ROYAL HUNT - Show Me How To Live - Frontiers Rec. 2011

Massimo
Agliardi
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Musica

Enormi aspettative hanno accompagnato l'uscita dell'undicesimo album in studio dei Royal Hunt, soprattutto a seguito delle notizie legate al ritorno nella band del singer americano DC Cooper a ben 15 anni di distanza dall'uscita di Paradox, disco indimenticato della band danese che ha segnato i cuori di tutti gli amanti di sonorita' pomp e neoclassiche negli anni Novanta con grandissimi lavori come Clown In The Mirror, lo straordinario Moving Target e, appunto, Paradox. Quindici anni segnati da line up instabili, dall'alternarsi di due buoni vocalists come John West prima e Mark Boals poi, e da uscite discografiche incredibilmente scostanti, spaziando da album di buona qualita' come Fear, The Mission e Collision Course a dischi di dubbia qualita' e scarsa ispirazione come Eyewitness e il recente X. L'ascolto dei sette brani del nuovo Show Me How To Live e' un'esperienza che riporta direttamente e magicamente alle sonorita' di Moving Target e Paradox, ritrovando una band al top della forma saldamente fondata sull'estro tastieristico e compositivo di Andre Andresen e sulla straordinaria dote interpretativa di DC Cooper, a sua volta parzialmente smarrito in svariati progetti non sempre convincenti dopo l'abbandono dai Royal Hunt.

Il dubbio che il ricongiungimento tra Andersen e DC fosse studiato a tavolino e frutto di una trovata commerciale viene immediatamente spazzato via gia' dopo i primi secondi dell'opener One More Day, pomp hard rock neoclassico che ci riporta dritto alle sonorita' di Last Goodbye e di Moving Target, seguita a ruota dalla straordinaria Another Man Down, brano dal chorus estremamente catchy impreziosito da backing vocals perfette ad opera di Kenny Lubcke (Narita) e dalle brave e belle Maria McTurk, Alexandra Popova e Michelle Raitzin, che raccoglie il testimone di capolavori del passato quali 1348 e Wasted Time. Ottima fluidita' di esecuzione anche in un brani piu' tirati come la successiva An Empty Shell, in cui si ritagliano un meritato spazio anche il bravo Jonas Larsen alla sei corde e l'affiatata sezione ritmica composta da Andreas Passmark al basso e dall'esperto Allan Sorensen alla batteria. Tuttavia la massima espressione delle potenzialita' dei Royal Hunt targati 2012 e' indubbiamente raggiunta negli episodi maggiormente melodici, sinfonici intrisi di feeling quali Hard Rain's Coming, caratterizzata da passaggi vocali teatrali e chorus avvolgenti, e nei dieci minuti della fantastica titletrack che rappresenta un vero manifesto di hard rock melodico carico di parti tastieristiche e inserti sinfonici. Da brividi.

Chapeau alla vena ispiratissima di Andersen e al grandioso ritorno in pista di DC Cooper, ora non resta che poterli riammirare insieme dal vivo. Disco assolutamente fantastico, Royal Hunt are really back!!! TOP ALBUM!

recensione a cura di Michael Rosenberg

Massimo
Agliardi