KASABIAN - Velociraptor! - RCA, Columbia - 2011

Valentino
Bonetti
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Musica

Velociraptor!, quarto disco in studio dei Kasabian, è senza ombra di dubbio uno dei dischi migliori di questo 2011. La band originaria del Leicestershire continua il processo di maturazione e pare ormai aver strappato agli Arctic Monkeys lo scettro di miglior band indie-rock del panorama musicale britannico (entrambe hanno già quattro dischi all’attivo) come già si era notato in occasione dell’I-DAY Festival di Bologna il 3 settembre scorso quando i Kasabian avevano letteralmente rubato la scena alla band di Alex Turner, headliner della serata.
Il disco si apre con Let’s Roll Like We Used To, dedicata da Sergio Pizzorno, compositore del gruppo, al cantante Tom Meighan e ricorda nella linea melodica Part of the Queue (brano di Don’t Believe the Truth) degli Oasis. Segue Days Are Forgotten, il singolo in rotazione in questo momento, caratterizzato da un sound ormai marchio di fabbrica dei Kasabian. Il terzo brano, Goodbye Kiss, è la vera perla del disco e potrebbe essere il prossimo singolo da classifica trattandosi di una ballata acustica con tanto di quartetto d'archi. La Fée Verte (chiamata in origine The Green Fairy) era già stata utilizzata nella colonna sonora del film London Boulevard e ricorda i Beatles di Sergent Pepper. Dopo le atmosfere rilassate dei due brani precedenti con la traccia che da il titolo al disco i Kasabian tornano a ritmi più sostenuti prima di proporre il sound orientaleggiante di Acid Turkish Bath (Shelter from the Storm). I Hear Voices ha sonorità anni ’80 mentre Re-Wired è stato scelto come miglior brano da scaricare questo mese dalla rivista "Q". Con Man of Simple Pleasures si torna alla melodia prima dell’urlo e dell'energia del primo singolo Switchblade Smiles. Il disco si chiude con le atmosfere sognanti di Neon Noon. In definitiva Velociraptor! è un disco nel quale vi sono numerose influenze (The Beatles, Oasis, The Verve, The Strokes e gli stessi Arctic Monkeys in alcuni passaggi) e che alterna brani melodici ad altri nei quali è l’elettronica a farla da padrona sfruttando una contaminazione tra i generi musicali che ormai è il marchio di fabbrica di questa band. Se proprio si vuole trovare un difetto a questo disco diciamo che la qualità delle canzoni sfuma leggermente nella seconda parte.
Da avere assolutamente.

Repeat: Days Are Forgotten, Goodbye Kiss, Re-Wired
Skip: Man of Simple Pleasure

Tracklist:

1. Let’s Roll Like We Used To
2. Days Are Forgotten
3. Goodbye Kiss
4. La Fée Verte
5. Velociraptor
6. Acid Turkish Bath (Shelter from the Storm)
7. I Hear Voices
8. Re-wired
9. Man of Simple Pleasures
10. Switchblade Smiles
11. Neon Noon

Valentino
Bonetti