UNISONIC - Unisonic - Ear Music - 2012

Massimo
Agliardi
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Musica

Per molti, questo è “l’album evento” del 2012; un album e soprattutto un ritorno, (quello di Hansen e Kiske insieme) che era sulla bocca di tutti già da tempo. Due dei nomi più famosi della scena heavy mondiale, tornano uniti ventitre anni dopo quel “Keeper Of Seventh Keys Part 2” e la magia amici miei, è immutata e anzi la qualità di questi Unisonic, non è un solo progetto tanto per divertirsi ma una vera e propria band dove compaiono tra gli altri, Dennis Ward, (Pink Cream 69, Place Vendome ecc..) Kosta Zafiriou, (Pink Cream 69) Mandy Meyer (Gotthard, Asia) a formare un team affiatato e musicalmente, di altissima qualità.


“Unisonic” apre l’album e come avevamo già sentito sul singolo del mese scorso, il brano è un classico heavy up tempo sulla scia dei Gamma Ray di “No World Order”, con inserti alla Helloween di “Pink Bubbles” supportato da un Kiske, subito su livelli incredibili e una band che gira tutta attorno a un riff di Hansen, davvero ispirato (nulla a che vedere, con le opache ultime produzioni dei suoi Gamma Ray..); un piccolo classico e cosi’ la festa prosegue con “Souls Alive”, un mix perfetto tra Helloween e Place Vendome, con tutta la carica hard rock cara a Dennis Ward, mixata con un Kiske autore di una prova maiuscola. Il cantante tedesco non ha perso una sola virgola in tutti questi anni e anzi, la sua voce si è fatta ancora più calda e pastosa, capace di toccare qualunque tipo di tonalità. Hansen e Meyer formano una coppia affiatata e di grande musicalità e su “Never Too Late”, sembra di tornare ai tempi di “Heading For Tomorrow”, il tutto vitalizzato da un cantato semplicemente perfetto e un Dennis a i cori che, insieme ad Hansen, sigilla un brano che diventerà un super classico nel tempo, al pari delle varie “I Want Out” o “Heaven Can Wait”. Un must.
 

Melodie hard rock melodiche su “I’Ve Tried”, per un brano con un Kiske su livelli solo a lui permessi e un coro perfetto, per incendiare le folle, il tutto ancora una volta sigillato da una band davvero in stato di grazia e che pesca a piene mani nel repertorio dei Pink Cream 69; incedere epico per “Star Rider” (e secondo me qualcuno di voi, ritroverà qualcosa di “Instant Clarity”, primo album solista di Kske..) mentre “Never Change Me”, vince la palma del “pezzone” del disco; siamo di fronte a un brano che mischia tutto il meglio dell’hard rock melodic,o con un coro stellare, (made in Place Vendome) un Kiske superbo e una band, che regala emozioni a non finire soprattutto le chitarre di Hansen e Mayer, davvero ispirate. E’ incredibile notare come la vena creativa di Hansen sia tornata a livelli davvero strepitosi (sarà il ritrovato sodalizio con Kiske? Mah…) fatto stà, che ci ritroveremo a cantare a lungo il coro di “Never Change Me”, ve lo assicuro (e il Gods Of Metal si avvicina…). Pelle d’oca.
 

Atmosfere settantiane per “Over The Rainbow”, pachidermico mid tempo, che richiama alcune cose ancora del Kiske solista il tutto, amalgamato con una performance del vocalist davvero stellare e un Hansen ispiratissimo, a creare un caleidoscopio musicale intenso ed emozionante; si torna sui territori hard rock con “Renegade”, altra chicca di matrice Dennis Ward con un coro travolgente e di facile presa (dai rimandi vagamente ai Ten) cosi’ come la più intricata ma sempre melodica “My Sanctuary”, ennesima prova corale di un Kiske superlativo e di una band di veri maestri. La corsa al podio sembra inarrestabile per questo debutto e “King For A Day”, lascerà senza parole più di un fans, con quel suo incedere marziale che ricorda non poco “Eye Of the Tiger”, per un brano che scorre sulle ali di un Kiske semplicemente incontenibile; bellissima la parte centrale con un cambio di tempo, di chiara scuola Helloween/Gamma Ray, che stamperà un sorriso enorme sui visi di mezzo mondo metal. Si avvicina il tanto temuto finale ma tenetevi forte, perché c’è ancora tempo per “We Rise”, un hard rock robusto e a tratti cadenzato, che trova il suo picco in coro tra i più belli del cd, dai vaghi rimandi agli Angra d’annata e ai Gamma Ray degli inizi il tutto, con una sezione ritmica Ward/Zafiriou strepitosa e pulsante come un cuore d’acciaio. Un altro must assoluto, credetemi.
 

Spetta alle malinconiche e commoventi note di “No One Ever Sees Me” (un brano, uscito dalla penna di Kiske e perfetto per uno qualsiasi dei suoi album solisti) chiudere in maniera sublime, un album che rimarrà a lungo negli annali del rock e del metal mondiale; il “re” è tornato, con un gruppo di cavalieri senza macchia e senza paura di primissimo ordine. Unisonic…una band  che sarà da oggi in poi, sulle labbra di tutti. TOP ALBUM.

MOMENTO D’ESTASI:   ardua la scelta…a botta calda direi “Never Change Me” “We Rise” e “No One Ever Sees Mer” ma la potenza di “Unisonic” per quanto ruffiana e power è pura gioia per le nostre orecchie!
COLPO DI SONNO:   non pervenuto…Capolavoro assoluto..e un Kiske favoloso…

Massimo
Agliardi