La forza delle 5 Note (Oblique)

Luigi
Lioce
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Musica

Al telefono, per email, davanti a una birra o a un caffè. E perfino di corsa all'uscita da un ristorante. Le modalità d'intervista possono essere le più svariate e, a volte, anche surreali. Infatti, non capita spesso di fare domande addossati alla macchinetta sputa spuntini ipercalorici di un liceo classico pugliese, tra l'ora di matematica e quella di greco. A far partire il tempo per l'intevista con il cantante della band emergente pop-rock de “Le Note Oblique”, freschi di ep, non è il pr sbrigativo di turno ma la tanto amata quanto odiata campanella.
Giulio Ondretti ha ricci scomposti, occhi verdi e un sorriso vivace, e come quasi tutti i componenti della band è nato nel 1993, in una Italia in cui “Non è la Rai” era al declino e l'avventura politica di Berlusconi agli esordi.

Chi sono LeNoteOblique?
Siamo Giulio, Marco, Ciro, Marco e Gianni, cinque ragazzi di Lucera, in provincia di Foggia, che hanno deciso di suonare assieme. E lavorare sodo per arrivare a incidere il loro punto di partenza: l'ep “Essenza”.

Qual è la vostra cifra distintiva?
Credo la diversità, siamo tutti adolescenti ma con background musicali differenti che vanno dal pop rock inglese al metal, dal repertorio di band italiane di grande talento come Negramaro e Negrita fino alla musica classica: Marco Pugliese, il tastierista del gruppo, frequenta il conservatorio. Lui è il nostro enfant prodige, classe 1996!

Cosa raccontano i vostri brani?
I nostri testi, scritti da me e musicati dal chitarrista del gruppo Marco Bozzo, parlano di passione, quella adolescenziale ha la stessa dignità sentimentale se non più forte di quella provata durante qualsiasi momento della vita, di entusiasmo ma anche di delusioni. Di quello che stiamo imparando dalla vita, insomma.

Da poco avete caricato su Youtube il videoclip di “Essenza”, girato dal reegista Luca Nestola. Come è leggere che è stato visualizzato 10.000 volte?
E' stato un sogno girarlo e siamo felici che piaccia così tanto.
Ci ha provocato la gioia senza paragoni dell'esordio. Battitti e brividi che spero ci accompagnino sempre.

Giulio deve tornare in aula, ci diamo appuntamento alla prossima intervista:
nei corridoi di una non precisata Università italiana, per ascoltare in cosa questa essenza ha preso forma.

Luigi
Lioce