RIOT - Immortal Soul - Spv/Audioglobe - 2011

Massimo
Agliardi
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Musica

Cinque anni sono passati, dal sensazionale "Army Of One" e di cose ne sono successe davvero parecchie, in casa Riot; nel 2009, un tour con la formazione storica di "Thudersteel" (per chi scrive, uno dei Top Album di sempre in campo speed hevay classico) e un'apparizione al grande Sweden Rock Festival, che avevva lasciato il segno, poi l'oblio. Notizie di un Tony Moore, con gravi problemi personali e di salute, e un album, che rimaneva nel limbo, sempre con la storica formazione di "Thudersteel; quando tutto sembrava perso per sempre, ecco qui un contratto fresco fresco con la solida Spv Records e un album questo "Immortal Soul" ,che riporta i Riot indietro nel tempo di vent'anni ma che sà guardare al futuro, il tutto con una,prestazione della band, sbalorditiva.

Mark Reale, Mike Flyntz, Ron Vanstavern, Bobby Jarzombek e Tony Moore ovvero, un macigno sonoro che non lascia scampo; "Riot" (mai canzone più autocelebrativa) irrompe come una furia nelle nostre orecchie e subito, siamo annichiliti dal muro di potenza che sprigiona la batteria di Jarzombek (inumano davvero, in certi passaggi..) e soprattutto, la ritrovata voce di Moore, vero cavallo di razza anche sulla melodica e molto catchy "Still Your Man" (che rimanda nel testo, alla storica "Johnny's Back", apparsa su "Thundesteel"). Dopo solo due pezzi sono completamente rapito da questi Riot, ultra vitaminizzati e una leggera "pausa" slow, con la pachidermica "Crawling", ci vuole proprio per ricaricare le orecchie, prima che la violenza melodica di "Wings Are For ANgles" ci riporti in territori power/speed di ottima fattura e con la coppia Reale/Flyntz, a macinare soli incociati da favola; un cd che scorre via in maniera pazzesca, senza un calo, senza un punto morto ma con uno spaccato del meglio dei Riot, basti pensare a "Sins Of The Father" o la strumentale "Majestica" prima che la title track "Immortal Soul", metta in luce le mille sfaccettaure della voce di Moore, mai come al giorno d'oggi, cosi' versatile tra acuti impossibili e parti più profonde, in perfetto stile Maiden.

Ancora grande speed metal con "Insanity" mentre per "Whiskey Man", il sound si fà più settantiano con sterzate hard rock e certi rimandi ai Motorhead d'annata; finale in pompa magna con "Believe" e la bellissima "Echoes" che chide un signor TOP ALBUM per i Riot; ragazzi ,qui non si scherza e state pronti a ritrovare quest'album nelle liste dei Top di questo 2011 e perchè no..di sempre...u yeah...Riot are back!

MOMENTO D'ESTASI:   i tre volti di quest'album: "Riot" "Still Your Man" e "Echoes"

COLPO DI SONNO:  only true metal!

 

Massimo
Agliardi