DRAGONFORCE - The Power Within - Electric Generation Record - 2012

Massimo
Agliardi
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Musica

Erano attesi al varco i Dragonforce del chitarrista e mastermind della band Herman Li; un cambio importantissimo in formazione l’abbandono dello storico vocalist Zp Theart e l’innesto del bravissimo e dotato Marc Hudson un vero portento e basta ascoltare la furia dell’opener del nuovo “The Power Within” per rendersene conto. L’album parte in quarta con la veloce e melodica “Holding On” ovvero il biglietto da vistita perfetto peri Dragionforce un brano iper veloce detatto dalle chitarre e dalla batteria al fulmicotone il tutto supporatto dal bravo Marc autore di una prova superba cosi’ come nella sempre ritmata e veloce “Fallen World” guidata da un drumming forsennato di Dave Machintosh una vera macchina da guerra.


SI stempera la velocità ma abbonda la dose di epicità con la corale e molto alla Hammerfall/Gamma Ray “Cry Thunder” un inno heavy che vince subito grazie  a delle chitarre ruffiane e sempre in primo piano e un Marc Hudson che rispetto al suo predecessore si ritrova molto in variazioni di tonalità varie e mai solo su alti ma capace di dosare al punto giusto la sua voce al servizio della melodia della canzone. Un vero colpaccio per i Dragonforce. Rispetto ai lavori precedenti sembra che la band abbia trovato una giusta misura tra soli iper veloci melodie zuccherose e ottimi arrangiamenti senza cadere nel “copia di se stessi” con risultati davvero notevoli basta pensare a “Wings Of Liberty” che mostra oltre a un coro power degli stacchi cadenzati di ottima fattura sinfonici e con Herman Li che esplora territori rock/prog il tutto con una tastiera mai come in questo nuovo album ben amalgamata alla band e capace di disegnare splendide melodie. Altra menzione d’onore un abbassamento medio della durata dei brani (in passato davvero prolissi tutti sui sette otto minuti..) il che rende più fluido l’ascolto; e allora godiamoci la molto hard rock “Seasons” altra chicca di questo  lavoro prima che la velocità di “Heart Of The Storm” torni prepotente seguita da “Die By The Swords” enesimo esempio di power melodico alla Dragonforce.


Epilogo con la bellissima e di diritto, uno dei brani più belli di sempre dei Dragonforce “Last Man Stands”, l’esempio del brano perfetto per Herman Li e soci; un power melodico corale e strutturato tra coro e pre-coro in maniera davvero azzeccata il tutto, con una band in stato di grazia e ancora una volta un Marc Hudson, vero cantante di razza e degno erede del caro Zp; un ritorno entusiasmante e, senza aver cambiato le carte in tavola, i Dragonforce hanno confezionato un album che personalemnte, metto a fianco dei loro primi due lavori, per freschezza di idee e originalità. Bravi davvero: appuntamento a fine anno per il nuovo tour che a quanto letto, toccherà anche le nostre coste! Stay tuned…
P.s.:  bonus track, una versione acustica di “Seasons” davvero azzeccata e ottima palestra per il bravo Marc Hudson.

MOMENTO D’ESTASI:   davvero belle e accattivanti “Holding On” “Seasons” e “Last Man Stands”.
COLPO DI SONNO:   in generale nessuno…i Dragonforce son cosi’..prendere o lasciare ma questa volta hanno fatto davvero un buon lavoro.

Massimo
Agliardi