di Geoges Feydeau e della pochade francese. Potremmo volere forse qualcosa di più?
Ad apertura di sipario, dunque, le aspettative sono alte e, come sempre in questi casi, la fastidiosa sensazione di rimanere delusi attende in un angolino neanche troppo remoto. E invece? Invece il foglio di sala non mente, lo spettacolo si dipana grazie a un ritmo via via più incalzante, gli interpreti trovano tempi di entrata e di uscita che danno vita a continui colpi di scena, Gianfranco Jannuzzo cuce tra loro con lo stile del capocomico di alta scuola tutti i fili di cui si compone la pièce.

Testo e pretesto

La trama della commedia è presto detta: alla morte dello scrittore di successo Stefano Bosco si scatenano gli istinti peggiori dell’uomo. Eredi, o presunti tali, fanno a gara per arrivare primi al premio, così tra ricatti sottesi e complici alleanze inizia la giostra delle avidità. Un pretesto insomma, dietro il quale fa capolino il potere del denaro e i suoi inevitabili condizionamenti.
Roba da commedie di fine ‘800 alla Feydeau? Niente affatto, Chesnot ambienta la sua storia tra cellulari dalle improbabili suonerie e prestiti bancari, medici con rubriche televisive e speculazioni edilizie, mentre ipocrisie e sotterfugi sono all’ordine del giorno. Il lutto trasforma tutti i protagonisti in maschere grottesche alla ricerca del tornaconto personale, generando equivoci e strampalate disavventure dove si muovono a loro agio il Lucio Sestio di Jannuzzo, genero del defunto, e la Angela di Debora Caprioglio.

Non di sola avidità

Jannuzzo disegna un Lucio Sestio istrionico come lui, a tratti avido e arrogante, a tratti fragile e umano, soprattutto nel monologo finale quando riuscirà a ristabilire il giusto rapporto tra uomo e denaro. Altrettanto avida, ma non sempre sottilmente astuta è invece Angela, la giovanissima seconda moglie che la Caprioglio costruisce oscillando tra civetteria, amore per i soldi e istinto femminile. Tra loro due e il dottor Garrone si forma una triplice alleanza che garantisca a ognuno di ottenere quello che gli serve, quando d’improvviso dalla stanza dove ancora caldo giace il corpo del defunto arriva uno starnuto. Non aggiungeremo oltre a questo colpo di scena.
Tuttavia, una cosa va detta: questo colpo di scena imprime all’intero spettacolo una nuova e ancora più esilarante serie di effetti comici che si protrarranno fino alla fine. E all’uscita, con il foglio di sala ancora tra le mani siamo sicuri che Feydeau ne sarebbe stato contento.

 

Visto il 03/12/2017

Angelo Callipo

Autore:

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