TOFRINGE 2015: La vita negli anni Novanta, ispirandosi a Tim Burton

Dario Benedetto porta in scena al Fringe di Torino, il racconto di un giovane animato dalle migliori intenzioni, che però fa solo danni. L'emblema della generazione cresciuta con i film di Tim Burton.
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Teatro

Il forcipe è una pinza che si adopera per estrarre il feto quando le cose si mettono male La maggior parte delle volte provoca danni irreversibili. Eppure il suo scopo è positivo, cerca di adempiere al suo compito con le migliori intenzioni.
Questa è la premessa indispensabile per far capire al pubblico chi è Edoardo mani di forcipe, un giovane degli anni ’90, che si è tolto la vita.
Una persona di buoni sentimenti, generosa, che però qualsiasi cosa faccia, la fa male. Questa è la sua caratteristica, ma soprattutto, il suo modo di guardare il mondo. Conosciamo Edoardo e il suo vissuto dalle parole di Dario Benedetto, che diventano il racconto di una generazione di giovani (oggi più maturi, almeno anagraficamente) cresciuti con i film di Tim Burton e le gite al mare tra coetanei.
Ricordi e nostalgia, accompagnati dalla musica, che resta l’elemento centrale di un percorso di vita che riempie di senso la narrazione e per 45 minuti cattura efficacemente l’attenzione – e la riflessione introspettiva - del pubblico che ascolta.
Una performance che ha tutte le caratteristiche dello spettacolo in divenire e sarà in replica all’Arca di Torino (via Assarotti 6) fino al 17 maggio.

Torinese, inizia a scrivere di spettacolo nel 2003 - e dal 2006 per l’allora Teatro.Org - specializzandosi progressivamente nel teatro musicale e nella prosa brillante. L’amore per il musical sboccia grazie all’incontro artistico con un altro sabaudo, Franco Travaglio, con il quale ancora oggi colla...