Teatro

Teatro Elfo Puccini, la nuova stagione 2018/2019 con oltre 60 titoli

Da Milano all’Afghanistan, la stagione teatrale 2018/’19 dell’Elfo Puccini è un percorso nell’umano contemporaneo.

Teatro Elfo Puccini di Milano
Teatro Elfo Puccini di Milano

Ben 60 titoli, tra cui si stagliano 23 produzioni fra novità, nuovi allestimenti e riprese di successi delle scorse stagioni. Il Teatro dell’Elfo di Milano presenta il programma per il 2018/19 e la locandina della nuova stagione è una stampa di Kiki Smith, artista di valenza internazionale in cui umano e poesia si mescolano all’indagine del sociale. E l’immagine che propone, dal titolo Yellow Rose, ricalca perfettamente l’apertura e il fiorire di un teatro che apre le sue porte al contemporaneo.

La Storia e l’attualità

Un contemporaneo sfaccettato, che si estende dall’Occidente fino al Medioriente e ritorno o che indaga i molteplici volti di una città come Milano, attraverso veri e propri esperimenti di drammaturgia a più voci. Si tratta di M8 – Prossima fermata Milano, che raduna quattro firme tra cui Magdalena Barile e Davide Carnevali, e del progetto Afghanistan: Il grande gioco – Enduring freedom di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, composto di due parti (proposte come spettacoli indipendenti o in successione) in cui civiltà e guerre tratteggiano un polittico che cavalca due secoli di storia, giungendo fino ai giorni nostri.


Non solo libri, ma anche la persona

La letteratura è oggetto di ribaltamento di ruoli e stereotipi nella produzione Libri da ardere, unico testo teatrale di Amélie Nothomb che Cristina Crippa mette in scena con protagonista De Capitani; non è da meno Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte che quest’ultimo e Ferdinando Bruni dirigono per la riscrittura scenica di Simon Stephens sul best seller di Mark Haddon. E siccome l’uso della parola offre infiniti spunti di riflessione ecco La lingua langue di Francesco Frongia, una lezione di lingua e linguaggio a teatro attraverso il gioco della grammatica.
Ma è soprattutto l’umano a essere portato in scena. E lo fa con le ambivalenze di dignità e denaro in Tutto quello che volevo di Cinzia Spanò, l’irriverenza del tragicomico di Carrozzeria Orfeo (Cous Cous Klan, Animali da bar e Thanks for Vaselina), e le complessità indagate da Liv Ferracchiati/The Baby Walk nella Trilogia sull’Identità: Peter Pan guarda sotto le gonne, Stabat Mater e Un eschimese in Amazzonia.


Classici e chicche

A questo si aggiungono i must dell’Elfo Puccini. Dagli shakespeariani Sogno di una notte di mezza estate di Elio De Capitani proposto con un nuovo ensamble e La Tempesta del duo Frongia-Bruni, in cui Prospero dà anima e parola a sculture e marionette con effetti musicali e sonori d’eccezione, al loro omaggio a E.A.Poe nell’inquietante e onirico Una serie di stravaganti vicende. E ancora, delle chicche: Un quaderno per l’inverno di Massimiliano Civica, per cui la scrittura di Armando Pirozzi scava nella solitudine umana, la parabola del trombettista jazz Chet Baker in Chet! con musiche originali di Paolo Fresu, e Mai Morti di Renato Sarti con un Bebo Storti nei panni di un nostalgico della Decima Mas esponente di un razzismo non ancora superato.

 

Giulia Maria Basile

  Redattore

Autore di milano...

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