Teatro

L’addio di Soleri alle avventure di Arlecchino

L’Arlecchino di Strehler e i suoi storici interpreti, per l’ultimo passaggio di testimone da Soleri a Bonavera

Ferruccio Soleri in "Arlecchino"
Ferruccio Soleri in "Arlecchino"

Nel 1947, anno in cui veniva fondato a Milano il Piccolo Teatro, Giorgio Strehler decise di inserire in stagione ”Arlecchino servitore di due padroni”. Non poteva neanche lontanamente immaginare quale sarebbe stato il successo di questo spettacolo, che ad oggi conta più di 2200 repliche in tutto il mondo per una decina di riedizioni.

Nel 1947 era Marcello Moretti a interpretare Arlecchino. Nel 1963 il ruolo passava a Ferruccio Soleri, che da allora ha indossato la maschera del servitore. Solo quest’anno Soleri ha passato il testimone a Enrico Bonavera, un altro straordinario interprete di questa commedia.


Correva l’anno 1947

Strehler, Grassi e Nina Vinchi danno inizio al viaggio del Piccolo Teatro di Milano. A luglio debutta ”Arlecchino servitore di due padroni”, su cui neanche il regista avrebbe scommesso, tanto da inserirlo in cartellone come uno spettacolo “tappa buchi”, appena prima dell’estate. Il pubblico però è entusiasta e lo spettacolo non può fare a meno di tornare nelle stagioni successive. Comincia presto anche a girare per il mondo, dalla Francia alla Russia, con Marcello Moretti sempre dietro la maschera di Arlecchino. Negli anni lavorano al suo fianco altri attori del calibro di Franco Parenti e Giulia Lazzarini.



Ferruccio Soleri in "Arlecchino"


Nel frattempo Giorgio Strehler al Piccolo infila un successo dietro l’altro, affronta Shakespeare, Čecov e addirittura Brecht. È però Arlecchino il suo biglietto da visita a livello mondiale, per acclamazione di pubblico più che per sua volontà. Avviene così un fatto straordinario: l’Arlecchino acquista una vita propria, diventando anche una vera e propria bottega, dove giovani attori si confrontano con i maestri; dove nascono grandi collaborazioni, come quello con la famiglia Sartori, la famiglia di scultori che ha creato i modelli delle maschere.

Quando lo spettacolo sopravvive al suo regista

Arlecchino ha finito per sopravvivere al suo regista, e da quando Strehler è mancato nel 1997, Ferruccio Soleri si è occupato di mantenere viva e fresca la commedia. La sua dedizione è stata sconfinata, come hanno testimoniato l’affetto e la commozione con cui è stato salutato domenica 13 maggio, giorno della sua ultima apparizione sul palcoscenico come Arlecchino.



Ferruccio Soleri nella sua ultima rappresentazione (foto Piccolo Teatro Milano)


Si è trattato di una replica unica, diversa dalle altre 2200: nel finale erano due gli arlecchini a scappare in giro per la platea, e due sono stati gli arlecchini che a fine spettacolo si sono tolti la maschera per gli applausi finali. Ferruccio Soleri a 88 anni ha così salutato la maschera con cui è entrato a far parte della grande tradizione teatrale italiana. Enrico Bonavera raccoglie la sua eredità, avendo già ampiamente dimostrato di esserne all’altezza.

 

Claudia Grassi

  Redattore

Studi universitari: Lingue e Letterature straniere all'Università Cattolica del Sacro Cuore, secondo anno di corso | Formazione artistica: corsi...

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