Acoustic Night 14: le nuove generazioni

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Miniatura

Il pittore Sergio Bianco mostra, nel quadro di scena di “Acoustic Night 14”, sedici punti di colore: ingranditi però al punto da evidenziarne caratteristiche e, soprattutto, differenze. Differenze impercettibili a distanza, che si dilatano a uno sguardo più vicino e attento, fino a diventare macroscopiche.

In questo modo l’artista getta uno sguardo su “le nuove generazioni” (di artisti e non solo), tema della quattordicesima edizione di Acoustic Night, rappresentandole come non  chiaramente distinguibili a prima vista eppure, sotto la lente d’ingrandimento, miniere di originalità.

I tre artisti che accompagnano in scena il padrone di casa Beppe Gambetta (in gran forma come di consueto, sia come chitarrista che come presentatore) confermano in pieno l’impressione di varietà suggerita dalla scenografia.

Balza all’occhio l’esuberante veemenza di Rushad Eggleston, violoncellista. Oltre a spaziare nella sua produzione da temi classici, al jazz e al folk, Eggleston esibisce tutta la sua presenza scenica liberando il proprio virtuosismo: suonerà il suo strumento non soltanto in piedi (e non seduto, come d’abitudine per i violoncellisti) ma danzando, correndo tra il pubblico e persino sorretto da una corda, sospeso sopra il palco.

A far da contraltare, la solida eleganza di Mike Witcher, che, pur esibendosi tenendo, più sobriamente, i piedi ben piantati per terra, pare tuttavia librarsi, un assolo dopo l’altro, in un ampio universo di sonorità inesplorate, guidato dal suono ora chiaro, ora fosco della sua inseparabile dobro guitar.

Infine, Aoife O'Donovan. Una voce limpida che sa distinguersi anche, forse soprattutto, in un mare di note virtuose che la circondano reclamando spazio e paiono tuttavia piegarsi, come girasoli, alla luminosità del timbro, chinando il capo all’ennesima, leggera e inaspettata, variazione di ritmo e di tono che, come chiaroscuro, arricchisce il dipinto musicale di profondità.

Il messaggio più forte di questa edizione di Acoustic Night 14 pare però essere legato non soltanto alla forza delle individualità, ma alla naturalezza con cui esse, apparentemente così distanti, si legano: i tre artisti interagiscono, duettano, esplorano in lungo e in largo l’area folk, trovando tempo anche per un imperdibile omaggio alla canzone genovese d’autore (Fabrizio De André, Pasquale Taraffo).

Forse proprio questa naturalezza nel processo di confronto, integrazione e crescita può essere al contempo la miglior fotografia e il miglior augurio, che l’Acoustic Night regala delle nuove generazioni e alle nuove generazioni. 

Visto il 08/05/2014
musicale

Informazioni principali

Autore
Beppe Gambetta
Regia
Beppe Gambetta, Federica Calvino Prina
www.damianoverda.it Genovese, classe 1985, ingegnere informatico, appassionato tanto di scrittura quanto di teatro. There’s four and twenty million doors on life’s endless corridor (ci sono milioni di porte lungo l’infinito corridoio della vita), cantavano gli Oasis. Convinto che anche giocare,...