AXEL RUDI PELL - Circle Of The Oath - Spv - 2012

Massimo
Agliardi
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Musica

Devo ammetterlo, ero un pò sfiduciato, quando mi son trovato tra le mani il nuovo album di Axel Rudi Pell; il biondo chitarrista tedesco, non azzecca da tempo, un album all’altezza del suo nome (“Black Moon Pyramid” “Magic” ma anche “The Masquerade Ball”, parlano da soli) e quindi, lo sconforto cominciava già ad impossessarsi di me mentre l’intro “The Guillottine Suite”, irrompe nelle mie orecchie. Ma eccola la sorpresa, giro di chitarra heavy rock, batteria di Terrana sostenuta, duelli chitarra tastiera nei soli e un Gioeli in grandissima forma  a sigillare un brano, (“Ghost In The Balck”) bello, esaltante e che ricorda non poco “Getting Dangerous” o “Carousel”; non contento il nostro guitar hero, ci piazza subito dop,o quello che per me è uno degli apici del cd e di diritto, uno dei brani più belli di Axel da una decina di anni a questa parte ovvero, “Run With The Wind”. Vocals di Gioeli perfette e rock quanto basta, per essere ruffiane e vincenti e un coro davvero ben strutturato, fatto apposta per diventare un classico dal vivo. Splendida.


Assoli di ottima fattura e ancora, un coro da incorniciare per “Before I Die”, altra mazzata hard rock dagli spunti alla “Oceans Of Time” e “Masquerade Ball” con un Gioeli davvero superbo e una sezione ritmica Terrana/Krawzcaw, che non lascia prigionieri. Il momento di tirare un attimo il fiato, spetta alla pachidermica e molto Rainbow “Circle Of The Oath” dove, ancora una volta, Gioeli la fa da padrone, con una performance intensa e da vero cantante di razza il tutto con un Pell perfetto in un solo tipicamente ’70, che si fa ascoltare piacevolmente, prima di un ritorno terremotante al coro, ad opera di passaggi tastieristici e di batteria sublimi. Sempre su ottimi livelli hard rock heavy la corale “Fortunes Of War” mentre un po’ di piattume, lo si registra sulla troppo priolissa “Bridges To Nowhere”, cadenzata ed epica ma con poco mordente.
 

Rush finale con la power ballad “Lived Our Lives Forever”, discreta ma non ai livelli di “Eyes Of The Lost” e “Oceans Of Time”  mentre “Hold On To Your Dreams”, ci riporta sui binari hard rock dell’inizio ma senza I risultati di “Run With The Wind”; chiusura affidata a “World Of Confusion (The Masqerade Ball Pt.2)” un’epica canzone che riprende alcuni passaggi di “Masquerade Ball”, con cambi di tempo, accelerazioni power (di scuola Stratovarius) e un Gioeli davvero spettacolare.
 

Ottimo ritorno per Axel Rudi Pell e anche se “Circle Of The Oath”, non farà gridare al miraciolo e neanche  cambierà le sorti del metal mondiale, per Axel questo album è un ritorno a un sound più diretto, più hard rock e con brani esaltanti. Complimenti  e ora, è tempo che passi dalle nostre parti per un bel tour!
P.s. Nell’edizione limitata, compare una versione live di “Temple Of The King”, suonata con gusto e grande trasporto da tutta la band.

MOMENTO D’ESTASI:   senza dubbio la tripletta iniziale “Ghost In The Balck” “Run With The Wind” e “Before I Die” un grande Pell d’annata senza tralasciare la conclusiva suite “World Of Confusion” riassunto di tutto quello che rappresenta la musica di Axel Rudi Pell.
COLPO DI SONNO:  la troppo prolissa “Bridges To Nowhere”.

Massimo
Agliardi