Oz - Burning Leather - AFM Records - 2011

Giuseppe
Moretti
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Musica

Cult band scandinava in epoca NWOBHM, autrice di un metal che più classico non si può. Sono gli Oz, e hanno deciso di tornare sulle scene. Dopo un divorzio durato vent'anni spaccati, le seconde nozze col genere metal si celebrano con “Burning Leather”. E come in tutti i matrimoni che si rispettino, gli Oz portano in dote cose vecchie e nuove.

Provengono da epoche remote titolo e artwork dell’album, il trio classico Ape De Martini (voce), Jay C. Blade (basso) e Mark Ruffneck (batteria) e hit storiche riregistrate come “Third Warning” e “Total Metal” (da “III Warning”), "Turn The Cross Upside Down" dall’ep omonimo e soprattutto “Fire In The Brain”, “Searchlights” e “Gambler” dall’album di maggior successo dei finnici, “Fire In The Brain”.

Di nuovo, nella line up, troviamo innestati due chitarristi, Michel Santunione  e John Berg. Nella tracklist, invece, pezzi trascinanti come il dinamitardo singolone “Dominator” e “Enter Stadium”, che farà fischiare le orecchie ai Kiss.

Il target dell’operazione non sfugge al binomio vecchio/nuovo. Secondo le intenzioni espresse dalla band le giovani leve potranno conoscere cavalli di battaglia finora sconosciuti, mentre i supporter di lungo corso avranno rivisitazioni da valutare e materiale fresco da assaporare. Per gli Oz non sarà tuttavia facile riconquistare il terreno perduto. Nonostante la discreta qualità, al di là delle dichiarazioni il materiale proposto risulta nostalgico e destinato ai nostalgici, senza accezioni negative. E’ old school, trasuda passione per gli Eighties, evoca numi tutelari del genere quali Saxon, Accept, Raven. Pare dunque difficile che possa attecchire nell’Ipod Generation.

Attendendo un lavoro di soli inediti, per capire se scherzano o fanno sul serio, “Burning Leather” come (nuovo) punto di partenza ha comunque il suo senso.

Giuseppe
Moretti