DAVID BYRNE PER LA COLONNA SONORA DI "THIS MUST BE THE PLACE"

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Musica

“THIS MUST BE THE PLACE” non è solo il titolo dell’acclamato ultimo film di Paolo Sorrentino (nelle sale dal 14 ottobre) ma anche quello della sua colonna sonora originale, pubblicata da Indigo Film e distribuita da EMI Music Italy, disponibile in vendita nei negozi tradizionali e in digitale da domani, martedì 18 ottobre.

Il titolo del film si ispira ad una famosa canzone dei TALKING HEADS e guarda caso nientepopodimeno che DAVID BYRNE fa un cameo nel film, interpretando proprio sè stesso.

La colonna sonora che accompagna il lungometraggio contiene 17 brani interpretati da svariati artisti di elevata qualità: Gavin Friday Band, Iggy Pop, Jonsi & Alex e Julia Kent tra gli altri.

I The Pieces Of Shit sono invece la band di cui fa parte Sean Penn nel film che tra le altre riprendono proprio il celebre brano dei TALKING HEADS “This Must Be The Place”, tratto dal loro album “Speaking In Tongues”.

 

Questa la tracklist dell’album:

1. “I’M COMING”, Gavin Friday Band

2. “LAY & LOVE”, The Pieces Of Shit

3. “OPEN UP”, The Pieces Of Shit

4. “CHARMAINE”, Mantovani & His Orchestra

5. “SPIEGEL IM SPIEGEL”, Daniel Hope, Simon Mulligan

6. “THIS MUST BE THE PLACE (NAÏVE MELODY)”, Trevor Green

7. “THIS MUST BE THE PLACE (NAÏVE MELODY) LIVE”, David Byrne

8. “GARDERMOEN”, Julia Kent

9. “HAPPINESS”, Jonsi & Alex

10. “ELIZA”, The Pieces Of Shit

11. “THE PASSENGER”, Iggy Pop

12. “YOU CAN LIKE IT”, The Pieces Of Shit

13. “ACHILLE’S HEEL: SECOND BOUNCE”, Brooklyn Rider

14. “IF IT FALLS IT FALLS”, The Pieces Of Shit

15. “THIS MUST BE THE PLACE (NAÏVE MELODY)”, Gloria

16. “EVERY SINGLE MOMENT IN MY LIFE IS A WEARY WAIT”, Nino Bruno E Le 8 Tracce

17. “THE SWORD IS YOURS”, The Pieces Of Shit

Protagonista del film THIS MUST BE THE PLACE è Cheyenne (Sean Penn), ebreo, cinquantenne, ex rock star di musica goth, rossetto rosso e cerone bianco, conduce una vita più che benestante a Dublino. Trafitto da una noia che tende, talora, ad interpretare come leggera depressione. La sua è una vita da pensionato prima di aver raggiunto l’età della pensione. La morte del padre, con il quale aveva da tempo interrotto i rapporti, lo riporta a New York. Qui, attraverso la lettura di alcuni diari, mette a fuoco la vita del padre negli ultimi trent’anni. Anni dedicati a cercare ossessivamente un criminale nazista rifugiatosi negli Stati Uniti. Accompagnato da un’inesorabile lentezza e da nessuna dote da investigatore, Cheyenne decide, contro ogni logica, di proseguire le ricerche del padre e, dunque, di mettersi alla ricerca, attraverso gli Stati Uniti, di un novantenne tedesco probabilmente morto di vecchiaia.

“Bronz” (a parte i genitori, a memoria d'uomo pare che nessuno l'abbia mai chiamato Alessandro) è cultore di cinema: sacro il quartetto Walter Matthau/Vincent Price/Cary Grant/Peter Sellers. Gran appassionato di musica e Dylaniano fin dalla tenera età, ritiene degni di rispetto quasi esclusivamente...