Natalie Imbruglia - Come to life - 2009 - Universal

Fabio
Fiume
Miniatura
Musica
Torna con un nuovo lavoro molto annunciato prima della pubblicazione Natalie Imbruglia, vedette australiana non sempre all'altezza delle previsioni e delle spese intraprese per le sue promozioni. Anche adesso, per dirla tutta, il nuovo album "Come to life" che già dal titolo voleva sembrare come benaugurante vento di cambiamento, ripiega invece su se stesso, presentando la solita formula di sempre, ovvero, un singolo dall'appeal immediato e non troppo banale, una manciata di brani carini, nessuno dei quali adatti a farne pero' da seguito, e l'immancabile serie di riempitivi senza infamia e senza lode. L'impressione generale è che Natalie sia sostanzialmente una cantante da single, cosa questa che negli anni attuali non torna utile alla sua carriera...giacchè singoli non se ne vendono. Ci si chiede se quindi l'indovinato pezzo promozionale "Want" scritta in coppia con Chris Martin leader dei Coldplay sia sufficiente all'acquisto di un album intero; Il brano oltretutto per arrangiamento, ricorda moltissimo lo stile degli scozzesi Texas di Sharleen Spiteri che circa dieci anni fa impazzavano nelle classifiche pop. Eppure il disco è ben suonato ed in più di un'occasione da l'impressione di volersi distaccare dal pop dalle mille bollicine per approdare su di un territorio rock che pero' alla voce della nostra poco si addice come nel caso di "My God" a cui spetta l'arduo compito di aprire il disco. I risultati migliorano quando la Imbruglia si "imbroglia" nella ballads come "Scars" in cui la sua voce sognante e trasognata riesce a render l'idea della snervante attesa del "ho bisogno di saper se stai tornando con me" oppure in "All the roses" dove è facilissimo immaginarla con i suoi occhioni blu e le labbra carnose bramare un miscuglio di sensazioni dal suo lui, dal bisogno di sentire la sua voce sospirare, o la sua presenza che le scaccia i fantasmi del passato. Natalie quindi ancora imprigionata nel labirinto degli specchi, in cui ogni tanto par trovare la strada dell'uscita, fino a finire col muso contro un altro specchio, che pero' guarda caso riflette sempre se stessa...e gli stessi errori! Piuttosto mediocre
Fabio
Fiume