JEFF SCOTT SOTO - Damage Control - Frontiers Records - 2012

Massimo
Agliardi
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Musica

Sono veramente pochissimi gli interpreti dotati di quel mix di talento, professionalità, costanza, versatilità e prolificità senza mai cadere nel banale, capaci di marchiare con la propria personale timbrica diversi generi musicali. Stiamo parlando non solo di grandi cantanti ma di artisti di assoluto spessore. Mi viene subito in mente il grande Glenn Hughes capace di attraversare trent'anni di storia della musica con grande creatività e capacità di spaziare con disinvoltura e maestria tra hard rock, aor, blues, soul, e funky. Un altro nome che sicuramente balza in modo spontaneo nelle menti di tutti gli ascoltatori della musica rock ad ampio raggio e che senz'altro incarna le suddette doti di versatilità e mai banale prolificità è quello di Jeff Scott Soto. "Giovane ragazzo" quarantaseienne nato a Brooklyn e di origini portoricane, JSS ci delizia sin dai primi anni Ottanta, periodo in cui si affacciò sui palcoscenici internazionali come primo vocalist di Malmsteen, con collaborazioni di altissimo livello ed uscite discografiche a ritmo incessante e mai deludenti. Culmine di prolificità probabilmente
toccato nel corso degli anni Novanta quando era frequente trovare JSS frontman di addirittura due/tre album all'anno dalla qualità sempre altissim, si pensi alle svariate collaborazioni di successo con Talisman, Takara, Human Clay, Eyes, Humanimal, Lita Ford, Axel Rudi Pell, tanto per citare i casi di maggior successo, ma mai passato di moda nè ridimensionato, come testimoniato anche dalle ultimissime uscite della nuova aor sensation targata WET.

Una personalità totalmente versatile e capace di toccare negli ultimi anni palcoscenici di assoluta caratura mondiale anche in sede live con i Journey (fu anche a un passo a entrare in pianta stabile anche in studio sopo l'uscita di Steve Augeri), e con i progetti musical Trans Siberian Orchestra e Queen - We Will Rock You. Nelle poche pause tra queste innumerevoli e frenetiche collaborazioni JSS ha sempre preferito dedicarsi alla carriera solista anzichè prendersi qualche attimo di vacanza, ed ecco dunque arrivare puntuale Damage Control,
quarto solo album in studio dedicato alla memoria del purtroppo prematuramente scomparso Marcel Jacob, storico bassista e mente dei Talisman e compagno di tante avventure musicali. Fatta la dovuta premessa a una carriera sfaccettata e scintillante, concentriamoci ora sul contenuto di quello che è senz'altro un grande disco, incentrato di sonorità hard rock e aor sulla scia delle prime due uscite soliste e più distante dalle sperimentazioni più in chiave soul e funky del pur  precedente Beautiful Mess.

Quattordici brani che scorrono in modo fluido e frizzante, con melodie di facile presa come "Look Inside Your
Heart",
scrita a quattro mani con Joel Hoekstra (Night Ranger), "If I Never Never Let" Go" e "Elena", scritte con un Jamie Borger che picchia duro alla batteria in diversi brani dell'album dal sapore tipicamente Treat, Talisman e WET, o le pimpanti e adrenalitiche "Krazy World" e "How To Love Again", quest'ultima doptata di un refrain assolutamente contagioso. Non manca ovviamente una grande ballad dal nome "BonaFide" dai richiami soul e orchestrali come JSS sa sapientemente sfornare (per l'occasione in versione polistrumentista) e dal notevole potenziale commerciale. In conclusione ancora una volta grande Jeff Scott Soto, anche stavolta hai fatto centro e ci hai regalato una nuova gemma di hard rock melodico che arricchisce ulteriormente una stellare e variopinta carriera.

Recensione a cura di Michael Rosenberg

Massimo
Agliardi