Bob Dylan, McCartney e Rolling Stones: primavera con i giganti del rock

Ancora lontani dal lasciare le scene, i grandi della musica continuano a stupire fra nuovi album e inediti omaggi alla canzone del passato.
Miniatura
Musica

Non di sole (auto) celebrazioni vive il mondo della musica e spesso sono proprio quelli che di sovente e stupidamente vengono archiviati come “dinosauri del rock” a dare una scrollata all’albero. Sia che si parli di nuovi album, sia che si rimanga abbagliati dal vigore dei live incendiari con cui Neil Young o The Who, per dirne giusto un paio, affrontano ancora i palchi di mezzo mondo, è indubbio che sono proprio quei grandi “vecchi” a non mollare il mazzo e a dimostrare che, benché ormai lontani dall’essere quei fari guida generazionali di un tempo, sono ancora in grado di stupire e di riconfermare - a ragione - il proprio status di mostri sacri della musica.

My Back Pages.
In questa primavera che si preannuncia ricca di novità, ad aprire le danze è il Maestro e premio Nobel (che piaccia o no…) Bob Dylan. Il 31 marzo His Bobness ha consegnato al mondo Triplicate, primo album triplo della propria carriera, composto esclusivamente da cover. Suddiviso in tre “capitoli”, uno per cd (“’Til the sun goes down”, “Devil dolls” e “Comin’ home late”), come lo era Trilogy di Frank Sinatra, a cui chiaramente Dylan seguita a far riferimento, l’album è la rilettura di molto del repertorio di Ol’ Blue Eyes, ma non solo. Indifferente a giudizi e critiche, il Maestro produce, con l’aiuto della propria band, un ennesimo gioiello straniante e bellissimo come lo sono stati i precedenti Shadows In The Night del 2015 e Fallen Angels del 2016. Recuperando brani scritti e interpretati dagli anni ‘20 agli anni ‘60, i cinque album sembrano creare una circolarità, quasi un corto circuito che la voce di Bob Dylan ha per comune denominatore, che da Sinatra e Billie Holiday porta a quella rivoluzione sonora iniziata proprio dallo stesso Dylan.

Live And Let Die.
Per un Maestro che si rimette per l’ennesima volta in discussione quasi annullando la propria carriera e inchinandosi con rispetto a chi prima di lui ha tracciato i solchi della canzone popolare, un altrettanto grande autore è al lavoro su un nuovo album: Sir Paul McCartney infatti ha recentemente rivelato – pur non specificando titolo o date di uscita – di essere impegnato nella scrittura di un nuovo disco. Quel che si sa è che in veste di produttore l’ex Beatles ha voluto Greg Kurstin, deus ex-machina dei numerosi successi di Adele. Non che McCartney negli ultimi anni sia stato con le mani in mano: è vero che il suo ultimo lavoro originale risale al 2013 (New), ma nel frattempo ha trovato il tempo di suonare il basso in una nuova canzone per il prossimo album di Ringo Starr (“Grazie per essere venuto e per aver suonato il basso alla grande. Ti voglio bene, amico. Pace e amore”) e di lanciare la versione deluxe di Flowers In The Dirt, storico album del 1989 frutto della collaborazione con quell’altro genio che è Elvis Costello.

Time Is On My Side.
E se si parla di Dylan e di un ex-Beatles, possono essere lontani gli inossidabili Rolling Stones? Proprio no, e infatti anche per loro ci sono novità in arrivo. Dopo essere passato nei nostri cinema pochi giorni fa, è prevista per fine maggio l’uscita in home video del documentario di Paul Dugdale “Olé Olé Olé!: A trip across Latin America”. Nato come sorta di reportage a chiudere un anno iniziato con Havana Moon, film/concerto/album tratto dal già storico live che la band ha tenuto nella capitale di una Cuba post-embargo, “Olé Olé Olé!: A trip across Latin America” segue la pubblicazione del nuovo album di cover Blue & Lonesome, operazione analoga a quella di Dylan - ma meno “anarchica” – che rende omaggio al passato e a quelle radici musicali (in questo caso, il blues) da cui Mick Jagger e C. provengono, sbocciando e fiorendo sino a diventare le sequoie che ora sono.
 

bob dylan
paul mc cartney
rolling stones
premio nobel letteratura
elvis costello
“Bronz” (a parte i genitori, a memoria d'uomo pare che nessuno l'abbia mai chiamato Alessandro) è cultore di cinema: sacro il quartetto Walter Matthau/Vincent Price/Cary Grant/Peter Sellers. Gran appassionato di musica e Dylaniano fin dalla tenera età, ritiene degni di rispetto quasi esclusivamente...