Kasabian @ Gran Teatro Geox, Padova (25/02/2012): recensione

Valentino
Bonetti
Miniatura
Musica

I Kasabian dal vivo sono una bella sorpresa, anzi una conferma. In un Gran Teatro Geox tutto esaurito Sergio Pizzorno (compositore, chitarra e seconda voce), Tom Meighan (voce) e soci fanno saltare tutto l’eterogeneo pubblico presente snocciolando ad uno ad uno i loro principali successi. Giunti ormai al quarto disco (il fortunatissimo Velociraptor!) la band di Leicester può ormai contare su una nutrita schiera di fan e su un buon numero di singoli di successo tant’è che la maggior parte dei brani sono cantati a gran voce da tutti i presenti. La band tarda di mezz’ora l’ingresso sul palco ma l’attesa è ripagata dal trittico di brani ai quali è affidata l’apertura del concerto: partenza col botto con Days are Forgotten, singolo in alta rotazione sulle radio italiane, seguito dalla roboante Shoot the Runner per poi passare ad un altro colpo di cannone, ovvero Velociraptor! Seguono due singoli tratti da West Ryder Pauper Lunatic Asylum ( le apprezzate Underdog e Where Did All the Love Go?) prima di I.D. e Take Aim (altro brano tratto dal terzo disco della band preceduto dal saluto in eccellente italiano di Sergio Pizzorno, che la esegue egregiamente). Il ritorno di Tom Meighan (giacca di jeans e sneaker bianche) coincide con una ulteriore scarica di adrenalina grazie all’esecuzione in sequenza di Club Foot, Re-Wired e la monumentale Empire sulle cui note il Gran Teatro Geox rischia di crollare tant’è l’entusiasmo e la partecipazione dei presenti. Giusto il tempo di abbassare il ritmo con Man of Simple Pleasures ed ecco arrivare la tiratissima Fast Fuse prima che Tom Meighan (frontman che dimostra di essere un autentico animale da palcoscenico) conquisti tutti con un’appassionata esecuzione della malinconica Goodbye Kiss. Il tempo di mettere da parte gli accendini (o meglio gli smartphone) ed ecco arrivare L.S.F. (Lost Souls Forever), primo grande successo della band (tratto dal disco di debutto, datato 2004) ed ultimo brano in scaletta prima dei bis. Finale trascinato con tutti il pubblico a ripeterne all’infinito il refrain e Sergio Pizzorno a salutare compiaciuto i ragazzi delle prime file mentre tutta la band abbandona il palco. Fine della festa? Nemmeno per sogno perché giusto un minuto più tardi l’ipnotico avvio di Swithchblade Smiles segna il ritorno della band sul palco per tre bis che mandano letteralmente il pubblico in visibilio. Il brano suddetto e Vlad the Impaler fanno saltare tutti ancora una volta prima che il concerto si chiuda con un altro pezzo da novanta della band: è Fire, eseguita in una versione a dir poco spettacolare, a chiudere il concerto prima che la band si congedi da un pubblico completamente conquistato. Due sole le note dolenti: l’assenza dalla scaletta della squisita La Fée Verte e l’acustica non perfetta del Gran Teatro Geox ma, a parte queste sottigliezze, i Kasabian hanno dimostrato di avere brani e carisma per meritare un posto di rilievo nel rock internazionale.

Valentino
Bonetti