Intervista a Chiara Garrasi

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Ventun anni, bionda, occhi castani. E genovese “doc”. Questo il ritratto di Chiara Garrasi, tra i solisti del corpo di ballo di “Don Bosco, il Musical”, la cui seconda stagione ha debuttato sabato 10 ottobre al Politeama Genovese in occasione dei 150 anni della fondazione dell’Ordine dei Salesiani, per la regia di Piero Castellacci e le coreografie di Claudio Meloni, protagonista Marcello Cirillo nei panni del Santo. Cresciuta allo “Studio Danza ‘91” di Cristina Romanato, formatasi nei diversi stili del classico, del modern-jazz, del contemporaneo, Chiara Garrasi si è distinta fin da ragazzina per le sue doti fisiche ed interpretative che le hanno permesso di ottenere importanti riconoscimenti come le due vittorie consecutive al concorso “Danzare per la Vita” edizioni 2001 e 2002 e l’ammissione all’audizione del maestro Béjart nel marzo 2004. Chiara, hai debuttato con la seconda stagione di “Don Bosco, Il Musical” lo scorso 10 ottobre al Politeama Genovese. Parlaci un po’ di te... Vivo a Roma da circa un anno e mezzo dove sono entrata a far parte de “Il Cerchio e il Centro”, compagnia di danza contemporanea diretta da Rossana Longo. Ho lavorato con loro in produzioni importanti come “Lo sguardo oltre” e “Mythos”. Quest’estate, inoltre, ho preso parte a “Il Grande Spettacolo dell’Acqua” per le coreografie di Giorgio Napolitano. Tu sei nata e cresciuta a Genova. Cosa prova un’artista giovane come te a salire sul palco da professionista, per di più nella propria città? E’ stata un’esperienza molto particolare. Mi ero esibita fino ad oggi in diversi concorsi e saggi, ma devo ammettere che ora è molto diverso. Se prima conoscevo le persone che assistevano in sala, oggi giro l’Italia con il pullman della compagnia, sapendo che in ogni città c’è un pubblico che paga il biglietto per vedermi ballare. Genova poi, come hai detto, è la città dove sono nata e mi sono formata come ballerina, la cosa quindi è ancora più emozionante. Una responsabilità in più rispetto al passato… Sicuramente. Nei saggi di danza e nei concorsi ti concentri sulla tua esibizione, ma quando sei in scena in un vero spettacolo non puoi non porre l’attenzione anche al messaggio che trasmetti. Intendi il tema religioso che il musical sulla figura di don Bosco tratta? Intendo soprattutto il tema educativo nei confronti delle generazioni più giovani. Don Bosco ha speso la sua vita per l’educazione dei ragazzi di strada. Mi ha stupito molto, nelle tante repliche fatte per le scuole, vedere come i giovanissimi si siano dimostrati estremamente interessati, attenti, disciplinati, nelle due ore della messa in scena. Credo che, in fondo, sentano che i giovani che don Bosco aiutava non sono poi così distanti da loro. Io stessa, a ventun anni, non sono poi tanto più grande di loro. Accennavi prima a “Il Grande Spettacolo dell’Acqua”, allestimento anche questo prestigioso e dal messaggio importante. Sì, è vero. Si tratta di un musical dedicato alla figura di San Gerardo Maiella, patrono delle mamme e dei bambini. L’incasso è stato interamente devoluto alla Fondazione “Insieme per…” che si occupa di importanti progetti umanitari anche a livello internazionale. Torniamo alla tua passione per la danza. Avremo presto una Chiara Garrasi artista a 360° in grado di ballare, cantare e recitare, magari protagonista sul palco di un “one woman show”? Non è il mio sogno al momento. Il musical è una grande scuola perché ti permette di assimilare i giusti tempi di interazione sul palco tra ballerini, attori, cantanti. La mia vera aspirazione, però, rimane il balletto. La realizzazione piena quindi è…. Girare il mondo ballando, ballando, e ancora ballando. Una recente audizione mi ha permesso di ricevere una borsa di studio dal coreografo Mvula Sungani, direttore della famosa compagnia CRDL con cui è attualmente in tournée, ad esempio, Raffaele Paganini. Così ora sto studiando quotidianamente con lui. Il tuo immediato futuro? Questo secondo anno di “Don Bosco, il Musical” che ha appena ricominciato dopo le trenta repliche dell’anno scorso. Mi aspetta però anche la ripresa di “Mythos”, di Rossana Longo. Debutteremo il 27 ottobre a Roma al Teatro Greco e, sempre nella capitale, il 17 novembre al Teatro Italia. Fonte: Maria Giulia Grondona
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