Giove a Pompei... in scena a Pompei

A quasi cento anni dalla prima, l'operetta semisconoscosiuta di Umberto Giordano rivede la luce. Ambientata all'epoca dell'eruzione del Vesuvio, nel 79 d.C., è stata messa in scena proprio nel Teatro Grande di Pompei.
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Teatro

Chissà se Umberto Giordano avrebbe mai immaginato che la sua opera un giorno sarebbe stata allestita proprio all’ombra del Vesuvio, dove è ambientata.

E’ successo martedì 18 luglio: Giove a Pompei, l’opera  scritta da Giordano a quattro mani con Franchetti su libretto di Illica e del grecista Ettore Romagnoli, rappresentata per la prima e unica volta nel 1921, è andata in scena al Teatro Grande di Pompei, quello realmente sepolto dalla lava, come racconta la stessa vicenda. Una sorta di metateatro, un omaggio che più omaggio non potrebbe essere. Le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita del grande musicista foggiano assumono così il carattere della memorabilità.

Organizzata dalla Città di Foggia e dal Teatro Umberto Giordano, in collaborazione con il Conservatorio “Umberto Giordano”, l’Accademia di Belle Arti, l’Università e le fondazioni cittadine, la rappresentazione ha avuto il sostegno di MIBACT, Regione Puglia, ‘Pompei Parco Archeologico’, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.A dirigere l’Orchestra del Conservatorio Gianna Fratta, mentre la direzione del Coro Lirico Pugliese è stata affidata ad Agostino Ruscillo,  per la regia di Cristian Biasci.

Uno spettacolo che ha l’intento di restituire la musica lirica e la cultura classica, seppure in chiave dichiaratamente ironica e satirica, a un pubblico più vasto, prevalentemente giovanile, valorizzando una storia che è in un certo senso metafora delle opportunità ma anche dei rischi della cultura meridionale. La storia racconta infatti di come gli uomini abbiano fatto adirare gli dei, sotterrando oggetti sacri fingendo che siano antichi, per destinarli al commercio. Giove per punirli scatena l’eruzione del Vesuvio e concede loro del tempo per salvarsi. Ma affascinati dal terribile spettacolo della natura, restano a guardarlo e muoiono tutti sepolti dalla lava. Finale amaro e attualissimo.

Giove a Pompei è andato in scena in prima nazionale a Foggia, lo scorso maggio. L’opera ha rivisto la luce dopo quasi un secolo dalla sua stesura. Le parti orchestrali andarono perdute dopo la prima (5 luglio 1921, a Roma) a causa di un incendio a Casa Ricordi. Tirata fuori, è proprio il caso di dirlo, dal cassetto, è pronta a calcare le scene di tutti i teatri italiani a dimostrazione di come un testo possa superare indenne decenni di polvere e avere ancora tanto da raccontare.