West End: l'occidente e il tip tap secondo Chiara Frigo, in scena a Verona

La coreografa Chiara Frigo porta a Verona, al Teatro Camploy venerdì 16 dicembre, il suo "West End": riflessione dolce amara su un Occidente tra declino e rinascita, a ritmo di tip tap.
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Teatro

Va in scena il 16 dicembre, all’interno della rassegna di danza del Teatro Camploy di Verona, West End, coreografia di Chiara Frigo, che vede in scena Amy Bell, con la drammaturgia di Riccardo de Torrebruna.
Nato all’interno del progetto europeo Act Your Age, in cui Chiara Frigo esplorava il mondo dell’intrattenimento, West End è una coreografia che riunisce questa fase iniziale di ricerca - su un mondo spesso sottovalutato - a una riflessione sociale sull’Occidente.

Utilizzando uno stile di danza tradizionalmente spensierato come il tip tap, l’ipnotica performer Amy Bell racconta con ironia la parabola del personaggio che interpreta, ponendosi come obiettivo una vera prospettiva di rinascita, che richiede però un grande coraggio, proprio quando il mondo occidentale (il West, appunto) non sembra più equipaggiato per puntare alla pienezza e alla gioia…

La tenace relazione tra l’Occidente e il suo declino (West ed End, appunto, con un efficace gioco di parole che riporta alla mente il quartiere dei teatri a Londra) impone la scelta di uno sguardo, che Chiara Frigo individua nel tip tap: attraverso il suo ritmo e la sua leggerezza questa performance vuole onorare sia le ceneri sia la rinascita, su una traiettoria di citazioni, affrontando le inevitabili domande del perché ci sentiamo occidentali e facendo i conti un’aria di sconfitta da troppo tempo ormai presente. 

 

Laureata in "Storia del Teatro e della Performance Contemporanei" (e precedentemente in "Teoria e Tecniche del Giornalismo" con una tesi sul futuro della critica di danza), mi occupo soprattutto di danza e teatro, senza dimenticare il primo amore per la letteratura.